Il vino promuove il territorio – Mellarini: è una ricchezza dal fondovalle alla montagna

(fonte quotidiano “Trentino” – martedì 9 giugno) – ROVERETO. «Il vino è un  elemento straordinario di marketing perché si lega al territorio». E di vino l’assessore al turismo Tiziano Mellarini se ne intende. C’era anche lui, venerdì sera, tra gli ospiti della serata organizzata dall’avvocato Germano Berteottimellavino a Maso Sasso, splendido ristorante di Nogaredo. Come ogni anno l’avvocato Berteotti, grande intenditore di vini e neo «Cavaliere» della Repububblica, ha unito in un connubio di amicizia e amore per il vino la Confraternita della vite e del vino e lo Snodar (Sovrano e nobilissimo ordine dello antico recioto) giunto dalla Valpollicella per un incontro e uno scambio di esperienze che – grazie a Berteotti – si rinnova da anni.
Assessore Mellarini, lei è membro sia della Confraternita che dello Snodar: che valore può avere il vino come elemento di promozione turistica?
«Un valore enorme. Quando vendi il vino o lo promuovi vendi anche il tuo territorio. Il vino è un grande ambasciatore della terra da cui proviene. E’ per questo che incontri come questo, magistralmente organizzati dall’avvocato Berteotti, sono appuntamenti di grande interesse».
In questo contesto in che modo può connotarsi il Trentino?
«Noi possiamo avere la connotazione del vino di montagna, quello che cresce a 850 metri di altezza. E’ un progetto della destra Adige che la Provincia ha già finanziato».
A che punto è il Trentino con la promozione enogastronomica?
«E’ stato fatto molto, soprattutto qui nella zona della destra Adige. Ora bisogna investire su altri territori. Ci sono ancora territori da sfruttare in questo senso, senza ovviamente modificarne gli equilibri e la bellezza».
Alla promozione del territorio grazie all’enogastronomia andrebbe affiancata anche una mobilità “verde” come la bicicletta…
«E’ vero, e infatti la Provincia ha molto investito in questo senso. Oggi chi vuole pedalare e mangiare bene ha qui in Trentino e soprattutto nel Basso Trentino un’ampia scelta. Ma c’è ancora da fare e non dobbiamo pensare di essere arrivati».

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