Ascesa, caduta e miseria di Mc Italy

(fonte: www.winesurf.it) – Desaparecido. Non se ne hanno oramai notizie da giugno: di lui e di, cito testualmente, “Carne italiana al 100%, olio extravergine di oliva, formaggio Asiago DOP, bresaola della Valtellina IGP, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani”. In tutto mille tonnellate di materie prime “Made in Italy”, per un valore di circa 3.4 miloni di Euro, che dovevano servire per dare vita al desaparecido. Questo ha ovviamente un nome: Mc Italy e venne definito dall’allora ministro dell’ Agricoltura Luca Zaia “il primo panino interamente tracciato, non anonimo, attraverso cui globalizziamo l’identità dell’agricoltura italiana”. Per globalizzare l’identità dell’agricoltura italiana il caro Zaia aveva pensato a Mc Donald’s, o forse la multinazionale del panino aveva pensato a Zaia ed al ministero dell’Agricoltura per pubblicizzare gratuitamente un loro nuovo prodotto. Fatto sta che il Mc Italy aveva conquistato le prime pagine dei giornali, grazie anche alle giuste proteste di chi vi vedeva solo una chiara manovra commerciale che sviliva sia la qualità dell’agroalimentare italiano sia l’immagine stessa della grande tradizione gastronomica italiana.

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5 Commenti

  1. Antonio

    Molto comodo ma un po' banale e scontato, usare McDonald's per attaccare Zaia. La realtà, invece, è ben diversa: il primo test di McItaly, durato un mese (come tutti i test di McDonald's) ha registrato ottimi risultati; e se venisse ripetuto, sarebbe solo una buona opportunità commerciale e promozionale in più per i nostri produttori agricoli, che tra l'altro ne hanno bisogno (questa è la vera "ecologia e libertà"). Ma usare strumentalmente le notizie, falsandole, è più facile.

    1. Cosimo Rondò

      Lasciamo pure stare Zaia, anche se forse una riflessione andrebbe fatta. Ma tu il Mc Italy lo hai assaggiato? Io si, ho fatto in tempo ad assaggiarlo al mc della stazione di Bologna. Ecco, se lo hai assaggiato forse ti puoi formare un'opinione. E non dirmi che ridurre asiago e bresaola in quel modo, standardizzandone i gusti alla mcdonald, è una via utile per promuovere il marchio italiano, in Italia e nel mondo. Quella bresaola e quell'asiago, caro antonio, non erano più ne bresaola ne asiago. Erano un indistinto coacervo di ingredienti senza alcun richiamo all'origine e al valore originario del prodotto. Se poi si tratta di smaltire i sovrappiu italiani di produzione casearia,di insaccati, di pomodori o di carne, lo si faccia pure, anche con mc donald, ma senza sputtanare un marchio.Si comperino prodotti di bassa gamma dai produttori italiani e si faciliti il loro impiego nell'ambito della ristorazione di massa. E guarda, la polemica con Zaia, c'entra poco. Anzi nulla.

      1. Antonio

        Sì, ho mangiato più volte il McItaly, ma non mi è chiaro perché tu parli di standardizzazione dei gusti. Cerchiamo di essere oggettivi; potrà piacere o meno che il panino venga venduto da una multinazionale che fino a pochi anni fa' (e qui sì, ti do ragione) faceva della standardizzazione del marchio e dei prodotti offerti il suo punto di forza, offrendoli al consumatore proprio come sinonimo di garanzia. Ma se proprio la stessa multinazionale ha scoperto la via della redenzione, prendiamone atto. I prodotti DOP, a denominazione di origine protetta contenuti nel McItaly erano esattamente gli stessi che si possono acquistare al supermercato o in un qualsiasi negozio. Semplicemente erano affettati e porzionati in modo da poter essere utilizzati nel famigerato panino; non per questo, né perché venduti sotto il marchio di una multinazionale del franchising, vanno ritenuti meno puri. Anche tre o quattro decenni fa', quando videro per la prima i loro prodotti sullo scaffale di un supermercato, i casari e i salumieri di allora gridarono allo scandalo. Poi si accorsero che in fondo la grande distribuzione era un canale di vendita in più, e neanche tanto blasfemo. Ecco: propongo di vedere anche il tema McItaly in maniera laica, come un esperimento, tutto sommato (ne va dato atto) coraggioso di promuovere ingredienti della nostra agricoltura in un circuito nuovo e ad un pubblico potenzialmente più amplio. Coraggioso per McDonald's così come per i consorzi di tutela; e almeno, per una volta, innovativo.

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