E’l’export il futuro del vino italiano

Roma, 15 dicembre 2010 – “Le cooperative del comparto vitivinicolo aderenti a Fedagri-Confcooperative, nel corso del 2010 hanno dimostrato di saper resistere ai morsi della crisi economica, e alle difficoltà strutturali che da qualche tempo affliggono il mercato, tra cui prezzi bassi, consumi interni in flessione e giacenze in aumento”.

È così che il presidente del settore vitivinicolo di Fedagri-Confcooperative Adriano Orsi ha aperto i lavori della riunione del Comitato del settore vino, svoltosi oggi a Roma a Palazzo della Cooperazione, in cui è stato tracciato il bilancio sugli orientamenti, le criticità e le potenzialità che nell’anno che si sta per concludere hanno caratterizzano il comparto.

“Il mercato del vino in Italia non vive una stagione esaltante.  – afferma Orsi – Complice la crisi nel 2009 il consumo di bianchi e di rossi nel nostro Paese è sceso per la prima volta sotto i 40 litri pro capite (-30% in 20 anni, dati Nomisma), con una contrazione dei prezzi al consumo pari a -7% e vendite in calo in tutti i tradizionali canali di distribuzione, soprattutto attraverso il canale Horeca (ristorazione, hotel, bar), mentre la Grande Distribuzione Organizzata tiene (-1%), grazie soprattutto alla spinta dei Discount”.

“Una situazione difficile – dice Orsi –  in cui l’unico segnale incoraggiante è costituito dalla ripresa delle esportazioni: +7,6% nei primi sei mesi del 2010, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente”.

“Se questo è il trend – sostiene Orsi – l’unico modo per gli operatori di stare sul mercato in maniera efficiente è quello di volgere lo sguardo ai mercati internazionali. Lo abbiamo più volte ribadito e continueremo a ribadirlo anche l’anno prossimo: l’export è la strada maestra da seguire se le nostre cooperative vogliono essere competitive”.

“Molte nostre associate sono già presenti all’estero con i loro vini – continua Orsi – ma molte sono ancora le opportunità che questi mercati riservano. Per coglierle, è necessario dotarsi di  dimensioni  aziendali congrue. Ed è per questo che continueremo a sostenere le nostre associate ad attivare processi di aggregazione e fusione, senza i quali è difficile aggredire i nuovi mercati, e, tanto meno, ottimizzare i costi di produzione, ampliare la gamma di prodotto, ridurre la frammentazione dell’offerta e assumere nei confronti della GDO un ruolo di sub-player”.

“Alle istituzioni continueremo a chiedere politiche attive di sviluppo che supportino gli operatori sul mercato – conclude Orsi – mentre diffidiamo di politiche di “sussistenza” come la  “vendemmia verde”, misura che premia chi distrugge la produzione già in campo. E degli aiuti disaccoppiati, altra leva di mercato poco sana che privilegia per lo più i produttori e penalizza le imprese di trasformazione, introducendo squilibri nella filiera, i cui anelli invece andrebbero sostenuti tutti in eguale entità”.

A Fedagri-Confcooperative aderiscono 425 cooperative vitivinicole, espressione di 141.000 soci e oltre 5.700 addetti, per una produzione complessiva che supera i 20 milioni di ettolitri. Il fatturato generato è pari a 2,4 miliardi di euro, la metà del quale realizzato dall’export.

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