Armani non è solo uno stilista…

Qual è la cosa migliore da fare il giovedì sera quando la giornata
lavorativa si è chiusa e si sta aprendo una serata di relax e di
abbandono totale?
Fare un bagno!
La mia vasca da bagno è una piscina olimpionica. Enorme.
L’ho comprata per poterci nuotare; sono pigra e odio le palestre;
non sopporto le persone che le frequentano: persone che pensano in maniera
maniacale al fisico, dimenticando i calorici piaceri della
vita.
Va be’ peggio per loro…
Torniamo alla mia vasca.
Nella mia vasca ci passo le ore nuotando e praticando diversi sport
acquatici.
Inserisco il Kyrie di Mozart e mi immergo nell’acqua calda e
accogliente.
Ho voglia di idromassaggio.
Esco dalla vasca, indosso l’accappatorio, le ciabatte, mi dirigo verso il mio armadio, un enorme cubo di ghiaccio, dentro il quale non conservo abiti o scarpe ma bottiglie. Bottiglie di vino per ogni occasione.
Il mio sguardo si muove all’interno di questo piccolo mondo delle meraviglie sondando una ad una le bottiglie.
Scelgo e tiro fuori tre bottiglie di Prosecco Armani.
Torno in bagno e le svuoto nella mia gondola a-dorata.
Io e Armani dentro la vasca.
Finalmente il relax tanto atteso.
Chiudo gli occhi, pregustandomi il rituale del bagno.
Il requiem mozartiano mi esalta le sinapsi cerebrali, lo
schioppettìo delle bollicine mi solletica la pelle, l’aroma fresco del prosecco pervade la stanza, amplificato dal calore della pelle.
Mi sento stordita.
Trattengo il respiro e mi immergo sott’acqua, riemergo e il mondo
mi appare dorato, gocciolante, più leggero e ondulato.
Chiudo gli occhi, m’immergo ancora ed apro la bocca.
Un mondo incredibile fatto di fiori, tinte forti, praterie e alberi
mi penetra quasi indiscreto, irrorandomi le vene;
le anse del cervello pulsano felici.
Un mondo fantastico mi  esplode nelle orecchie.
Sono sola nella luce tenue, calda e soffusa dell’iperuranio, che peccato, penso; tali esperienze dovrebbero essere condivise. Non avevo nemmeno finito di pensare che, tadah,
scorgo un uomo, anche lui in versione subacquea…
Lo osservo curiosa, mentre plano sul fondale vitifantastico.
Deve essere di certo un intenditore di vini.
Come un pacman ingurgida intere colonne vinose, lasciandomi quasi a secco.
Sì, deve essere un intenditore di vino, certamente uno che sa in quali
acque alcoliche stiamo navigando.
Riconosco il soggetto. E’ Tano Bianchi
il gaudente avvocatogiornalistaintenditoredivini!
Il Nostro, sostenuto da una enorme bolla d’aria, è sospinto da una parte all’altra della vasca con una leggerezza tale da fare invidia a Carla Fracci; gongolando di qua e di là, alla fine mi raggiunge.
Ci riconociamo e continuiamo la perlustrazione.
Insieme.
Ci accorgiamo che scandagliare i fondali dell’Armani è una continua sorpresa; non ci si annoia mai.
E’ interessante, poi, lo scambio di sensazioni vinicole;
si sa, ogni papilla è bella a mamma sua, ed è capace di interpretare
in maniera molto personale qualsiasi sapore.
Sottovino è possibile lo scambio di informazioni gustative, sott’olio assolutamente no.
Decidiamo, allora, di fare anche questa esperienza degustativa.
Elettrizzante!
Lo scambio papillare di informazioni è cosa molto semplice da effettuare; basta annodare le lingue, per consentire un passaggio osmotico delle proprie
esperienze di gusto, oppure (questo per i palati più esigenti) basta depositare sull’apposita ugola enogastronomica, secondo la tecnica dello sgocciolamento, il sapore che si vuole condividere, senza però, che questo sia contaminato dalla propria saliva, e il gioco è fatto.
Questo e tanto altro può succedere in una vasca trabordante di prosecco Armani.
Provare per credere…
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