Omaggio ad Andrea Zanzotto

C’entra poco, con questo blog dedicato ad metodo classico trentino, la notizia della morte di Andrea Zanzotto, avvenuta oggi. C’entra poco almeno apparentemente. Il vino e, lasciatemelo dire, ancor di più lo spumante metodo classico, posseggono qualcosa che li accomuna alla poesia: la leggerezza aerea ed eterea, della parola e del perlage, che induce all’intuizione profonda dell’infinito. Leggerezza e profondità, ecco il senso della poesia. E anche il senso più profondo di una coppa di metodo classico. Andrea Zanzotto è stato un grande intellettuale e poeta del Novecento e mi mancherà. Su questo blog posto una sua poesia in veneto. La compose per il Casanova di Fellini a metà degli anni Settanta. E sono anche i versi che me lo hanno fatto conoscere la prima volta. Per questo mi piace riproporla qui. Ciao Andrea.

 
Vera figura, vera natura,

slansada in ragi come ’n’aurora

che tuti quanti te ne inamora:

aàh Venessia aàh Regina aàh Venusia

to fia xé ’l vento, siroco e bora

che svegia sgrisoli de vita eterna,

signora d’oro che ne governa

aàh Venessia aàh Venegia aàh Venusia

Testa santissima, piera e diamante,

boca che parla, rece che sente,

mente che pensa divinamente

aàh Venessia aàh Regina aàh Venusia

par sposa e mare, mora e comare,

sorela e nora, fiola e madona,

ónzete, smólete, sbrindola in su

nu par ti, ti par nu

aàh Venessia aàh Venòca aàh Venessia

Metéghe i feri, metéghe i pai,

butéghe in gola ‘l vin a bocai,

incononàla de bon e de megio;

la xé imbriagona, la xé magnona,

ma chissà dopo ma chissà dopo

cossa che la dona!

Mona ciavona, cula cagona,

baba catàba, vecia spussona,

Toco de banda, toco de gnoca,

Squinsia e barona, niora e comare,

sorela e nona, fiola e madona,

nu te ordinemo, in sùor e in laòr,

che su ti sboci a chi te sa tòr.

Filò. Per il Casanova di Fellini,
con una lettera e cinque disegni di Federico Fellini -
trascrizione in italiano di Tiziano Rizzo,
Edizioni del Ruzante, Venezia 1976

 

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Cosimo Piovasco di Rondò

Autore
Cosimo Piovasco di Rondò

Di famiglia nobile e conservatrice, il giovane Cosimo è costretto a seguire rigide regole di etichetta, che spesso non riesce a comprendere e a sopportare; è quindi spesso in lotta con il padre, severo e legato alle tradizioni, che lo vorrebbe vedere obbediente e rispettoso delle regole. Cosimo però è un ragazzo ribelle, e pur di non accettare passivamente una situazione che non gli piace, si rifugia sugli alberi, sperando così di sfuggire al padre e alle sue angherie. Cosimo giura in risposta alle minacce del padre che non toccherà più terra finché vivrà; sarà di parola, perché quando sentirà vicina la morte passerà una mongolfiera a cui si attaccherà, e sparirà quando la mongolfiera avrà appena attraversato l’oceano. Cosimo vede le vicende del suo tempo da una prospettiva inusuale, in modo distaccato, perché segue la vita quotidiana della gente in disparte, rendendosi in questo modo conto che l’unico modo per essere veramente vicino agli altri è distanziarsene.

1 commento

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