Una flûte al volo di Trentodoc Altemasi Cavìt

Stamattina, verso mezzogiorno, ho bevuto una flûte di Altemasi Millesimato Cavìt. La ho presa al bar River di Rovereto. Avendo fretta non ho chiesto né l’annata né la sboccatura. Bevuto al volo. Un servizio accettabile, una flute elegante, finalmente, e qualche stuzzichino che non guasta mai. Prezzo 3 euro che, tutto sommato, visto quello che gira mi è sembrato abbastanza accettabile. Il servizio e gli stuzzichini possono valere i 50 centesimi in più.  Il Trentodoc base di Cavìt, tuttavia non mi ha impressionato. Un buon perlage, persistentissimo e molto fine, al naso, mi è sembrato però poco più che anonimo. Quasi evanescenti i profumi floreali e la crosta di pane, più presente la suggestione delle crema pasticcera. Una eleganza ben amalgamata ma che non sorprende. In bocca la medesima sensazione;  un’evanescenza che subito si scolora, seppure sempre dentro una sensazione armoniosa, senza che niente predomini e prevalga: la frutta bianca matura e le note leggermente agrumate. Un bell’assortimento. Alla fine mi è rimasta sulla lingua una lunga sensazione di residuo zuccherino che può piacere o può non piacere. Un bicchiere gradevole ed elegante, ma niente di più. Voto 6,5 .

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Cosimo Piovasco di Rondò

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Cosimo Piovasco di Rondò

Di famiglia nobile e conservatrice, il giovane Cosimo è costretto a seguire rigide regole di etichetta, che spesso non riesce a comprendere e a sopportare; è quindi spesso in lotta con il padre, severo e legato alle tradizioni, che lo vorrebbe vedere obbediente e rispettoso delle regole. Cosimo però è un ragazzo ribelle, e pur di non accettare passivamente una situazione che non gli piace, si rifugia sugli alberi, sperando così di sfuggire al padre e alle sue angherie. Cosimo giura in risposta alle minacce del padre che non toccherà più terra finché vivrà; sarà di parola, perché quando sentirà vicina la morte passerà una mongolfiera a cui si attaccherà, e sparirà quando la mongolfiera avrà appena attraversato l’oceano. Cosimo vede le vicende del suo tempo da una prospettiva inusuale, in modo distaccato, perché segue la vita quotidiana della gente in disparte, rendendosi in questo modo conto che l’unico modo per essere veramente vicino agli altri è distanziarsene.

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