I due Great Producers trentini secondo il vangelo di Wine Spectator

Sono due i grandi produttori (Great Producers) del vino trentino conosciuti, e da far conoscere ancor più, nel mondo. Questa la sentenza operawine2011VinitalyWineSpectator (1) autorevolissima di Wine Spectator (e se lo dicono loro c’è da credergli ad occhi chiusi). Ci informa di questa bella notizia, un comunicato diffuso oggi dall’ufficio stampa di Vinitaly. Eggià, i nostri fieraioli veronesi sono già al lavoro in vista della 46° edizione (25 – 28 marzo 2012). Dunque, chi sono i due grandi marchi internazionali made in Trentino, secondo i due colossi della comunicazione enologica mondiale (Wine Spectator e Verona Fiere)? Scontato indovinarne almeno uno. Casa Ferrari, naturalmente. Ci mancherebbe altro: il Ferrari, non il Trentodoc, per fortuna lo conoscono anche i sassi. E in tutto il mondo. Che poi venga associato alle verdi colline del Trentino, è un’altra storia. E l’altro, Big Pruducer? Alla fine, scontato anche questo: Cantine MezzaCorona, naturalmente. La maison (si può chiamarla così?) di patron Rizzoli che sta facendo, fra pochi giorni, il grande salto nel capitalismo finanziario mondiale. Punto. Questi i due marchi selezionati dalla rivista americana e dall’ente veronese, in rappresentanza del Trentino. Ci dispiace, per tutti gli altri: i tanti vignaioli meritevoli che ogni anno foraggiano con i loro soldi la fiera scaligera e ci dispiace (oddio un po’ meno) anche per Càvit, ma nell’elenco dei cento Greats Producer italiani, il Trentino finisce qui: fra Ravina e la Piana Rotaliana. Da notare la prosopopea con la quale Wine Spectator, unico responsabile della scelta dei produttori Finest Italian Wine, giustifica la sua selezione: “Wine Spectator ha da sempre una grande considerazione per i vini italiani, ed è per noi un onore poter effettuare una selezione su invito che mira a rappresentare la ricca e altamente diversificata offerta italiana,accomunata tuttavia da un’unica caratteristica: l’eccellenza della produzione data dall’alto livello di storia e tradizione che ogni produttore riesce a raccontare con la sua etichetta”. La notizia, la ho estrapolata da una cartella stampa arrivatami oggi e contentente il materiale di presentazione dell’ennesima iniziativa promozional-commerciale messa in cantiere da Vinitaly. Si chiama “Opera Wine” e debutterà il 24 marzo 2012 (un giorno prima dell’apertura della fiera) con “il Grand Tasting Finest Italian Wines: 100 Great Producers, che vede coinvolta l’autorevole rivista americana Wine Spectator la quale, per la prima volta in Europa, farà una grande verticale delle eccellenze dei vini italiani provenienti da ogni regione d’Italia”. L’obiettivo di Opera Wine, lo ha spiegato il presidente di Verona Fiere, Ettore Riello: “La promozione e la valorizzazione del sistema Italia nel mondo è tra i punti cardine della strategia di Veronafiere che, attraverso i propri marchi forti, in questo caso Vinitaly,porta il meglio delle produzioni nazionali nei principali Paesi esteri, in particolare extra UE”.

Per chi voglia leggere per intero la cartella stampa, ecco qui:

Elenco Great Producers

Wine Spectator

Opera Wine

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5 Commenti

  1. Anonimo

    Beh c'è poco da meravigliarsi: ferrari è un marchio champagnoso famoso in tutto il mondo: e ne dobbiamo essere fieri. Mezzacorona, non sarà una maison come prende in giro il signor cosimo, perà vende milioni di bottiglie in tutto il mondo. Buone, non buone? Lo decidono i consumatori non Cosimo, e wine spectator ne prende atto. E poi cosa c'entrano i vignaioli che danno soldi alla fiera? Comprano un servizio e lo pagano. Mi sembra che vogliate arrampicarvi sui vetri a tutti i costi. Di questo blog me ne hanno parlato, male, questa mattina alcuni conoscenti che bazzicano il mondo del vino,e sono venuto a vedere: avevano ragione.

  2. El Tortel

    Niente da dire su Ferrari. Ma appunto Mezzacorona è tutta un'altra storia per davvero. E che wine spectator, selezioni, mezzocorona fra i cento italiani finest wine italiani, mi pare un poco paradossale.La spuza. Appunto, come dici tu, il mercato non si indirizza da sè: è etero orientato. Mah. Resto sconcertato.
    Per il resto concordo con te: bisognerebbe fare un passo in avanti. Anche due.
    El Tortel

  3. Lanfranco fu Anonimo

    Purtroppo questa notizia smentisce proprio quelli che sostengono che a Wine Spectator, alle guide e ai critici non vada prestata troppa attenzione. La discussione intorno alla qualità della critica, agli interessi e ai conflitti di interessi, al contrario, era e resta di enorme attualita'. Perché solo chi ha in mano la redini del mercato può sostenere che il mercato si indirizza da se'.

    Nel merito, io credo che i produttori di élite servano. Fanno da traino, se il loro marchio e' riconosciuto sui mercati e associato ad un territorio. Con tutto quello che si può dire alla famiglia Lunelli, certo non si può negare il grande ruolo che hanno avuto nel dare del Trentino vitivinicolo una buona immagine. (evito di parlare di Mezzocorona, si capisce che so storie diverse).

    Passata la fase pionieristica, pero', bisogna fare un passo avanti, ed il territorio deve creare il suo successo intorno a tutti i suoi protagonisti. Con severa selezione, perché non si può puntare solo sui numeri. 9 milioni posson bastare, non credete?

  4. La Cattedrale nelle

    E voi state ancora ad ascoltare Wine Spectre? ma per piacere, per piacere, hanno parkerizzato tutto il vino mondiale, tutto uguale dappertutto… lasciamo stare va. Poi, forse non ho capito, quale sia il punto di vista di questo Cosimo: dice che è una buona notizia (?) o una cattiva notizia? Perchè mi pare che si stia barcamenando anche lui !
    La Cattedrale nelle Bollicine

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