Trentodoc in stato confusionale

Senza titolo-1A riprova della confusione comatosa in cui versa il Trentodoc, cosa su cui ci stiamo esercitando quasi quotidianamente, la notizia di questi giorni: Castel Noarna, una delle aziende agricole trentine di maggior pregio, uscirà a dicembre con la sua prima bottiglia di metodo classico. Un Brut, quasi Extra, Blanc de Blanc, che però non aderirà al marchio istituzionale dello spumante trentino. La bottiglia sarà presentata con l’indicazione del Vino Spumante di qualità (VSPQ). Lo ha annunciato ieri il patron della maison di Nogaredo, Marco Zani. Con una dichiarazione sommessa, lontana dalla polemica, ma chiarissima; sottesa, par di capire, da ragioni commerciali e di marketing: “Da parecchi anni sono lontano dal mondo delle Doc, del resto anche tutti gli altri miei vini sono Igt”. Se avevamo bisogno di un’ulteriore prova del flop annunciato del brand Trentodoc, questa – dopo gli Igt delle Dolomiti di Pojer e Sandri e il recente Pinot Nero Charmat di Longariva -, è la prova del nove: Trentodoc, come marchio, ha bisogno di una rivisitazione radicale. Perchè, così come è oggi, è ridotto alla respirazione artificiale. É qualcosa che assomiglia ad un fantasma che annaspa. E non parliamo delle bottiglie che mediamente sono di buona e, a volte, di eccellente qualità, ma del suo appeal commerciale. Inesistente. Sia per i consumatori, sia, come dimostra la scelta di Zani, per i produttori di metodo classico.

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