Autoctoni, impariamo dal Salento

Oggi è giornata di comunicati stampa. Questo che vi giro è davvero off topic, anzi off blog. Riguarda un paio di prestigiose, e meritate, segnalazioni ottenute da una coop pugliese: Cantina Due Palme. Lo giro volentieri sul blog sfidando il buon senso, perché a quella coop sono affezionato da molti anni. Sugli autoctoni ha sempre fatto un gran lavoro, sapendo come conciliare, magari faticosamente, difesa e valorizzazione del territorio con la giusta remunerazione ai soci viticoltori. E’ un bell’esempio di agricoltura cooperativa che arriva dal meridione e a cui dovremmo anche noi dare uno sguardo. Per questo lo cito sempre volentieri.

Altre tre Guide riconoscono l’alta qualità dei vini di Cantine Due Palme.

angelo maci L’edizione 2011/2012 della Guida Vini Eccellenti d’Italia di Tavolaegusto ha assegnato il Riconoscimento Speciale ‘Grappolo d’Oro’ al Selvarossa Salice Salentino Rosso 2008. Non basta: il Selvarossa Salice Salentino 2008 Riserva ha fatto il bis, aggiudicandosi l’Eccellenza dalla Guida ai Vini di Puglia edizione 2012 che sarà presentata a dicembre e l’Annuario 2011 di Luca Maroni lo ha indicato secondo miglior vino rosso d’Italia, per aver superato i numerosi e sapienti assaggi con indice di piacevolezza di 96 punti. Il Premio sarà ritirato dal Presidente ed enologo di Cantine Due Palme, Angelo Maci, in occasione del Galà di apertura dell’evento SENSOFWINE ROMA 2012 che si svolgerà nella serata del 27 gennaio 2012 presso il Palazzo dei Congressi, in zona Eur a Roma. “Una ottimizzazione delle politiche di vendita e un attento controllo dei costi di gestione – spiega con soddisfazione il Presidente Maci – hanno portato la nostra cooperativa al conseguimento di questi risultati straordinari in annate segnate da un contesto economico e congiunturale instabile e sempre più complesso. una politica vitivinicola vincente e credibile è quella che rischia e che si assume responsabilità; che si espone al pericolo di perdere perché solo così si vince. Negli ultimi anni abbiamo rischiato con gli investimenti effettuati a qualsiasi livello, abbiamo vinto e continueremo a vincere sempre insieme a Voi perché tutto è stato programmato con le dovute cautele e mai in modo avventato”. E’ proprio dal connubio fra i due vitigni storici e tradizionali, Negroamaro e malvasia, che nasce il grande vino talentino Selvarossa, generalmente ottenuto per il 70-80% dal primo e per la restante parte dalla seconda. La malvasia, più rara, è considerata più gentile, meno rustica, indispensabile per l’affinamento ed il completamento del prodotto ottenuto dal Negroamaro. Gli altri vitigni tradizionali sono il Primitivo, dal grande corpo e dall’aroma particolare, il Susumaniello, altro vitigno autoctono e antichissimo, la Malvasia bianca.

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