Vino naturale: il crollo delle certezze su Osservatorio del Vino

Approfitto di questo momento di pausa per un’informazione utile (spero). E’stato pubblicato su Osservatorio del Vino il nuovo approfondimento di Primo Oratore circa un altro interessante concetto che gira attorno alle discussioni enoiche: quello di vino naturale. Lettura consigliatissima.

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8 Commenti

  1. A tutti: l'articolo che vedete (sull'Osservatorio) è la parte decostruttiva, per fare piazza pulita. In particolare mi infastidiscono quelli che dicendo che il vino lasciato a se stesso diventa aceto DI FATTO propugnano l'utilizzo di ogni schifezza della chimica.
    Nella seconda parte, che sto rabberciando e pubblicherò appena posso, troverete la mia opinione, e non sarà un espediente semantico.
    Chi vivrà vedrà, saluto PO

  2. Curiosa&Sospetto Curiosa&Sospetto

    Tu Probo sei sempre ermetico, si intuisce che sai di cosa parli. Ma scrivi in un modo che sembri la settimana enigmistica. Cosa volevi dire per esempio ora? Non so se sono io che non capisco o tu che ti diverti con i rebus…

  3. Lanfranco

    io credo che questa volta primo oratore non abbia centrato il punto. Riguardo la definizione di vini naturali,ormai in tanti si chiedono quanto abbia senso immobilizzarsi su un termine, che per sua stessa natura e' parziale, escludente, non esaustivo. Per non dire fuorviante, e la strada presa dal bio ne e' un esempio lampante. Ma che sia invece necessario allontanarsi progressivamente da pratiche agricole e da tecniche enologiche che fanno della chimica e dell'ipertecnologizzazione una necessita' (pena non produrre nemmeno il vino), beh, credo che sia un'urgenza non liquidabile con dei paradossi semantici sui concetti di naturale e artificiale. Anche il napalm e' naturale, non viene da Marte … rimanendo nel paradosso. Ma siamo fuori strada.

    Forse e' il caso di scriverne di meno e di produrne di piu', di vino buono e pulito (il giusto e' altro affare, non vorrei entrarci). Cosa sia davvero la naturalita' lo raccontano i vignaioli che, a fatica e senza clamori, stanno riportando il mondo vitivinicolo ad una sua normalita' post apocalittica. Normalita', come dice sempre Rosi: "io faccio vino normale, son gli altri che dovrebbero aggiungere aggettivi".

    1. Enrico

      Io invece trovo le argomentazioni di Primo Oratore, piuttosto convincenti. Naturalmente fatta la tara degli espedienti semantici e del tono volutamente provocatorio. Forse è la parola naturale a trarre in inganno, forse la dovremmo abolire dal vocabolario perché ingenera equivoci. Probabilmente ha ragione Rosi quando usa la parola "normale". Proporrei, ma non è un idea nuova, di usare la parola "autentico".
      Ps: una questione di metodo: mi sembra curioso che si faccia qui una discussione su un post pubblicato su un altro blog. Forse dovremmo farla su Osservatorio del Vino.

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