RE Giulio

Ripeto alcune note dell’assaggio del Giulio Riserva del Fondatore 99, recentemente degustato.

Il Giulio Ferrari si può tranquillamente considerare il fuoriclasse portabandiera della spumantistica nazionale. Più volte nelle nostre degustazioni, è stato inserito in batteria con alcuni Champagne (specialmente Dom Perignon) e devo dire che in più di un’occasione ne è uscito vincitore. Certo, davanti ad un Bollinger RD o Dom Ruinart (tanto per restare sulla Terra e non parlare di Krug 90, Le Mensil o Salon e decollare sulla Luna) il discorso cambia.

Erano almeno un paio d’anni che non lo assaggiavo in quest’annata, e ne sono rimasto piacevolmente colpito.

Si è presentato di uno splendido colore giallo oro brillante, con perlage finissimo e persistente, al naso subito note citrine, poi mela matura e frutti tropicali; in bocca l’entrata è decisa, si amplifica sul palato che è un autentica goduria, piuttosto secco , leggermente sapido sul finale anch’esso decisamente lungo.

L’abbiamo ben abbinato all’antipasto, costituito da crostini di pane con trota marinata.

Adeguatamente conservato, puo’ regalarci ancora tante ma tante soddisfazioni.

Infatti anche la 99 si è rivelata un’annata ancora giovane per un vino così; da dimenticare in cantina per qualche anno. Personalmente, punteggio 91

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3 Commenti

  1. Cosimo Piovasco di Rondò Cosimo Piovasco di Rondò

    Caro Wyatt, confermo anche sul forum la mia fama famigerata di bastian contrario. In questo caso non su Re Giulio in astratto, a cui mi inchino con devota e immutata osservanza. Ma piuttosto rispetto all’ultimo Re Giulio che mi è capitato fra le mani. Era la fine del 2011, e il Giulio era un Giulio 1990. Ma purtroppo, il processo di ossidazione era già in corso e il tempo trascorso, forse in condizioni di conservazione poco attente (su cui non so dire), si faceva sentire in tutta la sua pesantezza. Da allora non ho più avuto il coraggio di avvicinarmi ad un Giulio. Ma non mancherà occasione. Magari insieme!

    1. Wyatt

      Ciao Cosimo, come ben saprai, le condizioni di conservazione delle bottiglie determinano il loro destino; personalmente, sono un maniaco della conservazione del vino, la ritengo una delle cose essenziali al fine di poter degustare al meglio una bottiglia.

      A riguardo del Giulio, praticamente dall’annata 88 al 2001 credo di averle bevute tutte in varie occasioni; a memoria, ricordo un 88 e 89 stellari, ottime 94 e 96 e, in annate come 90 – 97 già più pronti da bere, complice forse l’annata particolarmente calda….2000 e 2001 infanticidio….

      1. Renato

        Eh sì, è proprio così….le attività ristorative spesso portano in tavola vini alle temperature sbagliate, specialmente quando si tratta di bollicine…..talvolta, mi trovo a chiedere un cestello del ghiaccio anche per i vini rossi….pensare di bere un vino rosso nel periodo estivo alla temperatura di 25-30 gradi è davvero improbonibile….

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