Sabato e domenica gli artigiani del vino trentino incontrano i consumatori

mostramercatovignaiolitrentini_thumb1 Domani, 21 aprile, dalle ore 14 a Trento Fiere, l’Associazione Vignaioli del Trentino apre al pubblico la prima MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO,
primo passo dei Vignaioli verso la creazione di momenti promozionali dedicati ai vini che sono autentica espressione del territorio trentino.
I visitatori potranno degustare e anche acquistare i vini degli oltre 50 piccoli produttori presenti.
Vi saranno inoltre tipicità gastronomiche locali e 3 momenti dedicati alla cucina, con la presenza di 3 noti Chef
delle Valli di Fiemme e di Fassa: Paolo Donei, Alessandro Gilmozzi e Stefano Ghetta.
orari: sabato 21 dalle 14 alle 19.30 – domenica 22 dalle 10 alle 19.30.

Ingresso solo degustazione 10 €
Ingresso degustazione + 1 piatto 15 €

Qui il programma e l’elenco completo degli espositori

————————————————————

UN MANIFESTO PER LA VITICOLTURA TRENTINA

L’ASSOCIAZIONE VIGNAIOLI DEL TRENTINO, nata nel 1987, raccoglie i piccoli produttori che seguono personalmente ogni processo produttivo, dalla cura della vigna, alla vendemmia, alla vinificazione e infine alla commercializzazione. Caratteristiche prime dell’operare dei Vignaioli sono il rispetto per la terra e la massima attenzione alla qualità, per ottenere 
vini che rappresentino il territorio, l’impegno e la passione di ogni singolo produttore per il suo lavoro.
Per questi motivo i Vignaioli sono l’autentica espressione del territorio, coltivano la terra e la traducono in vino.

I tentativi attualmente in corso di aggiornare il settore vitivinicolo trentino procedono a rilento, per questo l’Associazione, anticipando i tempi lunghi delle Istituzioni e della “politica”, ha deciso di muoversi dando concretezza ai propri obiettivi.

La MOSTRA MERCATO DEGLI ARTIGIANI DEL VINO del 21 e 22 aprile è la prima tappa di questo cammino.
Noi Vignaioli abbiamo scelto di dare vita ad un nuovo evento perché il nostro approccio alla produzione è diverso ed unico, e quindi i nostri prodotti meritano momenti promozionali dedicati.

L’Associazione sta terminando la stesura di un CODICE DI REGOLAMENTAZIONE DELLA PRODUZIONE che raccoglie e codifica le azioni e i comportamenti che i produttori associati già attuano quotidianamente, lavorando i vigneti “secondo natura” e nel pieno rispetto del territorio e delle sue peculiarità.
La decisione di “ufficializzare” quello che per noi è il giusto e aggiornato modo di intendere la viticoltura e la vinificazione, si è resa necessaria perché questi concetti sono stati da tempo espressi agli organi locali competenti ma non hanno trovato alcuna accoglienza.

Questi i punti principali del Codice:

  • zonazione di massima per i vini fermi e gli spumanti

  • riduzione delle rese in vigneto

  • riduzione delle rese in vinificazione (nel caso dei vini spumanti)

  • abolizione dei diserbanti

  • riduzione delle molecole utilizzabili nella lotta agli organismi patogeni.

  • l’Associazione intende promuovere, nel lungo periodo, la conversione al biologico di tutte le cantine

  • abolizione dei concimi chimici

  • abolizione dell’ MCR (Mosto Concentrato Rettificato).

Infine, riteniamo sia ancora valido, anzi fondamentale, il Dossier prodotto dall’Istituto Agrario di San Michele all’Adige – Fondazione E.Mach, non solo per gli scopi che si è prefisso ma soprattutto per l’indirizzo suggerito, ovvero la creazione di un nuovo organo che si basi sulla pariteticità degli attori coinvolti.

È ferma convinzione dei Vignaioli del Trentino che il futuro della Viticoltura Trentina vada trovato in questa direzione.

Cosimo Piovasco di Rondò

Chi può dire di che carne son fatto? Ho girato abbastanza il mondo da sapere che tutte le carni sono buone e si equivalgono ma è per questo che uno si stanca e cerca di mettere radici, di farsi terra e paese perché la sua carne valga e duri qualcosa di più che un comune giro di stagione [...] . Così questo paese dove non sono nato, ho creduto per molto tempo che fosse tutto il mondo. Adesso che il mondo l'ho visto davvero e so che è fatto di tanti piccoli paesi non so se da ragazzo mi sbagliavo poi di molto. Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente , nelle piante, nella terra c'è qualcosa di tuo che anche quando non ci sei resta ad aspettarti C. P.

You may also like...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: