Caro Mario, ti scrivo…

Caro mario ti scrivo Caro Mario (Pojer), venerdì sera al Mas dela Fam ci hai turbati. In conclusione del tuo intervento, a margine della tavola rotonda “Vizi e Virtù del vino trentino”, ci hai confessato di essere stanco di combattere (per la verità sembravi in gran forma e tutt’altro che indebolito) e  di essere tentato di scappare dal Trentino. La tua delusione ha preso la forma inquietante di una valigia già pronta. Tentazione che spesso invade prepotentemente anche noi. Oggi ti scriviamo per chiederti di ripensarci. Non lasciarci soli, Mario. Non abbandonarci. Noi tutti abbiamo bisogno di te, della tua vivacità intellettuale, della tua acuta capacità di analisi critica, del tuo carisma e, non da ultimo, anche del tuo vino. Sì, anche di quello, soprattutto di quello. Capiamo che la delusione in te, come in noi, si stia facendo di giorno in giorno sempre più grande e sempre più devastante. Del resto il loro gioco dannato, e truccato, è proprio questo: sfiancarci sino allo sfinimento in una lunga e interminabile guerra di posizione. Ma tu, almeno tu, non lasciarci soli. Siamo pronti a starti vicino, se tu starai ancora accanto a noi. E noi ci organizzeremo. Già da domani cominceremo a mettere in campo una vera e propria banda armata (di idee e di bottiglie) di contrasto alla banda armata (di soldi e di supponenza) che governa con la prepotenza di un padrone delle ferriere il mondo del vino trentino. Se ti farà piacere, e a noi fa già piacere, la chiameremo Brigata Mario. Ne faremo nascere una in ogni paese e in ogni città del Trentino. Accanto a te, ci sentiremo capaci di dare la vita pur di ribaltare come un calzino la politica vitivinicola trentina (Piano Vino compreso, ammesso che di Piano si tratti). Ma tu, Mario, resta con noi. E disfa quella maledetta valigia che hai già preparato.

Hasta la victoria siempre, comandante Mario.

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10 Commenti

  1. maxperbellini

    Mi Arruolo anch’io, anche se come raccontava una famosa storiella tra chi aveva la testa più dura tra un Nonanto e un Solandro, sicuramente non conosceva il Mario…..

  2. Wyatt Wyatt

    Caro Cosimo, solo ora attraverso il Tuo post, ho appreso la notizia della delusione di Pojer…mi arruolo, in nome della grande bottiglia di Rosso Faje (annata 1995) aperta di recente e ancora in splendida forma….

  3. Margot

    Anche se non la conosco personalmente, ho imparato in questi ultimi mesi, per averne sentito parlare da Cosimo che Lei,sig Pojer, e’ una sorta di “monumento” del vino trentino…quindi mi associo all’appello di Cosimo…disfi la valigia e resti li dov’e’…anche perche’ dove lo trovano in Trentino un altro che mozza colli di bottiglie con le piume come fa lei?!

  4. Quando costituirete la “Brigata Mario” mi arruolerò volentieri (reparto comunicazioni?). Da tempo non nascondo la simpatia per l’uomo, Mario, e per molti suoi vini. Mario in fuga? Non credo. Mario sfiduciato? Probabile, anzi sicuro. Ma so che è nel lavoro che lui, con il socio Fiorentino Sandri, mette tutta la passione dell’inventore, dell’imprenditore, del vignaiolo. Sottolineo la parola imprenditore: quando in Trentino rimetteranno al centro questa figura, quando gli imprenditori si metteranno al centro della scena, quando investiranno proprie risorse economiche senza dipendere dalla politica, allora sì che potremmo dire che siete sulla strada della riaffermazione del vino trentino.
    In bocca al lupo a tutti!

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