Andrea Zanfi, orgoglio italiano e Prosecco Superiore..

Tra videowall, Caronte e spread lo scrittore “maremmanaccio” Andrea Zanfi ha presentato a Milano allo storico caffè ex-Zucca, ora Campari, la sua ultima opera della serie “Protagonisti in cucina” dal titolo Conegliano e Valdobbiadene Prosecco Superiore..

 

Andrea-Zanfi-2 A conferma del felice momento internazionale che vive la spumantistica italiana..
30 chef coinvolti e citati nel libro che però impallidiscono alla notizia degli oltre 1200 chef italiani sparsi per il mondo da Feltre a New York a Irkutsk.. Questo è un dato molto significativo su cui riflettere; significa che ci sono 1200 Ambasciatori del gusto italiano nel mondo.. 1200 persone vere, che faticano sul serio, per porgere agli altri una bollicina creata da una zolla di terra italiana.. Esempio scintillante della cura e della grande artigianalità che possiamo esprimere..
Alcuni punti salienti che però potrebbero benissimo valere anche per tutto il comparto della nostra spumantistica.
1) Il territorio và amato e comunicato; sempre..
2) Il Prosecco non dovrà piu’ essere il “prosecchino” di parastatale memoria..
3) Lo spumante è Ingrediente.. non piu’ accessorio..
4) Andiamo a bere un Conegliano.. ( un Trento, un Rovigo..)
5) Il Prosecco è una persona..

Andrea Zanfi, quasi alla Bruce Chatwin.. prosegue il suo percorso di ricerca e valorizzazione, coadiuvato dagli editori toscani Salvietti e Barabuffi di Colle Val d’Elsa; due deliziosi cognomi alla Collodi, fuori dai grossi giri editoriali..
L’edizione offerta agli operatori prevedeva un dorso, rilegato a mano con vero spago (forse ispiratore di un malizioso bondage alla bottiglia, inesorabilmente vuota..?) sponsorizzato da Villa Sandi che ha offerto a tutti un’ottima bottiglia di Cartizze

“Vigna La Rivetta”

Gianni Morgan Usai
Milano, 28 giugno 2012, ore 19.00 ( orario pre-Germania..)

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2 Commenti

  1. Rusticus Rusticus

    Un sogno elegante, a Milano, in Galleria, dove l’aperitivo Zucca era un rito (era una elegante rivisitazione anni ’60 dello nostro sprizz o bicicletta, a base di amaro con la giapponesina anzichè Aperol). Un’orgia di bollicine rivisitate e nobilitate da parte di tutti gli esperti convenuti, come il Morgan Usai che stimo.
    Che invidia non esserci perchè in Galleria ne succedevano cose belle nello scorso Millennio : “Amore, com’è strano innamorarsi a Milano – Andare in Galleria e sentirsi a casa mia …” Prosit !

    1. Ricambio la stima per Rusticus che con poche pennellate ha disegnato una Milano lieve e gentile, seppur “agra”, come diceva Luciano Bianciardi, altro “maremmanaccio” come Zanfi..

      Le atmosfere valgono sempre una messa..

      Così come l’illusione di veder passare in piazza Duomo un vecchio trench svolazzante ci fa sembrare dentro il set di “Casablanca”.. anche se dentro all’ex Zucca..

      .. sempre Prosit..!

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