Dio mio, cheffigura!

cheffiguraCome andare a Roma e farsi del male. Da soli. Potrebbe essere questa la didascalia da allegare all’articolo apparso qualche giorno fa su Enopress.it, accreditata agenzia stampa di settore, che al debutto romano  del nuovo establishment internazionalizzato della cooperativona commissariata La-Vis, ha riservato un articolo al vetriolo. Vi invitiamo a leggerlo: sono cose che questo blog, in tempi non sospetti anzi sosptettabilissimi, aveva previsto e immaginato potessero accadere (qui, qui).

Enopress.it: LA-VIS: IMPERO DI QUALITA’ ???

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6 Commenti

  1. il Conte il Conte

    Grande sorpresa ? Ma certo per un marketing poco territoriale, di connotazione incerta. Concordo con l’analisi di Enopress e non condivido la commercializzazione della linea DÜRER-WEG (Südtirol Pinot Grigio 2011- Südtirol Chardonnay 2011- Südtirol Gewuerztraminer 2011 – Südtirol Gewuerztraminer Lochrachhof 2011- Südtirol Lagrein, 2011 – Südtirol Pinot Nero 2010) come quella dei Chianti che indica totale debolezza territoriale, vana ricerca di fatturato, utile e di comunicazione. Quando, quelli del Prosecco, venderanno artistiche linee di vini Trentini ? Quando lo faranno Chianti, Franciacorta e Montalcino ? Attendo fiduciosamente il nuovo miracolo del business vinicolo di casa nostra !
    E’ certo che lo sconosciuto cane è stato molto più apprezzato di altri bipedi non della stessa razza.

  2. Spiace leggere articoli come questo di Enopress.
    Ho avuto la possibilità di assaggiare buona parte dei nuovi vini di La-Vis qualche settimana fa, ad un panel di assaggio per una guida di settore.
    Tutto si può dire, tranne che sono fatti male, anzi. Nelle varie tipologie, molti di questi vini sono stati valutati molto bene, tanto da ricevere i migliori punteggi, spesso con grande sorpresa.

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      Il problema non è la qualità del vino ma le modalità con cui questa cooperativa si sta riproponendo all’esterno, con modalità e tecniche che noi consideriamo discutibili….. la qualità poi è altra cosa..e se ne può anche discutere… il discorso era, è, politico
      cpr

      1. Marco

        Il vino LaVis lo assaggio e lo bevo da una vita e nessuno può dire che non sia buono…. ma questa frase racchiude in se un grosso problema il vino buono lo fanno in tanti, in troppi forse, il vino eccelso in pochi.
        Non ci sono più bottiglie in giro che una volta aperte ti buttano per terra ma le nuove linee riproposte da LaVis sono riserve (per lo spumante Cembra e LaVis di LaVis) fatte per Cesarini Sforza 2 anni fa i vini nuovi così tanto esaltati non hanno avuto quello studio in campagna che è fondamentale per i vini eccelsi, sono partite incantinate 1-2 anni fa con altri obiettivi e con le tecniche agronomiche che la LaVis utilizza da più di 10 anni con merito e impegno ma nulla di nuovo… rigenerate e utilizzate ad arte per sponsorizzare un progetto che è prima nelle idee (di marketing) che nella pratica….”prima facciamo le etichette poi facciamo la pubblicità, per il Durer è successo addiritura il contrario, e poi ci proeccupiamo di fare il prodotto di un certo tipo.”

        Pessimo gli autoctoni sono gli ex masi con la perdita di alcune zone vocatissime come Roncador – Rosabel ecc.
        Ma mi sa che sti esperti di mercato e di mondo sono un pò ciechi nella loro visione complessiva: un progetto una volta sxxxxxxxxx (scusatemi il termine) non è più vendibile e i zanoercoliani stanno facendo proprio questo.

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