Caro Pinot Nero e cari tutti gli altri…: non è censura è autodifesa

Mi permetto questo intervento, diciamo così, di servizio. Una sorta di circolare ad uso dei frequentatori di questo blog. Da qualche giorno i Cosimi intervengono sempre più spesso sui commenti dei lettori. La ragione è tanto semplice quanto, con un po’ di buona volontà, comprensibile: siccome dietro questo blog non c’è un gruppo editoriale ma ci sono solo quattro amici al bar, si vorrebbe evitare, per quanto possibile, anche la sola ipotesi di una querela o di una richiesta di risarcimento danni.

In questi mesi, abbiamo fatto un esercizio acrobatico estremo per cercare di compenetrare il legittimo diritto alla libertà di parola di ciascuno di noi con l’ipersensibilità delle istituzioni oligarchiche che dominano penetrativamente il Trentino. Crediamo di aver trovata la misura giusta, almeno fino ad oggi; un registro che ci ha permesso di inchiodare alle loro responsabilità gli attori dell’oligarchia, affidandoci ad argomentazioni sistemiche. Questo taglio, ci ha permesso di zigzagare indenni – almeno speriamo – fra le mille trappole di cui era disseminato il sentiero che stavamo percorrendo.

E ora veniamo ai commenti. Qualcuno ci sta attribuendo un dolo censorio. No, cari amici, non è censura. E’autodifesa: sappiamo che l’oligarchia ci sta aspettando al varco e sappiamo che basta un passo sbagliato per cadere nella loro trappola.

Del resto ci sono un sacco di modi per raccontare la realtà, senza avere la presunzione della verità. Sono sicuro che anche Pinot Nero e tutti gli altri troveranno la misura giusta. Senza sentirsi ingiustamente censurati.

Con affetto

Cosimo Piovasco di Rondò&Co

——————–

CONDIVIDI CON

14 Commenti

  1. marino

    Perfettamente d’accordo , mi unisco nell’elogio al giornalismo eroico di Questotrentino , che ti devo dire… saremo dei sognatori , saremo degli ingenui , dei Don Chishotte… ma ci piace pensare che certe cose si possano cambiare , che la voce del dissenso si possa ancora far sentire, ci piace ogni tanto alzare la testa e dire di no al sistema dominante che ci vorrebbe tutti pecorelle docili ed accondiscenti… anche se sono il primo che spesso si chiede se ne vale la pena ! L’importante comunque è potersi guardare allo specchio senza vergognarsi , anche a costo di darsi ogni tanto qualche martellata sugli zebedei !

  2. marino

    Ok la censura, capisco che i cattivoni hanno dei mezzi tali da ” pilotare e manipolare ” le informazioni , oscurando nello stesso tempo le opinioni di chi non tesse le lodi del regime . Mette un po’ di amarezza , perchè questa cosa fa tanto ex Unione Sovietica , ma tant’è , anche nel civile Trentino , nell’ Anno Domini 2012 , non si puo’ dire che un raccomandato è raccomandato , che un ”amico di ” è amico di” ed altre amenità varie , anche se molteplici e dimostrate . A me avete censurato persino il termine NEPOTISMO , va bene essere prudenti ma non è che si sta esagerando ? Comunque fondamentalmente il blog è vostro e giustamente vi cautelate come meglio credete . Io la penso come Pinot nero , a questi qua è giusto anche fare vedere che non siamo completamente idioti come loro credono e che non ci beviamo tutto quello che ci raccontano , altrimenti tra un po’ ci metteranno veramente l’anello al naso . In ogni caso già il fatto che si metta in discussione l’operato di questa casta è una cosa positiva, anche se con qualche sforbiciata di censura 🙂

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      Caro Marino, mi pare che “a questi qua”, lo si sia fatto capire bene che non la pensiamo come loro e che consideriamo il loro essere classe dirigente come un problema serio per il Trentino. Queste cose le abbiamo scritte e riscritte ogni giorni da quasi un anno a questa parte. Loro ci leggono – questo è sicuro, perché ogni tanto ci fanno arrivare segnali piuttosto chiari. E soprattutto per fortuna non ci stimano: ci considerano degli sfigati, dei repressi e dei depressi. Dei mezzi falliti. E probabilmente sono anche in buona fede: siamo diversi da loro e non ci riconoscono. Non sanno capacitarsi del fatto che non si sia come loro. Del resto l’esperienza del dissenso rispetto alle classi dominanti in Trentino è sempre stata, anche storicamente, piuttosto rara. Negli ultimi trent’anni è stata esercitata puntualmente solo da quella piccola schiera di eroi del giornalismo che sta dalle parti di QT – QuestoTrentino. Poi basta.
      Per parte nostra questa operazione analitico-critica noi continueremo a farla. Usando cautela, usando tutte le cautele di cui siamo capaci. Proprio perché vogliamo continuare ad interpretare la voce critica e analitica del trentino vitivinicolo e agricolo. E siamo sicuri che il senso del nostro ragionamento, e anche dei tuoi ragionamenti espressi nei commenti, passi comunque e colpisca nel segno, anche se “censuriamo” la parola nepotismo.

  3. Permettetemi 2 elogi ai “Cosimi”
    il primo elogio per aver garantito finora a ciascuno il diritto alla libertà di parola, ricordiamoci pure che questo non è poco,
    il secondo elogio è per essere passati dal nominarsi “colonne BR” al “quattro amici al bar” decisamente più neutro e più leggero. Complimenti e grazie!

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      @ Tex: mai usata l’espressione Colonna Br. Ci siamo limitati a parlare di brigate mario e di colonne. Che poi queste potessero anche far venire in mente stagioni nere e o rosse della nostra storia recente, ochei. Ma ci siamo limitati alla parola “Colonna” e all’espressione: “Brigata Mario”. Almeno mi pare!

  4. pinot nero

    Cari Cosomi, vi capisco, e il mio lamento non era di certo rivolto a voi, ma a quella casta che omunque anonimamete questo blog lo legge, e fa finta di niente. I mie ragionamenti, qui scritti, sono uno dei modi, per fare capire a loro, che non tutti, sono pecore o omertosi, ma c’è chi le cose le sa , le vede, e non vuol passare per quello che fa finta di niente. Questo mondo lo vivo a più livelli, da molti anni, in molte realtà diverse dell’enologia del triveneto, da bz a vr. E la casta che vivo a mattà strada fra bz e vr è a livelli che nemmeno George Orwell poteva immaginare. Aprezzo quello che fate, capisco le vostre problematiche, ma a loro voglio gridare, ci sono, vi vedo, e non mi volto!

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      Bene! Eravamo sicuri che avresti capito! E ti ringraziamo per il quotidiano contributo che anche tu dai al lavoro di questo blog. Un blog è vivo solo se viene frequentato e vissuto e commentato. Tu contribuisci a mantenerlo così. Poi, appunto, come ti spiegava l’altro cosimo ieri sera, bisogna andarci con i piedi di piombo, perché appunto la casta è sempre vigile e vigilante ed è dotata di strumenti capaci di chiudere la bocca a tutti nel giro di dieci secondi. Quindi cerchiamo di essere cauti e prudenti, senza rinunciare alla libertà di parola.
      grazie
      Cosimo Junior

      1. canarino titty

        prima le crociate x nn trovare alibi…. poi si deraglia inveendo con la casta.regrediamo.e i pistolotti alla catalano meglio due pensioni che una!!! ma dai!!Arturo era brachetti…….

        1. pinot nero

          Ciao canarino, non è un deragliamento, ma non posso prettendere che altri sia assumino responsabilità o rischi per colpa mia. Il fatto di criticare la casta, non centra con la ricerca di un alibi, so benissimo che se esiste una casta la colpa è di che permette ad essa di esistere. La mia analisi della realtà serve a me stesso per capire dove io ho sbagliato per permettere una sitazione che a me non va. Sono sempre stato convinto, che il futuro lo creiamo noi, e che ogni cosa che mi circonda è una reazione al mio modo di vivere e essere. Tutto il mio lavoro svolto in questi anni è il risultato di miei errori o di mie scelte azzeccate, non di altri. Che lavora con me sa

          1. pinot nero

            Dicevo, chi lavora con me lo Sa benissimo che mi prendo sempre tutte le responsabiltà, che guardo le persone in faccia e dico ciò che penso, ma non posso tirare i ballo blog altui, o mettere in difficoltà un azienda solo perchè qualche troglodita non capisce se parlo io o se parlo a nome di un azienda che rappresento.

  5. Pingback: Caro Pinot Nero e cari tutti gli altri...: non è censura è autodifesa | trentinowine | Scoop.it

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *