Grazie Sandro, grazie Mauro

grazie sandro grazie mauro Grazie Sandro (Pancher) per aver avuto il coraggio di denunciare pubblicamente (qui) gli ”errori” e le storture della cooperazione vitivinicola trentina. E di coraggio ce ne vuole davverto tanto per dire certe cose, in questo Trentino fiaccato dall’egemonia di via Segantini e di Piazza Dante. E grazie a Mauro (Fermariello) per aver dato voce e volto alla storia di questo cooperatore che ha provato, da solo, ad incrinare gli acciaiosi equilibri gerontocratici di via Segantini. Un’operazione giornalistica, quella dell’amico Mauro Fermariello, che a suo tempo avremmo dovuto fare noi trentini, ma che non abbiamo avuto il coraggio di fare. Quindi, grazie Sandro e grazie Mauro. Davvero.

Sandro Pancher su Winestories.it

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38 Commenti

  1. Cosimo Piovasco di Rondò

    Mi permetto di intervenire per dissentire amichevolmente. Non da Roberto Rovereto, che probabilmente dal suo punto di vista, ha tutte le ragioni del mondo: considera il Trentino il migliore dei mondi possibili e come tutti quelli che spaziano dentro orizzonti teologici non ammette l’idea del dissenso. No, mi permetto di dissentire, amichevolmente, dal Conte. Che pare non trovarsi propriamente a suo agio fra le pagine di questo blog. Dove ogni tanto si scherza, ogni tanto escono un paio di tette – bontà di curiosa e sospettosa -, dove ogni tanto ci si irride e si ride pure. Caro Conte questo è un blog non è un giornale e non è neppure un accademia. E’ semplicemente un blog attorno a cui di volta in volta si aggrega e si sedimenta una comunità mobile e mutevole. Una comunità che vive di parole e di sorrisi e di incazzature. Come tutte le comunità. Non è, ripeto, una testata giornalistica, non ne ha nemmeno l’ambizione e quindi non ne segue la strutturazione gerarchica ne la sintassi. Non vengono praticate censure sui commenti, se non per evitare il rischio di querele, perché crediamo che dentro una comunità debba prevalere l’equilibrio complessivo, come risultato finale. Senza dare giudizi sulle singole parole. E mi dispiace se a te tutto questo non piace, ma noi preferiamo eccitarci pornograficamente così, lasciandoci sedurre dissolutamente dalle parole in libertà
    a questo proposito ti lascio anche qualche verso di una delle mie poetesse preferite:

    Non c’è dissolutezza peggiore del pensare.
    Questa licenza si moltiplica come gramigna
    su un’aiuola per le margheritine.
    Nulla è sacro per quelli che pensano.
    Chiamare audacemente le cose per nome,
    analisi spinte, sintesi impudiche,
    caccia selvaggia e sregolata al fatto nudo,
    palpeggiamento lascivo di temi scabrosi,
    fregola di opinioni – ecco quel che gli piace.
    In pieno giorno o a notte fonda si uniscono in coppie, triangoli e cerchi.
    Poco importa il sesso e l’età dei partners.
    I loro occhi brillano, gli ardono le guance.
    L’amico travia l’amico.
    Figlie snaturate corrompono il padre.
    Il fratello fa il ruffiano per la sorella minore.
    Preferiscono i frutti
    dell’albero vietato della conoscenza
    alle natiche rosee dei rotocalchi,
    a tutta questa pornografia in definitiva ingenua.
    I libri che li divertono non sono illustrati.
    Il loro unico svago – certe frasi
    segnate con l’unghia o la matita.
    E’ spaventoso in quali posizioni,
    con quale sfrenata semplicità
    l’intelletto riesca a fecondare l’intelletto.
    Posizioni sconosciute perfino al Kamasutra.
    Durante questi convegni solo il tè va in calore.
    La gente siede sulle sedie, muove le labbra.
    Ognuno accavalla le gambe per conto proprio.
    Un piede tocca così il pavimento,
    l’altro ciondola libero nell’aria.
    Solo ogni tanto qualcuno si alza,
    va alla finestra
    e attraverso una fessura delle tende
    scruta furtivo in strada.

  2. il Conte il Conte

    Caro Roberto Rovereto, questo blog ha grandi momenti (..e qualcuno minaccia di chiuderlo) e altri – come questi, utili solo a chiudersi da solo ! Per abbandono del pubblico, come negli incontri di box truccati.
    Hai ragione. Trovo patetici e inutili interventi come questi e tanti ( ben 31-quasi un record del blog) su un argomento che poteva e doveva far riflettere. E intevenire con la testa !
    Ciusi, Gobi e polenta annullata… Per non dire : MART ! Ecco il nostro Trentino che continua sopravvivere a se stesso, anche qui….
    Peccato. Un’altra occasione perduta.

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  4. Tex Willer

    Dai, dai… Mezzacorona dovrebbe essere grata perennemente alla Cooperazione. Pancher così facendo rappresenta solo i “Reversi”. Ma avrà quello che si merita.

    1. Roberto Rovereto

      Ma la piantate di scrivere cazzate e di lamentarvi? A leggere voi sembra che il trentino sia come la corea del nord. E tutti sanno che questo non è vero. Siete patetici

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      eh ci mancherebbe altro…. che avesse fatto più danni dell’impresa privata..ci mancherebbe davvero altro…
      Comunque, Tex, volevamo solo sottolineare che la cooperazione non è rappresentata solo dall’ideologia dei faraoni di via Segantini, ma anche da persone capaci di riflettere criticamente sulla propria storia cooperativa. Tutto qui. E spero non ti dispiaccia anche questo.

  5. Pingback: Grazie Sandro, grazie Mauro | trentinowine | Scoop.it

  6. Ho ascoltato la registrazione, francamente non ho trovato alcuna traccia di denunce particolari di, come dite voi, “errori e le storture della cooperazione vitivinicola trentina”. Quello l’avete aggiunto voi…
    Solo un cameo in vista delle imminenti (vedasi il periodo vegetativo delle viti) elezioni a presidente della Cooperazione. Poi si sa come è andata a finire. Per fortuna.

    1. Cosimo Piovasco di Rondò

      Ascolti meglio: al minuto 4,30 accenna, seppure brevemente, ma chiaramente ai guai combinati dalla cooperazione .. tradotto da noi in errori e storture. ma il senso non cambia. credo.

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