Il mio Satèn 2012

il-mio-saten-2012 Lo ho assaggiato per la prima volta, anzi diciamo pure bevuto – visto che alla fine ne sono sparite almeno un paio di bottiglie -, ieri sera. Sarà stato l’incanto del luogo, una bella terrazza  gourmet che domina dall’alto il lago di Garda settentrionale, sarà stato che il vino merita davvero, saranno stati gli abbinamenti perfetti con i piatti che passavano in tavola, sarà stato non so cosa, ma alla fine mi son detto: questo è il mio Satèn preferito. La bottiglia che mi ha sedotto si chiama  Satèn Solive ed è prodotta in Franciacorta, fra Erbusco, Nigoline di Corte Franca e Torbiato di Adro dall’omonima maison che si divide fra cantina, agriturismo e azienda agricola. Ma c’è anche qualcosa di trentino, in questo metodo classico franciacortino. A metterci le mani, e il naso, infatti, c’è un bravo enologo lagarino: Massimo Azzolini. Lunga esperienza in Franciacorta, in Piemonte e in Trentino. Ma, questo, lo ho saputo dopo. Dopo le due bottiglie di ieri sera. Quindi non non è stato un attacco di sciovinismo vinicolo a condizionario. Lo escludo.

Dunque, dico subito che ero con amici, che di vino ne capiscono, ne bevono e ne producono. A loro il Solive non è piaciuto. Infatti, dopo un primo assaggio, hanno virato subito su uno, anzi due, anzi tre, Trento (Doc).   Il loro commento è stato: troppa concia, troppa liqueur. O forse, dico io, troppa abitudine, la loro – dei miei sodali – ai registri severi del Pas Dosé e ai nervosismi classici del Trento. Quindi loro hanno virato brutalmente, io, invece, ho continuato senza alcun ripensamento sulla linea di questo Satèn 100% Chardonnay, vendemmia 2007 e sboccatura 2011.

Vediamo se riesco oggi riesco a mettere insieme in modo coerente le sensazioni che ho provato bevendolo. Alla vista si presenta di un bel giallo brillante con bollicine molto fini e ordinate. Il naso risponde bene: molto rotondeggiante ed equilibrato si dispiega su uno sottofondo mieloso con ben evidenti accenti agrumati e riflessi esotici. In bocca l’eleganza e le sensazioni  del naso sono confermate da una buona freschezza avvolta dalla giusta e dosata cremosita, che secondo me un Satèn dovrebbe avere per non scadere nella piacioneria.

Insomma mi è piaciuto e lo consiglio!

Solive

– Acetaia del Balsamico Trentino

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6 Commenti

  1. il Conte il Conte

    @ Cosimo : ho inviti la Curiosa o la invitiamo noi alla tradizionale gita sotto le stelle con musica onirica e IGT delle Dolomiti in cima alla Torre del Penegal.
    Prima della vendemmia, naturalmente !

  2. Pingback: Il mio Satèn 2012 | trentinowine | Scoop.it

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