Una flûte per Diabolik

manifesto

All’osterietta dietro castel Beseno vedo in un angolo sontuosi libretti su “Le Strade del Vino e dei Sapori”. Ne prendo uno chiedendo il permesso al gestore: “Lo prenda tanto non costa niente”. Trovo originale questo sistema di comunicazione al turista (non ho alcuna inflessione regionale, anzi…) e mentre aspetto l’improvvisato cameriere tatuato, sfoglio 67 pagine a colori che mostrano la mia terra come un kolossal americano.

Nell’ultima pagina ecco la pubblicità-manifesto del TRENTODOC. Leggo che nel 2008 Neil Duerden, per l’Originale Metodo Classico Trentino, ha creato quest’opera, la stessa che troneggia sulla copertina di questo blog alle spalle del nostro assessore.

E’ un’immagine bifronte, come Giano e Escher. Sotto il marchio l’headline Remuage italiano che non capisco bene. Come dire: “Acqua di Cognola” anziché “Colonia” ?

particolare In paziente attesa di polenta e finferli mi perdo nei colori vertiginosi di uva e bollicine, poi nel bianco e nero di stelle alpine, flûte, castello del Buonconsiglio, violini, fanciulla con boccuccia a cuore, montagne, rosone del Duomo e tanto altro ancora

E’ un cocktail creativo con tutto e di più. A sinistra e a destra mi colpisce l’Uomo Nero che pare si attacchi alla torre del palazzo Pretorio di Trento. Messaggio subliminale ?

Incuriosito, davanti al Pc cerco di conoscere Neil Duerden che nel web inglese appare come ottimo illustratore inglese che colpisce non tanto per la scelta dei soggetti quanto per il roboante uso di colori e forme geometriche; ha lavorato per Nike, Faberge, Channel 4, Nickelodeon, Ogilily, Virgin, Procter and Gamble, Adobe, Intel, Stella Artois, Camel, Ford, Seat and many, many more! (ecco il colpo internazionale, penso …).

Per saperne di più clicco sul funereo sito Trentodoc e così trovo la filosofia del bailamme che è: TRENTODOC calato nella realtà del suo territorio. Partendo da questa idea iniziale, è stato concepito un lavoro che desse allo stesso tempo la sensazione delle montagne, l’eccitante fluire in esso del prodotto. Neil Duerden si dichiara discepolo di una delle più note leggi della creatività: la semplicità.

Alla faccia della semplicità e della comunicazione, penso !

Mi rimane il dubbio: ma chi sono gli Uomini Neri del TRENTODOC?

Creativi scatenati, produttori in apnea o spudorato humor britannico pagato dalla terra trentina?

http://www.neilduerden.co.uk/

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11 Commenti

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  2. Marco Pruner

    accidenti ed io che sapevo essere “il verde melograno da bei vermigli fior”. l’ho recitata agli esami di V elementare (quando ancora si facevano) e a 40 anni me la ricordo ancora..almeno spero
    ex trentino che guarda il suolo natio e piange per il piattume

  3. Le SAS inglesi ( uomini neri..) sono fonte di trame a tinte forti, spionaggi, intrighi, leggende..

    Dalle Falkland al Trentino… ” who dares wins..”

    Osare anche nel vino..
    ma gli uomini neri.. apprezzano corso Rosmini..?

    Nel frattempo io li utilizzerei per tenere a bada l’Orso..!

  4. il Conte il Conte

    La forza dell’inutile : “Partendo da questa idea iniziale, è stato concepito un lavoro che desse allo stesso tempo la sensazione delle montagne, l’eccitante fluire in esso del prodotto.” Insomma se le montagne non sono andate da Maometto (mi scuso con i miei tanti amici coranici) è giusto che le Dolomiti vadano nel TrentoDoc. Da noi, si fa così !
    Solo MIRACOLI !!

  5. Cosimo Piovasco di Rondò

    …Quindi quando abbiamo deciso di indossare il passamontagna…. involontariamente ci siamo inseriti giusto giusto nella linea comunicazionale trentodocchista…… o forse il messaggio subliminale del’uomo mascherato di duerden.. è riuscito a condizionare anche noi!

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