L’armonia di San Leonardo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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San Leonardo, l’armonia che ha incantato Jancis Robinson

La giornalista inglese celebra sulle pagine del Financial Times

la sorprendente identità del grande vino italiano

San Leonardo 2006Alla vigilia della sua trentunesima vendemmia il San Leonardo dei Marchesi Guerrieri Gonzaga ha un nuovo ammiratore e non di piccolo profilo: Jancis Robinson. La giornalista inglese, uno dei grandi esperti della critica enologica a livello mondiale, di fronte ad una verticale completa del San Leonardo – dal 1982 al 2006 – ha avuto parole di autentica ammirazione, pubblicate in agosto sul suo sito jancisrobinson.com e poi sul Financial Times del 1 settembre. “Mi è difficile pensare ad un altro vino in qualsiasi parte del mondo che al pari del San Leonardo sia cambiato così poco negli ultimi trent’anni. Addirittura verticali a partire dal 1982 di premier cru bordolesi tendono a lasciare  intravedere l’influenza di approcci diversi nel produrre vino e il desiderio di seguire le mode. Ma il San Leonardo sembra aver superato indenne questa fase e dall’inizio della sua vita, che cominciò con un’annata di prova nel 1982, è rimasto miracolosamente immune da voglie di cambiamenti.”

Ma evidentemente non si tratta solo di fedeltà al proprio stile, ciò che ha più colpito la Robinson è la grande eleganza del vino, che le fa dire: “Sono vini con un bouquet  complesso, che mostrano il tipo di armonia che uno desidererebbe avessero tutti i grandi cru bordolesi”. Un’armonia che si traduce in punteggi da favola, ad iniziare dai 18/20 assegnati al San Leonardo 2006 attualmente in commercio.

Per un eventuale approfondimento:

www.jancisrobinson.com/tasting_articles/ta201207311.html

www.ft.com/intl/cms/s/2/971dc34a-cc33-11e1-839a-00144feabdc0.html#axzz25OALmIay

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La Tenuta San Leonardo, fondata nel 1724 ed oggi di proprietà del diretto discendente il  Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga , è situata in Vallagarina, estremo sud del Trentino. La proprietà comprende in tutto 300 ettari di cui 25 destinati a vigneto: vi sfilano Cabernet Sauvignon, Carmenère, Cabernet Franc, Merlot e Petit Verdot.

Dai vigneti della proprietà provengono tre vini rossi: il San Leonardo, il Villa Gresti, il Terre di San Leonardo. Vino bandiera della proprietà è il San Leonardo, taglio bordolese che si distingue per eleganza ed equilibrio; Merlot nella quasi totalità è il vellutato Villa Gresti, mentre al Terre di San Leonardo sono destinate uve di Cabernet Sauvignon, Merlot e Cabernet Franc. Completa la gamma un vino bianco, Vette di San Leonardo, Sauvignon Blanc in purezza.

Thurner PR, Firenze
T +39 055 674 189
F +39 055 662 033

www.thurner-pr.com

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6 Commenti

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  2. Claudio Claudio

    Come sempre, quando scrive un inglese erudito, il senso di quello che comunica và preso molto alla lettera quindi, al contrario della scrittore in stile neo-latino, non andrebbe re-interpretato. Andrei cauto nel battere il titolo “Il Vino Trentino batte i Bordeaux” anche perché, senza andare troppo in alto, se prendiamo ad esempio uno Chateau Cantemerle o Chateau Langoa-Barton ci accorgiamo che parliamo di categorie diverse. Jancis Robinson ha premiato la coerenza stilistica negli anni del San Leonardo. Un vino che è cambiato pochissimo in 30anni, che ha mantenuto coerentemente la sua identità, al contrario di alcuni vini del Bordeaux influenzati di volta in volta da differenti gestioni e senza mai cedere alle mode ad esempio di maggior entusiasmo per più o meno legno, più o meno alcol, più o meno tannini, più o meno il legno, alcol, più o meno acidità come avvenuto per i vini del Nuovo Mondo, ad esempio in California e Australia.

    Vorrei aggiungere che Jancis ha sempre prediletto l’eleganza e la finezza alla potenza. Infatti in tempi non sospetti, anni 90’, affermava candidamente che i vini che preferiva erano i grandi Riesling tedeschi, ad esempio della Rheingau, per la loro eleganza, equilibrio, complessità, mineralità, fresca acidità e basso grado alcolico.

    Per quel poco che lo conosco, il San Leonardo è un vino dallo stile davvero poco alterato nel tempo se comparato ai suoi pari. Tutt’altro che esplosivo al primo sorso, (se non temessi di recar offesa al produttore direi che lo stile è più da rosso borgogna che da rosso bordeaux), mantiene però costante una sua struttura solida, sobria, raffinata ed elegante che richiede alcuni anni di affinamento in bottiglia per dare il meglio di sè. Di gran lunga il vino rosso trentino più longevo in bottiglia: consiglio di confrontare ad esempio un San Leonardo del 2003 o 2004 o 2005 con un gran Teroldego o Marzemino della stessa annata per accorgersi quale abbia la stoffa del grande vino. Se superiamo per un momento la stucchevole retorica folk sul Principe dei vini direi che al momento l’unico vino trentino di sangue blu sia proprio il SL. Siccome però riconosco i miei limiti sono sempre pronto a ricredermi qualora venissi a conoscenza di nuove evidenze…

    1. Wyatt Wyatt

      Indubbiamente il San Leonardo trova la sua collocazione stabile tra i primi cinque bordolesi italiani insieme a Sassicaia, Masseto, Ornellaia, Montevetrano…..si tratta di un vino complesso ed elegante dalle varie sfaccettature, con più nerbo nelle annate recenti che si attenua su note piacevolmente terziarizzate via via che invecchia…paragonarlo ad altri vini trentini, beh non certo con il Marzemino, sul Teroldego il discorso è diverso.
      Bisognerebbe trovare altri bordolesi trentini di livello, sarebbe interessante organizzare un’orizzontale di un paio di annate , ad es. con l’Esegesi di Rosi e il Trilogia di Grigolli e che so, con l’aggiunta di qualche ringer per movimentare la serata……

  3. La signora Robinson si è ricreduta sul vino italiano..

    Tempo fa a Davos ( articolo Corsera di Danilo Taini ) disse che che il vino italiano a Davos non era presente perchè non aveva storie da raccontare..

    Ora le ” Historias” le ha trovate in Vallagarina..

    Robinson rules the Wines..!

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