Càvit e il vino poetico

Mumble, Mumble… altaluna, altaluna, altaluna… : fino a stamattina per me questa parola composta (altalena/luna) rimandava solo alla splendida antologia poetica intitolata, appunto, Altaluna (Edizioni Il Bosco delle Noci, Putignano 1996) firmata dall’amica – anche di questo blog – Mariapia Mapi Giulivo, una delle voci piu intense e ironiche della poesia contemporanea. Di cui, fra l’altro, mi vanto di possedere una copia amorevolmente autografata. Poco fa, però, ho scoperto che Alta Luna – staccato, ma nella pronuncia come accorgersene? – è anche un grande vino rosso trentino che scala le classifiche dell’enologia mondiale. Qualcuno di voi lo sapeva?

winespectatortop1002012Scorrendo l’elenco dei top 100 2012 selezionati da Wine Spectator, alla ricerca di un’etichetta della nostra provincia, infatti, al 52° posto (90 punti) ho trovato un Alta Luna – Cavit Vigneti delle Dolomiti. Unico trentino (nessun altoatesino) in classifica. Sedici in tutto gli italiani, di cui 7 toscani, 5 piemontesi e poco altro: il primo fra i nazionali (9° posto), naturalmente un Brunello da 60 dollari e 94 punti: Ciacci Piccolomini d’Aragona Brunello di Montalcino 2007. La bottiglia trentina che si è meritata l’inserimento nella seconda parte della classifica – Alta Luna Phases 2009 –, viene segnalata ad un prezzo indicativo di 14 dollari (ma sugli shop on line la si trova anche a meno di 10 dollari). Si tratta, se le informazioni che ho assunto rapidamente stamattina sono corrette, di una mescola di Teroldego, Lagrein e Merlot. Insomma un blend di uve autoctone con una correzione internazionale. Bello, no? Potrebbe essere la via trentina al riscatto enologico. Forse. Ora, però, mi verrebbe voglia di assaggiarlo, questo campione dei rossi trentini, per di più ad prezzo così vantaggioso per essere un fuoriclasse. Ma dove trovarlo? Qualcuno ne ha idea? Devo farmelo mandare direttamente dagli States o magari riuscirò a recuperarne qualche bottiglia anche nella fornitissima enoteca Cavit di Ravina?  Qualcuno (Enrico, Adriano…) batta un colpo, perfavore.

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ALTALUNANDO

altalunando

può anche accadere

di non lasciare impronte

se cammini sulla neve….

(Mariapia Giulivo, Altaluna, Ed. Il Bosco delle Noci, Putignano, 1996)

http://altalunando.blogspot.it/

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10 Commenti

  1. Pingback: Le fasi della luna, le fasi del vino e le fasi della vita » Trentino Wine Blog

  2. Claudio Claudio

    Mi piacerebbe crederlo ma dubito che Altaluna sia un marchio ispirato da un’antologia di poesie. E’ molto più probabile che sia una parola composta da alcuni marchi del caveau Cavit già registrati e disponibili: Terrazze della Luna, Lunetta e Alta Italia. Per degustarlo caro Cosimo, se non hai un programma un salto a NY nel breve periodo puoi sempre provare a farti la “bomba” in casa. Fai un salto al supermercato e compri: 1 bottiglia di Mastri Vernacoli Teroldego, una di Lagrein ed una di Merlot. Poi a casa ti prendi una bella caraffa e con un misurino ci metti diciamo un 40% di Teroldego, 30% di Lagrein e 30% di Merlot, poi ci aggiungi 3-4 grammi/litro di zucchero. Mescoli leggermente e voilà, come per magìa avrai fatto il miracolo o perlomeno ci sarai andato molto vicino. E ti costa meno del biglietto aereo.

  3. Mapi

    Sono io, Mariapia Giulivo…quella che ha letteralmente inventato la parola “altaluna”, giocando con la eterea luna e la sospensione dell’ altalena…per dare un ‘ idea di gioco , di movimento e di un tempo in cui le lunazioni danzano, dondolano….l’ idea di un tempo casuale e indefinito, quasi a mezz’ aria…devo dire che il titolo mi è stato molto invidiato e calorosamente apprezzato per la sua creatività…non oso pensare che i produttori del vino in oggetto possano aver tratto ispirazione dal mio titolo…mi sentirei presuntuosa…anche se il mio volume di poesie ha avuto un ‘ ampia diffusione…anche in rete…Ringrazio Cosimo per il suo sempre gentile apprezzamento e certo, mi sarebbe piaciuto che il mio titolo fosse legato ad un vino ALTO…e non tanto “fantasma”…Preciso che il mio editore era di Noci( Ba) , il volume fu solo stampato a Putignano…Questo blog mi piace, lo seguo da tempo e come sono amica di Cosimo, sono davvero amica del blog! Come nota di cronaca personale,l’ unica volta che la mia poesia è stata accostata ad un vino( era la giornata internazionale della poesia, nella libreria GUIDA di Capua ed
    era il 21 maggio del 2004…e a me toccò il FALERNO del Massico, uno dei vini più antichi d’ Italia…citato da Plinio già nel primo secolo a.c. Ad ogni poeta era stato abbinato un vino…)Beh…non è un vino trentino….ma è un grande vino e scusate se è poco! :-)) . Certamente Cosimo lo conosce…Grazie ancora per l’ attenzione…Un saluto a tutti , dalla Puglia con amore…

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