Democrazia agraria, un’utopia anche in Trentino

Riceviamo, da un nostro lettore, e volentieri pubblichiamo

Mentre a Roma si discute sulle modifiche da apportare alla legge elettorale, definita dallo stesso promotore una “porcata” dopo le modifiche apportate dal Presidente della Repubblica, qui in Trentino fra poco meno di una settimana parte del mondo agricolo operante lungo l’asta dell’Adige, esattamente 5048 aventi diritto al voto, si recherà alle urne per eleggere i propri rappresentanti che siederanno sugli scranni del nuovo CdA del Consorzio di Bonifica Trentino, consorzio che passa a normale gestione dopo 40 anni di commissariamento.

Ebbene se la legge elettorale concepita da Calderoli è definita un “porcellum” nonostante questa legge abbia dato a tutti la possibilità di votare più o meno liberamente (mi riferisco alle preferenze) qui in Trentino, terra di Autonomia, in materia di elezioni siamo stati capaci di fare molto molto peggio.

Mi riferisco al regolamento adottato per eleggere il CdA di detto Consorzio che è quanto mai di più astruso, rigido e vergognoso possibile immaginare.

Ad esempio: per dare la possibilità di votare a tutti saranno allestiti 12 seggi in altrettanti comuni trentini dove sono concentrati il maggior numero di votanti, ma attenzione, per votare nel proprio comune di residenza non basta essere residenti, bisogna avere la maggior parte della superficie terrena di proprietà. Succede così che, specialmente nei paesi piccoli, chi possiede più campi nel comune limitrofo dovrà recarsi proprio in quel comune per votare.

Inutile dire che i proprietari dei campi, se vivi, perché nell’elenco degli aventi diritto al voto (altra anomalia) ci sono anche persone scomparse da anni, hanno nella maggioranza dei casi un età dove l’uso della macchina è sconsigliato e quindi se vogliono votare dovranno farsi accompagnare da qualcuno, mi sì dirà che c’è la possibilità di delega, sì è vero, ma anche qui il regolamento dice che c’era tempo fino alla metà di agosto per delegare qualcuno in quanto in quella data scadeva il termine entro il quale chi sapeva che a novembre sarebbe stato impedito poteva delegare qualcun’altro.

Certo che uno doveva sapere ancora in agosto che il 15 di novembre non avrebbe potuto recarsi alle urne perchè magari pigliava la febbre. Infatti le deleghe sono solo 16.

Per non parlare poi di come sono stati scelti i candidati….e giù giù così, gli esempi sarebbero tanti…

A chi ha sollevato obiezioni circa questo regolamento, presso gli uffici del Consorzio anche se in tempo utile per apportare modifiche è stato risposto che il regolamento elettorale era stato concepito così “prendere o lasciare” dalla Provincia e pertanto non era assolutamente possibile apportare modifiche.

Inutile per me che ora si mandi in onda alla radio e alla Tv appelli affinché gli agricoltori si rechino alle urne, bastava essere un pochino più flessibili sul regolamento elettorale adottato, santa polenta, siamo nel duemila, si poteva dimostrare al mondo la nostra innovazione fatta di banda larga, fibra ottica, ecc… ecc… facendo votare via fax, via mail, via posta, e non concepire un porcellum in salsa trentina.

Il risultato sarà che alle urne andrà una piccolissima minoranza di aventi diritto e così il consiglio partirà zoppo e a qualcuno verrà la voglia di ri-commissariare il Consorzio per altri 40 anni e tanti saluti alla democrazia.

Uno dei 5048
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