L’altro Nebbiolo: Boca, una denominazione da scoprire

Riceviamo, da Ais Trentino, e volentieri pubblichiamo

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Venerdì 9 novembre AIS Trentino organizza una serata per conoscere la DOC Boca, raccontata per l’occasione da Christoph Künzli, artefice della rinascita di questa piccola denominazione piemontese

Non molti conoscono i vini di Boca, una delle diverse denominazioni a base nebbiolo delle colline tra Novara, Biella e Vercelli, a nord del Piemonte. Eppure sono vini con una storia lunga, che negli anni passati hanno saputo conquistarsi una fama messa in crisi soltanto dalla tendenza all’omologazione tipica del mercato globalizzato.

Per conoscere meglio questi piccoli gioielli del mondo vitivinicolo italiano, AIS Trentino – grazie all’impegno del sommelier Roberto Anesi – ha organizzato una verticale di Boca DOC “Le Piane”, azienda fondata da due svizzeri innamoratisi di quello splendido territorio: a presentare i vini il titolare Sig. Christoph Künzli, grande personaggio, protagonista quasi eroico della rinascita di questa denominazione, che ci onorerà della sua presenza.

AIS Trentino invita tutti a non perdere l’occasione per assaggiare un vino, più volte premiato, che nel tempo sa esprimersi con eleganza e complessità. Venerdì sarà possibile degustarlo in annate oggi introvabili sul mercato: 2007 – 2006 – 2004 – 1991 – 1990 – 1985.

Appuntamento venerdì 9 novembre, ore 20.30, presso Palazzo Trautmannsdorf, in via Suffragio a Trento. Contributo di partecipazione alla serata: € 20,00.

 

Ufficio stampa AIS Trentino

Per info: ufficio.stampa@aistrentino.it

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13 Commenti

  1. Mario Crosta

    Grazie, Roberto. Il ’75 e’ uno dei vini fatti dal buon Cerri molto prima che Kunzli comprasse la tenuta e li producesse lui: c’era ancora in giro, all’alba, quel tipaccio dei funghi…
    Quanto alla tannicita’ so bene che i trentini non siano abituati a quei livelli, ma non sono nemmeno abituati a quell’acidita’, che e’ straordinaria, e a quell’estratto, che e’ dovuto ai terreni delle pendici del Fenera. Del resto voi avete il San Leonardo, che e’ uno dei vini migliori d’Italia e quindi del mondo, invidiabile perfino dai grandi crus di Bordeaux, che pero’ e’ tutta un’altra cosa, altro paesaggio, altra aria, altra terra, altri profumi, altri sapori. Intriganti comunque. Se c’e’ qualcun altro che abbia voglia di approfondire quanto vi ha colpito di questa degustazione ve ne sarei molto grato, in anticipo.

  2. La degustazione è andata molto bene!!!
    Sala strapiena con una sessantina di persone e qualcuna che non ha trovato il posto rimanendo a casa…
    Dopo una breve introduzione sul nebbiolo e sui vini di questa denominazione abbiamo ascoltato il Sig. Cristoph che ha raccontato della sua produzione.
    In degustazione i vini hanno messo in evidenza una decisa tannicità iniziale che si è dimostrata particolarmente netta proprio per il fatto che noi Trentini non siamo proprio abituati a bere vini particolarmmente tannici. I Bicchieri successivi hanno però dimostrato come nel tempo il Boca trovi il suo equilibrio molto lentamente e soprattutto che sia proprio il tempo a donare loro quel fascino che li rende particolari!
    A sorpresa, poi, il Sig. Cristoph ci ha portato un 1975 da assaggiare… davvero un grande regalo!!

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  4. Mario Crosta

    Madonna! Che emozioni! Saro’ anche ubriaco, ma non me ne frega un’acca. Andate a quella degustazione e quando tornate mi saprete dire. Vi auguro di tornare in carriola, portati a casa da amici che non vi scaricano per strada, com’era nostra abitudine tra un’osteria ed un altra tra Boca, Cavallirio, Maggiora e qualche volta a cercar d’inseguire le ragazze fino a Grignasco…

  5. Mario Crosta

    Penso di far cosa gradita a tutti i lettori nel suggerirvi di leggere questo bel pezzo: http://www.lavinium.com/cgi-bin/visuazlav.cgi?IDaz=2341
    Artefice della DOC fu l’indimenticabile Cerri, da cui Kunzli ebbe modo di assaggiare appunto quelle annate. Andava detto, per la precisione, perche’ si fa in fretta a dimenticare chi ha passato la mano dopo aver faticato una vita intera. Io piango ancora di commozione quando mi vengono in mente quei personaggi, vino e castagne al circolo delle bocce, “i milanés arius…” e tante belle storie di gente piccola, ma grande, quelli che hanno fatto la storia del vino anche senza saperlo. Cosimo… Cosimoooo….. Cosimo!!! Ma ci sei? Beh, se ci sei, non smettere di parlare di questi vignaioli, non puoi: “En cualquier lugar que nos sorprenda la muerte, bienvenida sea, siempre que ése, nuestro grito de guerra, haya llegado hasta un oído receptivo y otra mano se tienda para empuñar nuestras armas, y otros hombres se apresten a entonar los cantos luctuosos con tableteo de ametralladoras y nuevos gritos de guerra y de victoria” (stavolta in versione integrale).

  6. Mario Crosta

    E’ la mia terra, sono i miei vini, 43 anni che ne bevo e mi emozionano sempre. Peccato che non ci siano anche il 78, il 71, il 64, il 58, il 52 ed il 47, che ho potuto godermi non a calici, ma a bottiglie, qualcuno a cartoni. E’ un vino che sopporta bene il tempo, grazie ad un apporto intelligente di uve del nonno, le principesse di Traversagna, a re Nebbiolo (Spanna). Non dite a quelli de Le Piane che conosco il tipo che i loro cani fiutavano (e abbaiavano) all’alba quando entrava da qualche parte a cercare funghi… sono anni che non lo puo’ piu’ fare e penso che adesso abbiano ritrovato anche pace e serenita’. Ma che bella terra, ragazzi!!!

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