Metodo classico (e non solo), un natale stracciato

sottocosto_mediumQuest’anno avrei voluto risparmiare ai lettori il solito post sulle svendite sottoprezzo dei vini trentini, che fatalmente ad ogni natale troviamo sugli scaffali della GDO. Un anno fa, la ho tirata lunga sino a gennaio (qui, qui, qui, qui) senza sortire alcun risultato, se non qualche dichiarazione stizzita da parte di produttori, manager e comunicatori più o meno istituzionalizzati. Quindi stavolta a rilanciare l’allarme, non ci pensavo proprio. E invece stamattina ho letto il post che l’amico Franco Ziliani ha dedicato a questo argomento, seppure guardandolo dal versante della Franciacorta, e ho cambiato idea.

Il suo articolo è leggibile qui e fotografa con efficacia un fenomeno commerciale che non risparmia nessuno (nemmeno lo Champagne) e che crea nel consumatore l’idea che il Metodo Classico, comunque, sia un vino da prezzo e da scaffale. In questI giorni mi sono appuntanto alcune offerte “trentine”, sfogliando i volantoni che mi sono arrivati a casa. A fare le spese delle strategie commerciali natalizie della GDO, non solo il Metodo Classico ma ache parecchi altri vini (cooperativi) trentini.

Supermercati Poli (4 – 13 dicembre)

– Cesarini Sforza Metodo Classico VSQ:  4,54 E.

– Cesarini Sforza Rosè Metodo Classico VSQ: 4,67 E.

– Marzemino Canina Sociale di Isera: 4,19 E

Metro – Trento (prezzi iva esclusa) (3 – 31 dicembre)

– Rocca Savina Trento Doc: 4,40 E.

Cesarini Sforza Metodo Classico VSQ: 4,99 E.

– Altemasi TRENTODOC Cavit: 5,99 E.

– Vivallis Marzemino Trentino Doc : 3,45 E.

– Cembra Chardonnay Trentino Doc: 3,89 E.

– Vivallis Mueller Turghau Trentino Doc: 3,49 E.

– Vivallis Traminer Aromatico Trentino Doc: 4,79 E.

– Mezzacorona Mueller Turghau Trentino Doc: 3,60 E.

————————————————————

E QUI IL POST DI ZILIANI SUGLI STRACCI FRANCIACORTINI

Franciacorta a prezzi stracciati: non nascondere la testa sotto la sabbia!

 

CONDIVIDI CON

15 Commenti

  1. franco maia

    Certo caro anonimo che se non distingui un maschio da una femmina…….non mi sorprende che non sappia distinguere le bufale dei marchettari……jeje buone feste

  2. franco maia

    A proposito di Cesarini Sforza ho notato una etichetta piuttosto ingannevole, nessun riferimento al metodo di produzione dello spumante, se è uno charmat puo essere affinato in bottiglia come dice la controeti e lo stesso si puo definire brut riserva , chiedo lumi in questo bailamme di terminologie…..e di prezzi

    1. Anonimo

      Stai pur tranquilla che se fosse un metodo classico te lo scrivono a caratteri cubitali !
      L’etichetta di Cesarini Sforza non è per niente ingannevole anzi, per quanto riguarda il metodo Charmat, penso sia la stessa ormai da 30 anni…

  3. ToscanaccioDoc

    Purtroppo i produttori di Metodo Classico (TRENTODOC, FRanciacorta, ecc.) hanno i magazzini strapieni di bottiglie, per cui sono quasi obbligati a svenderle, dal momento che la domanda non recepisce tutta la loro offerta (sbaglio o i soli produttori di TRENTODOC sono 39???).
    Mors tua vita mea…di certo con i tempi che corrono qualcuno è di troppo…
    Faccio i complimenti allo scrittore del post per aver corretto subito l’errore su Cesarini Sforza… in effetti la sostanza del suo post, che in parte condivido, cambia poco, ma in merito al singolo prodotto la cosa è ben diversa…Il prezzo scontato del Metodo Charmat Cesarini, che apprezzo moltissimo, è più che sostenibile, considerando il tempo di produzione in autoclave. E’ vero che il Metodo Charmat di Cesarini è molto più lungo della media, ma sempre più “corto” rispetto ad un metodo classico…
    E come chiosa finale, ricordo che gli sconti che vediamo ai supermercati non sono niente in confronto alle scontistiche che stanno praticando alcuni agenti in questo periodo, pari all’ 1+1 per un ordine minimo di un cartone….
    Detto questo, vi saluto e mi bevo un bel calice di Altro Manzoni, prodotto trentino che ho scoperto da poco ma che sto apprezzando sempre più…

  4. Claudio

    Quando i tempi si fanno duri l’Italia fà vedere sempre la sua friabilità.

    Prima considerazione. Avessimo creato, come in Francia, la échelle des crus, ora non staremmo ad dilettarci in stoiche polemiche. Avremmo la zona del Pinot Grigio Grand Cru (rotaliano?!?) del Premier Cru (lagarino ?!?) del Deuxième Cru (veneto ?!?) ecc. Stesso discorso vale per il Franciacorta. La cultura del “6 politico nelle denominazioni” inevitabilmente porta ad un appiattimento sul minimo comun denominatore, e che altro senno’. Questa mistificazione tutta contadina che si riassume magistralmente nel detto, “… voler la botte piena e la moglie ubriaca…” spiega perfettamente l’ambiguità (scambiata dagli sciocchi per furbizia) della mente italica. Se io ho cento aziende che producono e vendono lo stesso prodotto ed il prodotto ha lo stesso nome, in un regime di libero mercato globalizzato ho anche cento realtà economiche, finanziarie e commerciali diverse per cui ogn’una dovrà badare inevitabilmente alla sua esistenza e sopravvivenza nel modo che ritiene più opportuno o più adeguato alle proprie capacità ed alla propria situazione contingente. E per giocoforza usciranno cento prezzi diversi. E meno male. Altrimenti saremmo in un regime di cartello o monopolio.

    Seconda considerazione. Forse l’establishment illuminato del mondo del vino dovrebbe rivedere un tantino le proprie opinioni sull’assioma: limitata offerta = qualità = prezzi alti = alti margini = bene assoluto. Ricordo che il primo telefonino portatile (non cordless perché collegato ad una scatola nera) uscito agli inizi degli anni ’80, costava all’incirca unmilioneemezzo di lire, più di uno stipendio mensile medio. Ricordo che l’invenzione francese del gyropalette ha consentito a Codorniu già a fine anni ’70 di mettere sul mercato spumante metodo classico (Cava) a prezzi fino ad allora impensabili e consentendo a milioni di persone di accedere a questa tipologia di prodotto. Tutti, anche i più sprovveduti dei consumatori, sanno benissimo che un Cava non è un Dom Pérignon. Molte cose ieri inaccessibili, grazie (o a causa) della tecnologia e globalizzazione del commercio, possono domani diventare accessibili a tutti.

  5. Cosimo Piovasco di Rondò

    MINCHIATE
    A volte si scrivono minchiate (con consegunte figura di merda compresa). E allora è il caso di chiedere scusa in fretta. A tuttI: lettori, commentatori, catene commerciali e produttori coinvolti. Ieri ho indicato, erroneamente, come Metodo Classico due etichette Cesarini Sforza, a me sconosciute ma di cui ho appreso l’esistenza solo tramite volantone pubblicitario natalizio nei giorni scorsi; bene di Metodo Classico, in effetti, non si tratta. in realtà si tratta di spumante metodo Charmat. Lo ha segnalato qui sopra un commentatore anonimo che ringrazio. Quindi chiedo scusa immediatamente a tutti quanti.
    A proposito di prezzi, invece, segnalo un Metodo Classico (sicuro) prodotto da una delle maison simbolo del Trentino: Rotari Talento Trento Doc. Messo in vendita a Euro (prezzo finito) a Euro 5,39, presso IperCoop Nordest http://www.centrovolantini.it/node/495

  6. Pingback: Metodo classico (e non solo), un natale stracciato | Trento - Cerca News

  7. caro “Contadino” il fatto stesso che lei abbia perso del tempo per scrivere il suo commento dimostra l’opposto di quello che lei sostiene…
    Quanto all’essere seguiti o meno io sarei più cauto di lei nel sottovalutare la portata di quello che scriviamo… Le piaccia o meno veniamo letti, commentati e tenuti in attenta considerazione. Ci considerano dei rompiscatole, ma quanto dà fastidio quello che scriviamo….

    1. Contadino

      Dottor Ziliani, lei e cosimo ormai sembrate gianni e pinotto: vi date ragione a vicenda e ve la cantate e ve la suonate. Ma credete che ci sia ancora qualcuno di buon senso che vi da retta? Io penso di no.

  8. Pingback: Metodo classico (e non solo), un natale stracciato | SegnalaFeed.It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *