Le Api, gli assessori e l’agricoltura – 2

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

api e territorio

Negli ultimi 30 anni la superficie di boschi nella Vallagarina è aumentata del 7% ed è in continua espansione, tant’è che nell’ultimo decennio la valle ha perso 1.476 ettari di terreni agricoli.

È da questi dati che si deve partire per capire appieno gli obbiettivi del progetto “Api e territorio” presentato stamani nella sede della Comunità della Vallagarina, alla presenza del presidente Stefano Bisoffi, degli assessori: Roberto Bettinazzi per l’ambiente, Marcello Benedetti per l’agricoltura, Claudio Soini per le attività economiche e l’assessore provinciale all’agricoltura Tiziano Mellarini.

Un progetto frutto della collaborazione di più assessorati che punta al recupero delle aree dismesse e dei terreni marginali (sia in bassa che in alta quota), sia di proprietà demaniale che privata, per potenziare la presenza delle api con il conseguente incremento di miele, frutta e ortaggi. Le api, infatti, in qualità di insetti impollinatori influenzano lo sviluppo e la qualità di frutta e ortaggi. Secondo l’Unep (Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente), l’84 per cento delle principali colture europee dipende dall’impollinazione degli insetti, capitanati dalle api, principali responsabili dell’impollinazione di centinaia di specie di piante, sia coltivate che selvatiche.

Il progetto- come ha spiegato l’assessore Bettinazzi – vede il coinvolgimento di 7 Comuni (Brentonico, Mori, Ronzo Chienis, Nogaredo, Villa Lagarina, Isera, Terragnolo) e prevede una fase di monitoraggio dei terreni abbandonati da bonificare. I terreni verranno ripuliti per poi passare alla semina di alcune piante arbustifere e da fiore particolarmente apprezzate dalle api come ad esempio il grano saraceno e successivamente verranno inserite nuove arnie. Inoltre saranno messi in rete gli apicoltori esistenti con la speranza che nascano nuovi giovani imprenditori. L’intera durata del progetto sarà di due anni.

Molteplici le valenze del progetto. Anzitutto di tipo ambientale come ha rilevato il presidente Stefano Bisoffi che ha ricordato l’impegno della Comunità nel settore dello smaltimento rifiuti, dell’agricoltura, del paesaggio, sottolineando il coinvolgimento dei Comuni della valle nei progetti di riqualificazione del territorio. In campo agricolo-ambientale, l’assessore Benedetti ha ricordato che la Comunità sta predisponendo un protocollo dell’agricoltura per arginare il fenomeno dei terreni abbandonati; inoltre si lavora alla valorizzazione del distretto biologico della Valle di Gresta, al recupero dei muretti a secco della destra Adige e alla salvaguardia delle antiche colture con il progetto Pimpinella. Sulle ricadute economiche del progetto “Api e territorio” è intervenuto l’assessore Claudio Soini che ha evidenziato i benefici per i produttori di miele e di ortaggi/frutta e la possibilità di creare reddito anche in quota come ad esempio a Brentonico o in valle di Gresta.

Il progetto ha incontrato la totale sintonia di vedute con le azioni messe in campo dalla Provincia. L’assessore provinciale Tiziano Mellarini ha parlato dell’importanza di ruolo della Comunità che valorizza l’identità storica della valle e promuove un settore, quello dell’apicoltura che nel Trentino conta 22.650 produttori perlopiù hobbisti. Mellarini ha ricordato anche che all’expo di Berlino di qualche anno fa il miglior miele del mondo è risultato prodotto da un apicoltore trentino della valle di Non. La progettazione di “Api e territorio” è stata affidata a un esperto naturalista.

Info:

Patrizia Belli | Ufficio Stampa | Email: patrizia.belli@comunitadellavallagarina.tn.it

Mob.:3356027118

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4 Commenti

    1. anonimo

      è meglio se non si tagliano i boschi per mettere le viti non capisco parlano tanto degli incidenti mortali agricoli e poi lasciano fare gli impianti in tanta malora (con le dovute conoscenze )solo perchè pagano il terreno una miseria

    1. anonimo

      è meglio se non si tagliano i boschi per mettere le viti non capisco parlano tanto degli incidenti mortali agricoli e poi lasciano fare gli impianti in tanta malora (con le dovute conoscenze )solo perchè pagano il terreno una miseria

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