E’ Luciano Tranquillini il Cangrande trentino

luciano tranquillini cangrande E’ stato consegnato oggi a Luciano Tranquillini, enologo e direttore della Cantina Sociale Mori Colli Zugna, il premio Cangrande, riconoscimento che ogni anno la Fiera di Verona assegna alle personalità (una per ogni regione italiana) che contribuiscono a far crescere il sistema vitivinicolo italiano. Bella notizia per il Trentino e per la Valle Lagarina. Complimenti Luciano.

Di seguito il comunicato stampa diffuso pochi minuti fa

 

Il Premio Cangrande consegnato durante l’inaugurazione del Salone internazionale dei vini e distillati su segnalazione degli Assessorati all’agricoltura di ogni Regione

Verona, 7 aprile – Dal 1973 i grandi interpreti del mondo enologico italiano ricevono a Vinitaly (dal 2 al 6 aprile 2009 a Veronafiere, www.vinitaly.com) il Premio Cangrande “Benemeriti della Vitivinicoltura”. Il prestigioso riconoscimento viene assegnato seguendo le indicazioni degli Assessorati regionali all’agricoltura, che segnalano quanti con la propria attività professionale o imprenditoriale abbiano contribuito e sostenuto il progresso qualitativo della produzione viticola ed enologica della propria regione e del proprio Paese.
Per il 47° Vinitaly, le insegne di Cangrande sono state attribuite a: Riccardo Brighigna (Abruzzo); Fabio Mecca (Basilicata); Raffaele Librandi (Calabria); Enzo Rillo (Campania); Gian Alfonso Roda (Emilia-Romagna); Angelo Bitussi (Friuli Venezia Giulia); Maria Camilla Pallavicini (Lazio); Dino Masala (Liguria); Chiara Tuliozzi (Lombardia); Nazzareno, Vico, Valentina Vicari (Marche); Pasquale Salvatore (Molise); Domenico Clerico (Piemonte); Dario Stefano (Puglia); Giangiuseppe Scalas (Sardegna); Enza La Fauci (Sicilia); Aurelio Cima (Toscana); Helmut Scartezzini (Trentino-Alto Adige, Bolzano); Luciano Tranquillini (Trentino-Alto Adige, Trento); Amilcare Panbuffetti (Umbria); Mauro Jaccod (Valle d’Aosta); Roberto Ferrarini (Veneto).
I nomi di questi professionisti ed imprenditori premiati vanno ad arricchire un Albo d’Oro composto da personalità che hanno fortemente contribuito alla crescita del sistema viticolo ed enologico italiano, tanto da farne un modello di riferimento internazionale.
Servizio Stampa Veronafiere
Tel.: + 39.045.829.82.42 – 82.85 – 82.10
E-mail: pressoffice@veronafiere.it – www.vinitaly.com

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51 Commenti

  1. Bastian Contrario

    Non volevo suscitare un così ambio dibattito. Volevo solo rimarcare il fatto che alcune cose funzionano sempre nello stesso modo. Soprattutto nel caso della cooperazione. Se non ci fosse stato l’intervento pubblico con il finanziamento del 40% della cantina di Mori se non ci fosse stato un ulteriore intervento pubblico di acquisto (in una fase in cui la cantina…e i soci rischiavano grosso..) del vecchio stabile della cantina (che nessun privato voleva a quel prezzo) … non credo che la cantina sarebbe stata costruita (bisogna venderne bottiglie e vino per ripagare 30 milioni di investimento…)
    Con riferimento ai vini, è chiaro che il mio è un giudizio personale… non volevo certo mancare di rispetto alla professionalità dell’enologo.
    Mi suscita un certo fastidio tutto l’aiuto dato alle coop (visti i risultati modesti di Avio, Nomi, Lavis ecc…) ed il poco dato ai vignaioli…
    Giusto per suscitare un po’ di polemica… per me è stata una sorpresa scoprire che il punto vendita della cantina di Mori è stato affidato al ex direttore della cantina di Nomi e a sua moglie (Athesia …) non sembra un po’ strano …. che non ci sia stato nessun altro convinto della bontà dei vini e quindi dell’investimento ???
    Mah…

    1. gelsomina

      Se non volevi suscitare un dibattito perchè stai ancora qui a parlarne!! e vedo comunque che sei anche poco informato non sono 30 ma 26 e vedo anche che non lo nomini più il Mellarini…! gli fai i conti in tasca ma non dici il suo nome!! e comunque non mi sembra uno sprovveduto, penso che sappia meglio di te dove investirli! per quanto riguarda la cantina …. è stata venduta alla trentino sviluppo e ceduta al comune di Mori per 2millioni!!! l’investimento c’è stato e a vedere dai risultati “che bisogna venderne di bottiglie” i dati parlano! anche da questa premio ! Ciao dente avvelenato!

  2. Bastian Contrario

    Non volevo suscitare un così ambio dibattito. Volevo solo rimarcare il fatto che alcune cose funzionano sempre nello stesso modo. Soprattutto nel caso della cooperazione. Se non ci fosse stato l’intervento pubblico con il finanziamento del 40% della cantina di Mori se non ci fosse stato un ulteriore intervento pubblico di acquisto (in una fase in cui la cantina…e i soci rischiavano grosso..) del vecchio stabile della cantina (che nessun privato voleva a quel prezzo) … non credo che la cantina sarebbe stata costruita (bisogna venderne bottiglie e vino per ripagare 30 milioni di investimento…)
    Con riferimento ai vini, è chiaro che il mio è un giudizio personale… non volevo certo mancare di rispetto alla professionalità dell’enologo.
    Mi suscita un certo fastidio tutto l’aiuto dato alle coop (visti i risultati modesti di Avio, Nomi, Lavis ecc…) ed il poco dato ai vignaioli…
    Giusto per suscitare un po’ di polemica… per me è stata una sorpresa scoprire che il punto vendita della cantina di Mori è stato affidato al ex direttore della cantina di Nomi e a sua moglie (Athesia …) non sembra un po’ strano …. che non ci sia stato nessun altro convinto della bontà dei vini e quindi dell’investimento ???
    Mah…

    1. gelsomina

      Se non volevi suscitare un dibattito perchè stai ancora qui a parlarne!! e vedo comunque che sei anche poco informato non sono 30 ma 26 e vedo anche che non lo nomini più il Mellarini…! gli fai i conti in tasca ma non dici il suo nome!! e comunque non mi sembra uno sprovveduto, penso che sappia meglio di te dove investirli! per quanto riguarda la cantina …. è stata venduta alla trentino sviluppo e ceduta al comune di Mori per 2millioni!!! l’investimento c’è stato e a vedere dai risultati “che bisogna venderne di bottiglie” i dati parlano! anche da questa premio ! Ciao dente avvelenato!

  3. Andrea Faustini

    Vivissime felicitazioni per l’importante Riconoscimento conferito a Luciano: La mia gioia e la mia gratitudine è rivolta a Lui e a tutti i suoi Colleghi della Cantina Mori Colli Zugna, per questo bel contributo alla crescita della Vitienologia Trentina. Andrea Faustini

    1. Moderazione

      Forse qui un po’ di ragione ce l’hanno tutti, Vero che il premio viene assegnato su indicazione dell’assessorato. E vero anche che le bottiglie di Mori, spesso non si distinguono (talvolta il dosaggio solfitico mi sembra fastidioso, questo, secondo me). Ma che quella di Mori sia una cantina, che anche grazie a Luciano, ha fatto enormi passi avanti in tema di zonazioni, e quindi di attenzione al territorio, è altrettanto vero. Poi, certo, lavorare con centinaia e centinaia di soci e dover accontentare la sete di utility di Cavit, è senz’altro un limite. Oggettivo,
      Ma sono convinto che il lavoro di Luciano, da enologo e da direttore, sia stato, e sia, un lavoro eccellente.

        1. Moderazione

          Dico che è oggettivamente difficile gestire una cantina in chiave territoriale, avendo come committente un soggetto che chiede vinomerce (wineutility) da collocare sui mercati internazionali; vino merce che deve essere prima di tutto merce fungibile. Dico che è difficile far prevalere qualità territoriale, pur con tutta la buona volontà soggettiva, quando oltre il 90 % del vino prodotto (mediamente infatti solo il 10% viene etichettato in proprio) è destinato ad assolvere a questa funzione e non a quella della interpretazione territoriale. I
          meccanismi li conosciamo tutti e non serve ripeterli: declassamenti
          da doc a igt e tutto il resto. Un resto di cui non voglio parlare. Ma
          faccio solo una domanda e lascio a lei la risposta: come mai in
          un’annata come quella appena passata, segnata da calo della
          produzione e da terribili attacchi di peronospera soprattutto nelle
          zone a nord del trentino, si è registrato il sorpasso del Pinot
          Grigio? Ecco, la risposta a questa domanda le spiegherebbe cosa sia
          la sete di wine utility. E questo al di là della bravura e della
          genialità dei singoli enologi-direttori di sociali come Luciano.

          1. anonimo

            guardi che se non ci fosse cavit queste cantine il giorno dopo sarebbero in fallimento in merito poi al sorpasso del p. g. basta una semplice analisi per dire se ci sono state le alchimie che dice lei

            1. Moderazione

              Forse non mi sono spiegato. Ma non ho dato giudizi negativi sul consorzio di secondo grado. Ho scritto che il consorzio di secondo grado – che ha fatto la fortuna delle cantine sociali e ha distribuito reddito ai contadini – per sua natura tratta il vino come una qualsiasi utility commerciale. E non ho detto che questo è bello o brutto. Volevo solo dire che è difficile mettere d’accordo identità territoriale e merce internazionalizzata. Sono stato più chiaro?
              Ps: circa le alchimie io non sono un biologo e non mi occupo di analisi. Ho solo evidenziato un paradosso produttivo che è sotto gli occhi di tutti.

          2. anonimo

            cosa vorrebbe dire che le sociali hanno comperato del trebbiano e poi venduto per pinot grigio ci pensi prima di parlare o meglio di fare slogan come dice lei per quanto poi riguarda la peronospora è una leggenda metropolitana il fatto che ci siano state grosse perdite di produzione nel nord trentino prima di parlare si documenti bene ci sono in giro troppi sentito dire

  4. Andrea Faustini

    Vivissime felicitazioni per l’importante Riconoscimento conferito a Luciano: La mia gioia e la mia gratitudine è rivolta a Lui e a tutti i suoi Colleghi della Cantina Mori Colli Zugna, per questo bel contributo alla crescita della Vitienologia Trentina. Andrea Faustini

    1. Moderazione

      Forse qui un po’ di ragione ce l’hanno tutti, Vero che il premio viene assegnato su indicazione dell’assessorato. E vero anche che le bottiglie di Mori, spesso non si distinguono (talvolta il dosaggio solfitico mi sembra fastidioso, questo, secondo me). Ma che quella di Mori sia una cantina, che anche grazie a Luciano, ha fatto enormi passi avanti in tema di zonazioni, e quindi di attenzione al territorio, è altrettanto vero. Poi, certo, lavorare con centinaia e centinaia di soci e dover accontentare la sete di utility di Cavit, è senz’altro un limite. Oggettivo,
      Ma sono convinto che il lavoro di Luciano, da enologo e da direttore, sia stato, e sia, un lavoro eccellente.

        1. Moderazione

          Dico che è oggettivamente difficile gestire una cantina in chiave territoriale, avendo come committente un soggetto che chiede vinomerce (wineutility) da collocare sui mercati internazionali; vino merce che deve essere prima di tutto merce fungibile. Dico che è difficile far prevalere qualità territoriale, pur con tutta la buona volontà soggettiva, quando oltre il 90 % del vino prodotto (mediamente infatti solo il 10% viene etichettato in proprio) è destinato ad assolvere a questa funzione e non a quella della interpretazione territoriale. I meccanismi li conosciamo tutti e non serve ripeterli: declassamenti
          da doc a igt e tutto il resto. Un resto di cui non voglio parlare. Ma faccio solo una domanda e lascio a lei la risposta: come mai in un’annata come quella appena passata, segnata da calo della produzione e da terribili attacchi di peronospera soprattutto nelle zone a nord del trentino, si è registrato il sorpasso del Pinot Grigio? Ecco, la risposta a questa domanda le spiegherebbe cosa sia la sete di wine utility. E questo al di là della bravura e della genialità dei singoli enologi-direttori di sociali come Luciano.

          1. anonimo

            guardi che se non ci fosse cavit queste cantine il giorno dopo sarebbero in fallimento in merito poi al sorpasso del p. g. basta una semplice analisi per dire se ci sono state le alchimie che dice lei

            1. Moderazione

              Forse non mi sono spiegato. Ma non ho dato giudizi negativi sul consorzio di secondo grado. Ho scritto che il consorzio di secondo grado – che ha fatto la fortuna delle cantine sociali e ha distribuito reddito ai contadini – per sua natura tratta il vino come una qualsiasi utility commerciale. E non ho detto che questo è bello o brutto. Volevo solo dire che è difficile mettere d’accordo identità territoriale e merce internazionalizzata. Sono stato più chiaro?
              Ps: circa le alchimie io non sono un biologo e non mi occupo di analisi. Ho solo evidenziato un paradosso produttivo che è sotto gli occhi di tutti.

                1. Moderazione

                  Qualcuno ha parlato di Chardonnay? Lei ha mai sentito parlare di Trebbiano? Provi, se le capita, chiedere ai vivaisti quali barbatelle stanno andando per la maggiore….

                    1. Moderazione

                      mi riferivo al tuo richiamo ai consumatori, non alle analisi,. e comunque il punto non è questo e mi sembra che tu sia una di quelle persone che invece di discutere, ragiona solo per slogan. quindi per quel che mi riguarda la finisco qui. E poi questo era un post dove si dovevano solo fare i complimenti a Luciano Tranquillini e invece si è trasformato in atto d’accusa. Non mi piace.

                      ciao

                    2. anonimo

                      a quale mio richiamo ai consumatori si riferisce , anche secondo me meglio se la finisce qui perchè mi sembra stia farneticando perchè forse ha capito che non ve ne asce fuori

          2. anonimo

            cosa vorrebbe dire che le sociali hanno comperato del trebbiano e poi venduto per pinot grigio ci pensi prima di parlare o meglio di fare slogan come dice lei per quanto poi riguarda la peronospora è una leggenda metropolitana il fatto che ci siano state grosse perdite di produzione nel nord trentino prima di parlare si documenti bene ci sono in giro troppi sentito dire

  5. bastian contrario

    Mah.. non voglio sembrare il bastian contrario… ma non mi pare che i vini della Cantina di Mori Colli Zugna (la più grande cantina ipogea d’europa) siano così eccelsi…. ma magari mi sbaglio!!
    Inoltre il premio è stato assegnato su segnalazione degli assessorati … questo dovrebbe dire qualcosa. Mellarini vive a Mori ed è stato uno dei più forti sostenitori del progetto della nuova cantina…. 30 milioni di investimento…

    1. Gelsomina

      Mi sembra, anzi ne sono sicura di sentire una vena di gelosia! e comunque il premio e sempre stato assegnato su segnalazione degli essesorati… non vedo la novità! ma sopratutto non è il primo premio che la cantina di mori vince! butta giù il boccone!!!

      1. Geranio

        Brava Gelsomina! Ben detto! E’ ora di finirla con queste illazioni. Questa gente cominci a guardare alle nostre cantine sociali senza pregiudizi e senza invidie.

    2. Vino veritas

      Caro Signor Bastian Contrario credo che il suo dubbio sull’eccellenza dei vini della cantina di Mori sia solo un giudizio soggettivo quindi inutile, inappropriato. Inoltre il premio Congrande viene assegnato anche tenendo in considerazione altri fattori, oltre che all’eccellenza del vino. Per quanto riguarda i suoi dubbi sulla morale degli assessorati sono sicura che la cosa migliore sarà esporre i suoi appunti ai diretti interessati, Le ricordo comunque che il premio non è assegnato solo in trentino quindi magari incominci dal signore da lei citato.

  6. bastian contrario

    Mah.. non voglio sembrare il bastian contrario… ma non mi pare che i vini della Cantina di Mori Colli Zugna (la più grande cantina ipogea d’europa) siano così eccelsi…. ma magari mi sbaglio!!
    Inoltre il premio è stato assegnato su segnalazione degli assessorati … questo dovrebbe dire qualcosa. Mellarini vive a Mori ed è stato uno dei più forti sostenitori del progetto della nuova cantina…. 30 milioni di investimento…

    1. Gelsomina

      Mi sembra, anzi ne sono sicura di sentire una vena di gelosia! e comunque il premio e sempre stato assegnato su segnalazione degli essesorati… non vedo la novità! ma sopratutto non è il primo premio che la cantina di mori vince! butta giù il boccone!!!

      1. Geranio

        Brava Gelsomina! Ben detto! E’ ora di finirla con queste illazioni. Questa gente cominci a guardare alle nostre cantine sociali senza pregiudizi e senza invidie.

    2. Vino veritas

      Caro Signor Bastian Contrario credo che il suo dubbio sull’eccellenza dei vini della cantina di Mori sia solo un giudizio soggettivo quindi inutile, inappropriato. Inoltre il premio Congrande viene assegnato anche tenendo in considerazione altri fattori, oltre che all’eccellenza del vino. Per quanto riguarda i suoi dubbi sulla morale degli assessorati sono sicura che la cosa migliore sarà esporre i suoi appunti ai diretti interessati, Le ricordo comunque che il premio non è assegnato solo in trentino quindi magari incominci dal signore da lei citato.

      1. Verusca

        Cosa c’è anonimo? Ti ho forse pestato i piedi in qualche altro post…?

        Poi dici: “…sui nostri vini…” ma non ti vedo gioire per Luciano, sicuro siano tuoi?

        1. trentino

          ma cosa vuoi pestare i piedi ci vuole ben altro se dici delle ca….e come quella degli imbottigliatori mobili , quanto riguarda i vini poi sono sicuramente più miei che tuoi visto che te sei Romagnola

      1. Verusca

        Cosa c’è anonimo? Ti ho forse pestato i piedi in qualche altro post…?

        Poi dici: “…sui nostri vini…” ma non ti vedo gioire per Luciano, sicuro siano tuoi?

        1. trentino

          ma cosa vuoi pestare i piedi ci vuole ben altro se dici delle ca….e come quella degli imbottigliatori mobili , quanto riguarda i vini poi sono sicuramente più miei che tuoi visto che te sei Romagnola

  7. Tex Willer

    Sono doppiamente contento che il premio Cangrande sia andato a Luciano Tranquillini. Primo perché appartiene alla Cooperazione e poi perché la sua filosofia dichiarata al quotidiano il Trentino il giorno del suo insediamento come direttore al posto di Germano Faes è:
    “puntare su qualità e territorialità per individuare e sfruttare, nel senso migliore del
    termine, le potenzialità del territorio. L’unico valore aggiunto che possiamo dare ai nostri vini è la territorialità.
    E questo è possibile partendo dalla campagna perché il vino buono comincia dai
    vitigni giusti collocati nei posti giusti. Per noi la zonazione non è rimasta un bel libro ma un prezioso riferimento perché ogni varietà sia coltivate nel giusto territorio».
    Una lezione, per qualcuno…
    Complimenti Luciano!

  8. Tex Willer

    Sono doppiamente contento che il premio Cangrande sia andato a Luciano Tranquillini. Primo perché appartiene alla Cooperazione e poi perché la sua filosofia dichiarata al quotidiano il Trentino il giorno del suo insediamento come direttore al posto di Germano Faes è:
    “puntare su qualità e territorialità per individuare e sfruttare, nel senso migliore del
    termine, le potenzialità del territorio. L’unico valore aggiunto che possiamo dare ai nostri vini è la territorialità.
    E questo è possibile partendo dalla campagna perché il vino buono comincia dai
    vitigni giusti collocati nei posti giusti. Per noi la zonazione non è rimasta un bel libro ma un prezioso riferimento perché ogni varietà sia coltivate nel giusto territorio».
    Una lezione, per qualcuno…
    Complimenti Luciano!

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