I dazi del vino

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

Vino e dazi

VINO E DAZI, IL COSTO DI UNA BOTTIGLIA DI LAMBRUSCO VENDUTA IN BRASILE PASSA DA 1,5 A 15-18 EURO

Se ne è parlato al convegno Vino e dazi organizzato al Vinitaly dall’Alleanza delle Cooperative italiane.

Verona, 9 aprile 2013 – “In Brasile i dazi sul vino raggiungono percentuali pari al 27% del valore del vino, ai quali vanno aggiunti ulteriori costi relativi alle imposte di circolazione e ad altre tasse, che fanno sì che il costo iniziale di una bottiglia di Lambrusco pari a 1,5 euro finisce così per lievitare fino a raggiungere la cifra di 15-18 euro a bottiglia sullo scaffale”. Lo ha dichiarato Rolando Chiossi, vice presidente del gruppo cooperativo GIV e Cantine Riunite & Civ, nel corso della tavola rotonda “Vino e dazi” organizzata al Vinitaly dall’Alleanza delle Cooperative Italiane. Luigi Caporicci, presidente della cantina laziale Gotto D’oro, si è soffermato sulle specificità del mercato canadese, dove i vini italiani, “favoriti dalla ricerca di nuovi prodotti a indicazione geografica protetta e dalla presenza di nuovi prodotti di tendenza, hanno saputo conquistare un miglior rapporto prezzo-volume, qualificando l’offerta e il vissuto dei vini italiani in genere. In Ontario l’Italia è al primo posto con il 2% del mercato d’importazione”. “Più in generale, il calo dei volumi della vendemmia 2011 in Europa – ha spiegato Sergio Dagnino, direttore generale della cooperativa Caviro di Faenza – ha momentaneamente attenuato alcune politiche di contrasto all’import attuate da alcuni Paesi, politiche che spesso si basano non solo sull’applicazione di dazi ma anche su rigidi protocolli qualitativi alla ricerca di pretesti che purtroppo alcune aziende italiane potrebbero fornire con grave danno d’immagine, e non solo, per il sistema vino italiano”. Riccardo Maria Monti, Presidente Ice ha ricordato come nel 2003 l’Italia esportava per un miliardo di euro. Ora, ha dichiarato, “abbiamo fatto passi in avanti. Occorrerà lavorare di più sulla grande distribuzione, perché uno dei nostri punti di debolezza è proprio la distribuzione nei paesi esteri”. Enrico Duranti, Direttore Generale di Iccrea Banca Impresa, ha infine ricordato come la quota di mercato delle Banche di Credito cooperativo nel settore primario sia pari al 18,3%, la più alta tra tutti i settori dell’economia. L’8,9% di tutti i finanziamenti concessi al Sistema Produttivo da parte delle BCC (91,4 miliardi) è destinato alle imprese del Settore Agricolo, un peso pari al doppio di quello dell’intero sistema creditizio (4,6% circa). “Su export ed internazionalizzazione la cooperazione ha tracciato la strada”, ha dichiarato nel suo intervento conclusivo il Presidente dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Maurizio Gardini. “Noi sappiamo che dobbiamo fare tanti chilometri per valorizzare il lavoro delle nostre cooperative i dazi sono un tema fondamentale nelle politiche di export. Le nostre imprese non possono combattere da sole, non possiamo subire gli effetti della Wto e un modello di mercato che non è affatto aperto. Su questi temi faremo delle pressioni nei confronti delle istituzioni italiane e comunitarie”.

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