Le ricette (pazze) di Viola Violante: la panna, il risotto e le zucchine

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Come promesso (un secolo fa, ormai) a Claudio, gentile lettore di questo blog, ecco la ricetta della panna da cucina.

Ingredienti:

1 misurino di latte

2 misurini di olio di semi di mais

(io uso questi ingredienti per due persone, ovviamente le dosi si possono raddoppiare)

Preparazione:

Inserire il latte nel boccale e con lame in movimento a vel.8 versare l’olio tutto in una volta “a filo”.

Dopo 45 sec. avrete la vostra panna da cucina bella e pronta.

Preparatevi agli schizzi lattiginosi che verranno fuori dal boccale!…proteggetevi con una mano mentre con l’altra versate lentamente l’olio!

La panna la si può utilizzare per i ravioli, per la pasta al salmone e per la pasta ai funghi e come in questo caso per il risotto alle zucchine, una ricetta semplice per due persone, veloce e buonissima!

CONSIGLIO DI VIOLA:

1) tenere la panna due o tre ore in frigo prima di utilizzarla

2) se avanza panna, la si può conservare, ma non più di due o tre giorni, in frigo!

RISOTTO PANNA E ZUCCHINE

160 gr di riso per risotti

2 zucchine

1 cipolla piccola bianca

100 gr di vino bianco

1/2 confezione di panna da cucina

1 cubetto di dado vegetale

15 gr di olio d’oliva

peperoncino qb (io preferisco il pepe)

Acqua 400 gr

I trucchi di Viola

– vi insegno un trucco, anzi una semplice formula, che serve per dosare perfettamente l’acqua che serve per cuocere il riso. In questo caso, ad esempio, dobbiamo cuocere 160 gr di riso, quindi dobbiamo usare 360 gr di acqua (bisogna calcolare il doppio di 160 ed aggiungere 200 grammi ancora = 340gr di acqua). In questo caso essendoci le zucchine, oltre al riso, i 400 gr. di acqua ci stanno pure bene.

– Una porzione di riso si ricava riempendone fino all’orlo un bicchiere di plastica. In un bicchiere di plastica ci entrano circa 130 gr di riso.

Lavare bene le zucchine, spuntarle e tagliarle a cubetti piuttosto piccoli.

Tagliare la cipolla in quarti e metterla nel boccale del Bimby, tritarla 5 sec. a vel. 5. 8

Spatolare la cipolla sul fondo del boccale e se necessario, perché qualche pezzo resta troppo grande, tritarla ancora qualche secondo sempre a vel. 5.

Aggiungere l’olio d’oliva e rosolare la cipolla 4 min. a 100° vel. 1.

(A me la cipolla non piace molto, ne uso davvero poca, giusto quella che serve ad insaporire la pietanza; non la trito, la facco rosolare un paio di minuti a 100°, vel 1 e poi la elimino dal boccale)

Aggiungere un po’ di peperoncino (pepe) e le zucchine a cubetti e rosolarle 10 min. a 100°, senso antiorario, vel. 1.

Aggiungere il riso e farlo tostare 4 min. a 100°, senso antiorario, vel. 1.

Aggiungere il vino bianco e farlo sfumare 2 min. a temperatura Varoma, senso antirario, vel. 1.

Aggiungere l’acqua e il dado ( un cucchiaio di dado Bimby)

Proseguire la cottura 18 min. a 100°, senso antiorario, vel. 1.

Spegnere e far riposare un paio di minuti; se il risotto risulta ancora troppo liquido cuocere ancora 3 min. a temperatura Varoma, senso antiorario, vel. 1.

Aggiunere la panna e mantecare 5 min, 100°, senso antiorario, vel. 1.

Servire ben caldo.

Al risotto zucchine e panna io associo un Val d’Aosta Gamay

Il Gamay è un gustoso vino di 11% vol. della regione valdostana.

Bellissimo, di color rosso rubino con sfumature violacee (spesso anche porpora).

Il Gamay ha un profumo delicatamente intenso e si presenta al gusto asciuttamente morbido, lasciando di sé un ricordo amarognolo.

Il Gamay va servito preferibilmente ad una temperatura pari a 18-20°C .

Buon divertimento nella preparazione, il successo è assicurato!

Viola Violante d’Ondariva

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36 Commenti

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  2. Claudio Claudio

    Al risotto non dico mai di no. Il primo dei mie primi. Se è semplice meglio; due fegatini “à l’ancienne”, oppure agli “scioppetti” (primi germogli del Silene, ricchi di minerali accumulati durante il lungo inverno), o ai teneri e succosi “bruscandoli” (cime del luppolo selvatico). Primo piatto per antonomasia della borghesia e classe media degli anni 60-70, la pasta era lasciata, per generosità ed altruismo, a sostenere le braccia forti ed operose della classe operaia… (chissà Cosimo cosa prediligeva da piccolo…). Di mantecato mi piace quasi esclusivamente il baccalà (quasi esclusivamente quello che faceva mia mamma). Mantecare combina insieme diversi ingredienti creandone uno nuovo per cui mi porta alla cucina francese: se il nuovo elemento/combinato riesce elegante e fine allora và bene altrimenti preferisco un piatto più semplice da spiegare al mio intestino come andrebbe metabolizzato…

    Sul vino come sempre ho grande rispetto per la soggettività. Questo piatto, sicuramente molto interessante, è abbastanza tosto da abbinare. Mi stimola qualche capriccio: se offre il blog proverei un giovane e fresco Viognier, magari Condrieu AOC, abbastanza pieno, rotondo, aromatico con frutto quasi appiccicoso, oppure un Semillon, ad esempio un Blanc Sec Barsac AOC sarebbe un piacevole abbinamento. Naturalmente nulla contro il Gamay valdostano, una buona scelta, sicuramente più intrigante del Beaujolais di Monsieur Georges Duboeuf.

    1. trentinowineblog

      Cosimo fu costretto, e cresciuto, suo malgrado, alla polenta. Polenta a colazione, a pranzo e a cena. La pasta era sconosciuta, sotto i cieli di Cosimo. E pure il risotto. Quindi mi allontano da queste vostre borghesi disquisizioni. Fatevele,e fatevela,fra di voi, maledetti borghesi risottari.

  3. Claudio Claudio

    Al risotto non dico mai di no. Il primo dei mie primi. Se è semplice meglio; due fegatini “à l’ancienne”, oppure agli “scioppetti” (primi germogli del Silene, ricchi di minerali accumulati durante il lungo inverno), o ai teneri e succosi “bruscandoli” (cime del luppolo selvatico). Primo piatto per antonomasia della borghesia e classe media degli anni 60-70, la pasta era lasciata, per generosità ed altruismo, a sostenere le braccia forti ed operose della classe operaia… (chissà Cosimo cosa prediligeva da piccolo…). Di mantecato mi piace quasi esclusivamente il baccalà (quasi esclusivamente quello che faceva mia mamma). Mantecare combina insieme diversi ingredienti creandone uno nuovo per cui mi porta alla cucina francese: se il nuovo elemento/combinato riesce elegante e fine allora và bene altrimenti preferisco un piatto più semplice da spiegare al mio intestino come andrebbe metabolizzato…

    Sul vino come sempre ho grande rispetto per la soggettività. Questo piatto, sicuramente molto interessante, è abbastanza tosto da abbinare. Mi stimola qualche capriccio: se offre il blog proverei un giovane e fresco Viognier, magari Condrieu AOC, abbastanza pieno, rotondo, aromatico con frutto quasi appiccicoso, oppure un Semillon, ad esempio un Blanc Sec Barsac AOC sarebbe un piacevole abbinamento. Naturalmente nulla contro il Gamay valdostano, una buona scelta, sicuramente più intrigante del Beaujolais di Monsieur Georges Duboeuf.

    1. trentinowineblog

      Cosimo fu costretto, e cresciuto, suo malgrado, alla polenta. Polenta a colazione, a pranzo e a cena. La pasta era sconosciuta, sotto i cieli di Cosimo. E pure il risotto. Quindi mi allontano da queste vostre borghesi disquisizioni. Fatevele,e fatevela,fra di voi, maledetti borghesi risottari.

  4. Viola Violante d'Ondariva

    Non approvo l’aggettivo “pazze” riferito alle mie ricette. Nonostante le mie insistenti domande rivolte al conte, non ricevo Sua risposta.
    V.

    1. trentinowineblog

      La signora Viola impari un paio di cose:
      uno) Quello che lei chiama conte è un Barone (e pure Cavaliere)
      due) In qualsiasi redazione i titoli vengono decisi dai redattori e dai direttori non dagli articolisti
      tre) La monarchia è finita quel dì, quindi Viola impari ad essere democraticamente rispettosa e servizievole (anche fra le lenzuola)
      quattro) Punto.

      1. Viola Violante d'Ondariva

        uno) Per me Lei è conte e conte rimane.
        due) Le sue provocazioni mi scivolano addosso come fa il Suo sudore, quando goffamente spala la neve.
        tre) C’è e ci sarà posto per il mio essere monarchico, finché posto c’è per la massoneria e la censura…le Sue lenzuola di me mai hanno avuto e mai godranno del mio sapore.
        quattro) Vada UFFICIALMENTE in esilio.
        V.

          1. Viola Violante d'Ondariva

            Sono una donna libera, non amo i parrucconi del vino, così come non amo quelli dei blog. Amo dar sfogo alla mia creatività e alla mia fantasia, senza imposizioni e censure. Evidentemente qui non c’è posto per me. Grazie per aver letto i miei racconti onirici, surreali e forse strampalati… grazie al conte di Rondò per aver tollerato fino ad oggi la mia presenza e a chi ha avuto la pazienza di leggermi. La mia partecipazione al blog finisce qui, preferisco la libertà alla castrazione.
            V.

  5. Viola Violante d'Ondariva

    Non approvo l’aggettivo “pazze” riferito alle mie ricette. Nonostante le mie insistenti domande rivolte al conte, non ricevo Sua risposta.
    V.

    1. trentinowineblog

      La signora Viola impari un paio di cose:
      uno) Quello che lei chiama conte è un Barone (e pure Cavaliere)
      due) In qualsiasi redazione i titoli vengono decisi dai redattori e dai direttori non dagli articolisti
      tre) La monarchia è finita quel dì, quindi Viola impari ad essere democraticamente rispettosa e servizievole (anche fra le lenzuola)
      quattro) Punto.

      1. Viola Violante d'Ondariva

        uno) Per me Lei è conte e conte rimane.
        due) Le sue provocazioni mi scivolano addosso come fa il Suo sudore, quando goffamente spala la neve.
        tre) C’è e ci sarà posto per il mio essere monarchico, finché posto c’è per la massoneria e la censura…le Sue lenzuola di me mai hanno avuto e mai godranno del mio sapore.
        quattro) Vada UFFICIALMENTE in esilio.
        V.

          1. Viola Violante d'Ondariva

            Sono una donna libera, non amo i parrucconi del vino, così come non amo quelli dei blog. Amo dar sfogo alla mia creatività e alla mia fantasia, senza imposizioni e censure. Evidentemente qui non c’è posto per me. Grazie per aver letto i miei racconti onirici, surreali e forse strampalati… grazie al conte di Rondò per aver tollerato fino ad oggi la mia presenza e a chi ha avuto la pazienza di leggermi. La mia partecipazione al blog finisce qui, preferisco la libertà alla castrazione.
            V.

            1. Viola violante d'Ondariva

              lo so, lo so, gentile Verusca…lo so che adesso l’agricoltura vive un momento drammatico. So anche, nonostante sia una nobil donna, che di agricoltura, a meno che non si parli di agricoltura di un certo livello; non si campa…Dìa al mio post, quindi, una valenza fortemente romantica e …malinconica. E comunque mai dire mai.
              V.

            1. Viola violante d'Ondariva

              lo so, lo so, gentile Verusca…lo so che adesso l’agricoltura vive un momento drammatico. So anche, nonostante sia una nobil donna, che di agricoltura, a meno che non si parli di agricoltura di un certo livello; non si campa…Dìa al mio post, quindi, una valenza fortemente romantica e …malinconica. E comunque mai dire mai.
              V.

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