Ormai è sicuro: di vino non capisco una beatissima fava

aquila reale

Di fronte a due giudizi così distanti e ostinatamente contrari sulla medesima bottiglia. è certo che qualcuno sbaglia. La bottiglia è una bottiglia di Aquila Reale  2005. Di cui io avevo scritto  qui sfiorando i toni dell’orgasmo mistico. Tutt’altro giudizio, una stroncatura senza precedenti, invece è quello espresso questa mattina sulla stessa bottiglia gemella – e io e Franco sappiamo perchè gemella –, dall’amico e maestro Franco Ziliani su Le Mille Bolle Blog. Ordunque, siccome escludo categoricamente che a sbagliare sia il mio maestro lombardo, da cui quel poco che so ho imparato (evidentemente male), non mi resta che arrivare a questa conclusione: io Cosimo Piovasco di Rondò Senior non capisco una beatissima fava di  vino. E tanto meno ne capisco di metodo classico trentino.

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28 Commenti

  1. Claudio Claudio

    Caro Cosimo, non sono affatto interessato a fare il difensore del prodotto, detto questo però, devo aggiungere che non mi è chiara una cosa. Ad essere stroncato è lo spumante in quanto tale o la sua nomina a bollicine dell’anno da parte del GR? Una mescola delle due cose non sò perché ma mi rende istintivamente diffidente. Sarebbe interessante anche conoscere la data della sboccatura di tali bottiglie, se disponibile.

    1. trentinowineblog

      Intanto, bentornato Claudio.. sentivo
      un poco la tua mancanza. Poi cosa dire: so solo che le due bottiglie
      assaggiate da me e da Franco erano gemelle in quanto provenienti
      dalla medesima partita. La vendemmia era 2005, la sboccatura se non
      ricordo male era primo semestre 2005. Ma non ci giurerei poiché non
      ho conservato la butta. La questione della commistione fra
      quell’editore e la Pat e l’azienda cooperativa, esiste. Credo di
      essere stato il primo a denunciare gli allegri aperitivi consumati a
      margine delle seduta di giunta provinciale, ricordi?

      http://url8.it/S16

      La bottiglia invece mi
      piacque moltissimo. Ciò che Franco considera un disvalore al pari di
      una bara, il legno e le fragranze vanigliate, a me sembrò invece un
      valore. E lo trovai piacevolissimo, senza che ne fosse compromessa la
      freschezza e la bevibilità. Ma come dice Primo Oratore, forse
      dipende dal fatto che sono un semplice figlio del popolo – e non un
      tecnico – che si lascia incantare dagli effetti speciali. Forse.
      Che poi sia la miglior bottiglia di mc dell’anno, questo è ancora un
      discorso differente. E sappiamo tutti che queste coccarde valgono per
      quel che valgono. E soprattutto hanno una esclusiva funzione di
      stimolazione del marketing. E basta.

      Trovo, comunque, che i
      prodotti di fascia alta di Cesarini, compreso l’ultimo Dosaggio Zero
      Tridentum di Pinot Nero, siano sempre all’altezza delle mie
      aspettative. Così come quelli di Cavit. Continuo invece a non
      riuscire a mandar giù i mc mezzacoronari. L’altro giorno ho bevuto
      un ALPE REGIS – euro 4,50 -, che mi ha nuovamente deluso: soldi
      buttati per un mc evanescente che al massimo pagherei 2/2,50 euro. Ma
      forse anche questo dipende dal fatto che sono un Figlio del Popolo.
      Anzi no… un Servitore del Popolo

      CpR Servitore del Popolo

      1. Claudio Claudio

        @Cosimo. Ti ringrazio della articolata risposta. Concordo pienamente con la seconda parte della tuo commento. Per la parte tecnica posso solo farti notare che la sboccatura non può essere del 2005, forse volevi dire primo semestre 2012. Non è un particolare secondario, (almeno non lo è per me). La mia pur limitata esperienza di bollicine italiane mi è sufficente per affermare che i ns spumanti mc domestici, sulla soglia dei 9-12 mesi dalla sboccatura, mostrano solitamente evidenti segni di “impazzimento” per cui se posso, cerco di starci alla larga.

        1. trentinowineblog

          ..Ops…chiaro.volevo scrivere 2012 non 2005…. lapsus rivelatore. che guida la mia scrittura….forse. . in ogni caso quella bottiglia..la mia che ho bevuto a dicembre (2012),,,non la trovai..impazzita…. ma come si sarà capito..devo studiare ancora tanto…!

    2. Franco Ziliani

      stroncato é stato, in sé, quel Trento Doc, quella bottiglia di Trento Doc. Trovo poi delirante per non dire altro, ma si sa, io sono un moderato, aver proclamato quel vino mediocre miglior metodo classico dell’anno. Fossi un produttore di metodo classico, dico un Letrari, un Ferrari, un Revì, un Abate nero, per restare in area Trento Doc, mi incazzerei e di brutto per una cosa tanto assurda e dai contorni non proprio nitidi…

      1. Claudio Claudio

        Forse il premio ero stato dato come incoraggiamento. Quante volte nella scuola italiana l’insegnante dà un 8 ad un emerito testone solo perché “si è impegnato” indipendentemente dal fatto che il valore dell’elaborato valesse 5? Non è così che abbiamo sviluppato il culto della meritocrazia in Italia? In Inghilterra, tanto per andare sempre lì, l’insegnante utilizza due voti: uno per l’impegno ed uno per il risultato. Quindi per tornare all’esempio di cui sopra il voto sarebbe stato 8 per l’impegno e 5 per il risultato. Ma qui sono andato troppo fuori tema, vero?

  2. Claudio Claudio

    Caro Cosimo, non sono affatto interessato a fare il difensore del prodotto, detto questo però, devo aggiungere che non mi è chiara una cosa. Ad essere stroncato è lo spumante in quanto tale o la sua nomina a bollicine dell’anno da parte del GR? Una mescola delle due cose non sò perché ma mi rende istintivamente diffidente. Sarebbe interessante anche conoscere la data della sboccatura di tali bottiglie, se disponibile.

    1. trentinowineblog

      Intanto, bentornato Claudio.. sentivo
      un poco la tua mancanza. Poi cosa dire: so solo che le due bottiglie
      assaggiate da me e da Franco erano gemelle in quanto provenienti
      dalla medesima partita. La vendemmia era 2005, la sboccatura se non
      ricordo male era primo semestre 2005. Ma non ci giurerei poiché non
      ho conservato la butta. La questione della commistione fra
      quell’editore e la Pat e l’azienda cooperativa, esiste. Credo di
      essere stato il primo a denunciare gli allegri aperitivi consumati a
      margine delle seduta di giunta provinciale, ricordi?

      http://url8.it/S16

      La bottiglia invece mi
      piacque moltissimo. Ciò che Franco considera un disvalore al pari di
      una bara, il legno e le fragranze vanigliate, a me sembrò invece un
      valore. E lo trovai piacevolissimo, senza che ne fosse compromessa la
      freschezza e la bevibilità. Ma come dice Primo Oratore, forse
      dipende dal fatto che sono un semplice figlio del popolo – e non un
      tecnico – che si lascia incantare dagli effetti speciali. Forse.
      Che poi sia la miglior bottiglia di mc dell’anno, questo è ancora un
      discorso differente. E sappiamo tutti che queste coccarde valgono per
      quel che valgono. E soprattutto hanno una esclusiva funzione di
      stimolazione del marketing. E basta.

      Trovo, comunque, che i
      prodotti di fascia alta di Cesarini, compreso l’ultimo Dosaggio Zero
      Tridentum di Pinot Nero, siano sempre all’altezza delle mie
      aspettative. Così come quelli di Cavit. Continuo invece a non
      riuscire a mandar giù i mc mezzacoronari. L’altro giorno ho bevuto
      un ALPE REGIS – euro 4,50 -, che mi ha nuovamente deluso: soldi
      buttati per un mc evanescente che al massimo pagherei 2/2,50 euro. Ma
      forse anche questo dipende dal fatto che sono un Figlio del Popolo.
      Anzi no… un Servitore del Popolo

      CpR Servitore del Popolo

      1. Claudio Claudio

        @Cosimo. Ti ringrazio della articolata risposta. Concordo pienamente con la seconda parte della tuo commento. Per la parte tecnica posso solo farti notare che la sboccatura non può essere del 2005, forse volevi dire primo semestre 2012. Non è un particolare secondario, (almeno non lo è per me). La mia pur limitata esperienza di bollicine italiane mi è sufficente per affermare che i ns spumanti mc domestici, sulla soglia dei 9-12 mesi dalla sboccatura, mostrano solitamente evidenti segni di “impazzimento” per cui se posso, cerco di starci alla larga.

        1. trentinowineblog

          ..Ops…chiaro.volevo scrivere 2012 non 2005…. lapsus rivelatore. che guida la mia scrittura….forse. . in ogni caso quella bottiglia..la mia che ho bevuto a dicembre (2012),,,non la trovai..impazzita…. ma come si sarà capito..devo studiare ancora tanto…!

    2. Franco Ziliani

      stroncato é stato, in sé, quel Trento Doc, quella bottiglia di Trento Doc. Trovo poi delirante per non dire altro, ma si sa, io sono un moderato, aver proclamato quel vino mediocre miglior metodo classico dell’anno. Fossi un produttore di metodo classico, dico un Letrari, un Ferrari, un Revì, un Abate nero, per restare in area Trento Doc, mi incazzerei e di brutto per una cosa tanto assurda e dai contorni non proprio nitidi…

      1. Claudio Claudio

        Forse il premio ero stato dato come incoraggiamento. Quante volte nella scuola italiana l’insegnante dà un 8 ad un emerito testone solo perché “si è impegnato” indipendentemente dal fatto che il valore dell’elaborato valesse 5? Non è così che abbiamo sviluppato il culto della meritocrazia in Italia? In Inghilterra, tanto per andare sempre lì, l’insegnante utilizza due voti: uno per l’impegno ed uno per il risultato. Quindi per tornare all’esempio di cui sopra il voto sarebbe stato 8 per l’impegno e 5 per il risultato. Ma qui sono andato troppo fuori tema, vero?

  3. Primo Oratore Primo Oratore

    Fratello Cosimo, ricordati del paradosso del prof Roman Weil della graduate school of business dell’Universitá di Chicago e fondatore della Oenonomy society: i professionisti (come il dott. Ziliani) hanno un gusto sovente diverso dai comuni mortali, ed il vino che piace a loro in quanto esperti a noi gente del popolo ( alla quale in realtà non so se appartieni anche tu) piace minga. Per questo infatti il professore, con tanto di dimostrazione scientifica, consiglia di non seguire i consigli degli esperti. Io non saprei se ha ragione ma la teoria si attaglia al caso specifico, forse, mah …
    Saluto PO

    1. trentinowineblog

      Caro Fratello Cittadino…deve essere andata senz’altro così… da ingenuo figlio del popolo…mi sono ingenuamente fatto prendere per il naso..anzi per la bocca…forse…
      CpR Figlio del Popolo

  4. Primo Oratore Primo Oratore

    Fratello Cosimo, ricordati del paradosso del prof Roman Weil della graduate school of business dell’Universitá di Chicago e fondatore della Oenonomy society: i professionisti (come il dott. Ziliani) hanno un gusto sovente diverso dai comuni mortali, ed il vino che piace a loro in quanto esperti a noi gente del popolo ( alla quale in realtà non so se appartieni anche tu) piace minga. Per questo infatti il professore, con tanto di dimostrazione scientifica, consiglia di non seguire i consigli degli esperti. Io non saprei se ha ragione ma la teoria si attaglia al caso specifico, forse, mah …
    Saluto PO

    1. trentinowineblog

      Caro Fratello Cittadino…deve essere andata senz’altro così… da ingenuo figlio del popolo…mi sono ingenuamente fatto prendere per il naso..anzi per la bocca…forse…
      CpR Figlio del Popolo

  5. Franco Ziliani

    Cosimo e se a non capire una “fava” (ma a non avere l’anello al naso, perché certe cose le capiamo bene) fossimo la mia adorata compagna, che di “bollicine” ne capisce più di me ed il sottoscritto? E se avessi ragione tu nel sostenere che quella specie di “bara” della piacevolezza (uso il termine bara riferendomi alla quantità di legno che uccide e avvolge il vino), quel grande vino pluripremiato, the best of the best of Italian sparkling wines, é invece un capolavoro?
    Guarda che la mia non é una stroncatura, é un raccontino, un divertissiment che prende lo spunto da una bottiglia che non sono, non siamo stati, in grado di capire nella sua splendente magnificenza…

  6. Franco Ziliani

    Cosimo e se a non capire una “fava” (ma a non avere l’anello al naso, perché certe cose le capiamo bene) fossimo la mia adorata compagna, che di “bollicine” ne capisce più di me ed il sottoscritto? E se avessi ragione tu nel sostenere che quella specie di “bara” della piacevolezza (uso il termine bara riferendomi alla quantità di legno che uccide e avvolge il vino), quel grande vino pluripremiato, the best of the best of Italian sparkling wines, é invece un capolavoro?
    Guarda che la mia non é una stroncatura, é un raccontino, un divertissiment che prende lo spunto da una bottiglia che non sono, non siamo stati, in grado di capire nella sua splendente magnificenza…

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