Bicchieri e Territorio

bicchiere pizzini

Non è la prima volta che ne parlo. Ma non mi stufo. E mi auguro non vi stufiate neppure voi, che ogni tanto mi leggete. Ma credo sia arrivato il tempo di pensare ad un bicchiere per il TRENTODOC. Sì, è arrivato il tempo. E non lo scrivo perché c’è chi questo bicchiere “magico” se lo è già inventato e ora sta aspettando che qualcuno, magari qualche istituzione trentodocchista, si faccia avanti per farlo suo. Il bicchiere c’è, punto. E non è un segreto. Buon senso vorrebbe che restasse in Trentino. E non finisse a Treviso o a Brescia. O in Russia.

Il fatto è che c’è bisogno di un’icona, di un’icona cristallina che dia forma anche plastica all’idea partecipata del TRENTODOC. Un bicchiere collettivo, in cui tutti si possano riconoscere, un bicchiere di tutti e per tutti, potrebbe essere quest’icona. Ce ne è bisogno non perché non c’è: i bicchieri aziendali ci sono. Ma ce ne è bisogno perché sono (siamo) stufo (i) di bere TRENTO(DOC) in bicchieri firmati Franciacorta. O addirittura Champagne.

Cazzo, che ci vorrà mai a pensare ad un bicchiere con scritto sopra TRENTO(DOC) e a fare in modo che ristoranti, enoteche, winebar lo usino? Ma perché, qualcuno me lo spieghi, sempre più spesso mi capita di bere il mio metodo classico preferito in bicchieri firmati Barone Pizzini?

Ed era un bicchiere Barone Pizzini anche quello in cui ieri, nell’ambito di un’occasione istituzionale (nel senso delle paludate istituzioni trentine) in uno dei ristoranti gourmet più fichi e glam delle Dolomiti, mi hanno servito prima un Balter Riserva e poi un Haderburg. Peccato solo che giusto mentre stavo impugnando l’aggeggio fotografico per immortalare BALTERTREBICCHIERI affogato in Franciacorta, il cameriere abbia provveduto a far sparire la bottiglia roveretana e a sostituirla con quella tirolese. Ma credetemi, anche l’amico Nicola, ieri, è finito dentro uno splendido bicchiere Franciacortino. E non è stato un bel vedere. Ve lo assicuro.

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41 Commenti

  1. Claudio Claudio

    $oldi, $oldi, $oldi,
    adesso soldi anche per i bicchieri. Farete venire un infarto a quelli del CVT marketing… Lo sapete che di soldi ce ne sono pochi da spendere. A proposito, se non ricordo male, il 14 febbraio 2013 sul post “Lettere d’amore e silenzio stampa” http://www.trentinowine.info/2013/02/lettere-damore-e-silenzio-stampa/ il ns amico Massarello scriveva:… “La riprova che qualcosa si muove e’ che hanno finalmente assunto un direttore ed un paio di persone per la promozione dei vini. Ora basta che stendano un Piano e lo attuino.” … “Spero non si offendano se a fronte di un budget pubblico di 1,8 milioni di Euro ci permetteremo di seguirne gli sviluppi, ti pare?” Ebbene, ora che il primo trimestre (o “first quarter” come direbbero i managers della City) è abbondantemente passato, qualcuno ha notizia di come sono stati spesi i primi 450.000 Euri? Per quali iniziative di marketing sono stati impiegati? O sono stati investiti in maniera più oculata come in solidi diamanti o bond del Tesoro per salvare la Patria?

  2. Claudio Claudio

    $oldi, $oldi, $oldi,
    adesso soldi anche per i bicchieri. Farete venire un infarto a quelli del CVT marketing… Lo sapete che di soldi ce ne sono pochi da spendere. A proposito, se non ricordo male, il 14 febbraio 2013 sul post “Lettere d’amore e silenzio stampa” http://www.trentinowine.info/2013/02/lettere-damore-e-silenzio-stampa/ il ns amico Massarello scriveva:… “La riprova che qualcosa si muove e’ che hanno finalmente assunto un direttore ed un paio di persone per la promozione dei vini. Ora basta che stendano un Piano e lo attuino.” … “Spero non si offendano se a fronte di un budget pubblico di 1,8 milioni di Euro ci permetteremo di seguirne gli sviluppi, ti pare?” Ebbene, ora che il primo trimestre (o “first quarter” come direbbero i managers della City) è abbondantemente passato, qualcuno ha notizia di come sono stati spesi i primi 450.000 Euri? Per quali iniziative di marketing sono stati impiegati? O sono stati investiti in maniera più oculata come in solidi diamanti o bond del Tesoro per salvare la Patria?

  3. mario

    Voi vivete sulla luna. Prima di pensare ai bicchieri, pensate che se fermate 100 persone a caso per strada per chiedere cos’è il Trentodoc, non lo sa nessuno

        1. trentinowineblog

          A me pare che il contenuto potenziale (del bicchiere) ci sia; e se devo dire fino in fondo quello che penso dico che in Trentino la qualità media della produzione mi sembra almeno pari a quella di altre zone del di produzione. Quindi penso che esistano 8 milioni di bottiglie di mc, di buona qualità, che aspettano solo di essere ben comunicate. Anche attraverso un bicchiere. E il marketing non c’entra….mi pare.

  4. mario

    Voi vivete sulla luna. Prima di pensare ai bicchieri, pensate che se fermate 100 persone a caso per strada per chiedere cos’è il Trentodoc, non lo sa nessuno

        1. trentinowineblog

          A me pare che il contenuto potenziale (del bicchiere) ci sia; e se devo dire fino in fondo quello che penso dico che in Trentino la qualità media della produzione mi sembra almeno pari a quella di altre zone del di produzione. Quindi penso che esistano 8 milioni di bottiglie di mc, di buona qualità, che aspettano solo di essere ben comunicate. Anche attraverso un bicchiere. E il marketing non c’entra….mi pare.

  5. Poteva andare peggio! Mai bevuto Trento in Val d’Oca??? Io sì…purtroppo. Comunque questa storia di questo nuovo bicchiere mi lascia alquanto perplesso, quindi senza esprimere giudizi butto li due domande/riflessioni. I produttori lo hanno provato? Se è così valido come si vocifera, dovrebbero essere loro a “spingere” per farlo diventare il bicchiere del Trento, non la rete, non vi pare? I costi? Se l’operazione fosse troppo onerosa?

    ____________________________________________________________________ http://www.facebook.com/Appunti.di.un.comune.bevitore

    1. trentinowineblog

      Caro Loris, posso rispondere alle tue perplessità. I produttori di Trento – e non solo – hanno visto e provato il bicchiere. Sono stato presente personalmente a parecchi di questi test. E i risultati sono sempre stati molto positivi. E tutti quelli con cui ho avuto modo di confrontarmi hanno convenuto sulle potenzialità di questo oggetto che rivoluziona la beva di metodo classico. Non so poi dirti quanto costi questa operazione perché non sono coinvolto in questioni commerciali e me ne guardo bene. So però che alcuni produttori stanno cercando, al di la della rete, di far passare questa idea con convinzione. Il bicchiere è stato anche testato da parecchi sommelier e da parecchi giornalisti nazionali di settore, responsabili delle maggiori guide italiane, e a quanto ne so il riscontro è stato positivo. Detto questo, penso che anche gli oggetti abbiano la loro importanza, perché possono diventare icone fisiche e materiali di un sentire comune. E questo al di la di questo bicchiere firmato da Luca Bini.

  6. Poteva andare peggio! Mai bevuto Trento in Val d’Oca??? Io sì…purtroppo. Comunque questa storia di questo nuovo bicchiere mi lascia alquanto perplesso, quindi senza esprimere giudizi butto li due domande/riflessioni. I produttori lo hanno provato? Se è così valido come si vocifera, dovrebbero essere loro a “spingere” per farlo diventare il bicchiere del Trento, non la rete, non vi pare? I costi? Se l’operazione fosse troppo onerosa?

    ____________________________________________________________________ http://www.facebook.com/Appunti.di.un.comune.bevitore

    1. trentinowineblog

      Caro Loris, posso rispondere alle tue perplessità. I produttori di Trento – e non solo – hanno visto e provato il bicchiere. Sono stato presente personalmente a parecchi di questi test. E i risultati sono sempre stati molto positivi. E tutti quelli con cui ho avuto modo di confrontarmi hanno convenuto sulle potenzialità di questo oggetto che rivoluziona la beva di metodo classico. Non so poi dirti quanto costi questa operazione perché non sono coinvolto in questioni commerciali e me ne guardo bene. So però che alcuni produttori stanno cercando, al di la della rete, di far passare questa idea con convinzione. Il bicchiere è stato anche testato da parecchi sommelier e da parecchi giornalisti nazionali di settore, responsabili delle maggiori guide italiane, e a quanto ne so il riscontro è stato positivo. Detto questo, penso che anche gli oggetti abbiano la loro importanza, perché possono diventare icone fisiche e materiali di un sentire comune. E questo al di la di questo bicchiere firmato da Luca Bini.

  7. Suggerirei dei Goti de Fornasa da mezzo litro l’uno; minimo.. Metto la definizione e traduzione del concetto per Anonimo che non capisce i miei post.. > Goti de Fornasa o goti di fornace. Collezione di goti de fornasa sono i bicchieri fatti “alla prima” (come vengono) a mano volante

  8. Suggerirei dei Goti de Fornasa da mezzo litro l’uno; minimo.. Metto la definizione e traduzione del concetto per Anonimo che non capisce i miei post.. > Goti de Fornasa o goti di fornace. Collezione di goti de fornasa sono i bicchieri fatti “alla prima” (come vengono) a mano volante

  9. PO

    Hai ragionissima!! Una sera che un mio amico si é fermato a bere del Trentodoc qui da me in effetti ho dovuto usare i bicchieri della strada di Monteregio e Massa Marittima perché quelli del Trentodoc mica esistono!

      1. PO PO

        Ciao Gianni! Gli amici di questo blog sono un manipolo di buoni a nulla pronti a tutto e capaci di risolvere qualsiasi cosa, e poi vediamo il bicchiere mezzo pieno

        1. Scusa P.O. ma dovrò chiedere a Savanna Samson se utilizza bicchieri griffati.. E, se sì.. che tipo di griffe.. Non oso pensare ai commenti delle mogli; sposate con le Istituzioni trentine..! ahahahahah

      1. Wu Bi

        Il problema è che nessuno me li ha mai proposti e, quando li chiedo ai produttori, fischiettano voltandosi dall’altra parte.. io sarei molto contento se i vignaioli adottassero dei bicchieri standard, non solo per lo spumante, e dirò di più: sarei anche disposto ad acquistarli, se si sforzassero di metter giù una convenzione ad esempio con le associazioni di categoria tipo FIEPET & C. Ma, del resto, si fa fatica a farsi dare cavatappi e gli appositi tappi…

    1. trentinowineblog

      Come vedete i bicchieri ci sono…ma a parte essere inadeguati, secondo me, al servizio di metodo classico, nessuno li usa. Quanti di voli li ha trovati al ristorante o in entoteca? Questi io li ho fotografati in esposizione nel punto di vendita della cantina sociale di Isera.

  10. PO

    Hai ragionissima!! Una sera che un mio amico si é fermato a bere del Trentodoc qui da me in effetti ho dovuto usare i bicchieri della strada di Monteregio e Massa Marittima perché quelli del Trentodoc mica esistono!

      1. PO PO

        Ciao Gianni! Gli amici di questo blog sono un manipolo di buoni a nulla pronti a tutto e capaci di risolvere qualsiasi cosa, e poi vediamo il bicchiere mezzo pieno

      1. Il problema è che nessuno me li ha mai proposti e, quando li chiedo ai produttori, fischiettano voltandosi dall’altra parte.. io sarei molto contento se i vignaioli adottassero dei bicchieri standard, non solo per lo spumante, e dirò di più: sarei anche disposto ad acquistarli, se si sforzassero di metter giù una convenzione ad esempio con le associazioni di categoria tipo FIEPET & C. Ma, del resto, si fa fatica a farsi dare cavatappi e gli appositi tappi…

    1. trentinowineblog

      Come vedete i bicchieri ci sono…ma a parte essere inadeguati, secondo me, al servizio di metodo classico, nessuno li usa. Quanti di voli li ha trovati al ristorante o in entoteca? Questi io li ho fotografati in esposizione nel punto di vendita della cantina sociale di Isera.

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