Appunti di marketing, di finanza e infine…di territorio

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[Foto di Paola Attanasio]

di Giuliano Fago Golfarelli

La notizia : la cantina di Lavis (definita in qualche articolo molto bonariamente “Gruppo”), dopo nuove gestioni e tanti nuovi propositi quanto i pochi progetti vende le due aziende agricole toscane, un tempo di Casa Girelli per valore complessivo di 14 milioni di euro.

La società Basilica Cafaggio srl di Greve in Chianti è ceduta all’Isa (Istituto Atesino Sviluppo) per 9 milioni, valore che comprende l’accollo di 3,6 milioni di debiti con banche ma poi riaffittata alla stessa La Vis che proseguirà con la produzione e la commercializzazione nei prossimi dieci anni, senza obbligo di riacquisto.

La seconda azienda, Poggio Morino di Scansano (Morellino) va invece a un operatore veneto per 5 milioni. In questo caso l’acquirente compra il fondo agricolo e i beni strumentali e gestisce la produzione, ma il marchio resta La Vis e così le attività e le passività, che sono pare solo passività : compresi i 4 milioni di mutui bancari.

Entrambe le operazioni, sottolinea una comunicazione di Lavis destinata a pochi ma riportata su “L’Adige” queste importanti e strategiche decisioni “contribuiranno ad abbattere l’esposizione del gruppo, che ammonta, nell’ultimo bilancio, a 76,3 milioni di debiti finanziari”.

Il commento : francamente lo si aspettava da un po’ e così Lavis (ricordo ancora – definita in qualche articolo bonariamente “Gruppo” ma gruppo di cadaveri erranti…) dopo nuove gestioni e nuovi propositi, passa da magici riti di cantina agli assolutamente innovativi riti bancari, con relative vendite e svendite, agli affitti e debiti da pagare agli stessi acquirenti.

La considerazione che personalmente faccio è che nel mondo vitivinicolo trentino, ma anche in molte altre regioni d’Italia, chi acquista lo fa non per ampliare o acquisire il know –how della azienda acquisita ma solo per una sadomasochista, momentanea speculazione di mercato.

Questo, alla faccia dello sviluppo economico regionale e nazionale, della territorialità dei prodotti, dei marchi acquisiti. Ancor di più dietro il paravento della crisi globale che dieci anni fa però non era così massiccia.

Gli acquisti francesi di Loropiana come i precedenti di Gancia, Cinzano, Parmalat ecc. dimostrano come l’Italia sia terra di conquista, vantaggiosa per chi dall’estero intende acquisire, ampliare o chiudere, molto meno per coloro che vivendo un piccolo mondo intendono solo “liquidare” qualcosa o qualcuno o realizzare qualcosa di cui non hanno il controllo.

Casi trentini come Casa Girelli e, prima, “I Vini del Concilio”. dimostrano che chi acquista ha un solo interesse, togliersi dai piedi un concorrente.

Ma non va sempre bene, da noi come in altre regioni.

Se in un primo momento gli acquisti si dimostrano vantaggiosi per l’inglobamento finanziario di proprietà terriere (da cementificare), impianti, cantine, (da minimizzare o distruggere) ecc. alla fine ecco il cimitero.

Di bottiglie, di commercializzazione e marchi obsoleti e mai rinnovati nel contenuto, ma anche di qualche buono o cattivo dirigente. Il che non guasta !

di Giuliano Fago Golfarelli

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18 Commenti

  1. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Sono passati 4 anni e la Cantina non parla più della Toscana … Ne accenna talvolta in nebulosi estratti finanziari, in una ridda di nomi, cognomi e intenzioni.
    Venti anni fa il governo italiano mise in atto per le aziende il “bilancio sociale”, poi se ne dimenticò totalmente.
    Quello che odio nella vita, negli affari, nelle istituzioni, è la mancanza di memoria perché fa troppo comodo a tantissimi!

    1. basilica cafaggio è stata ceduta a ISA, la finanziaria del vescovo, e simultanemante presa in affito sempre dalla stessa La Vis, mentre poggio morino è rimasto a lavis come marchio, mentre i vigneti sono stato venduti.

    1. Tex anche i commenti costano.. senza soldi non si canta messa.. e quindi io chiedo almeno 3.500 euro per commentare la splendida strategia Lavis..! D’altronde se una PEC da Coldiretti viene fatta pagare 120 euro.. Lunga vita ai timonieri La-vis Tze Tung..!!

      1. Hai ragione Gianni senza soldi non si canta, ma visto che per Lavis che vende ci sono giuste perplessità per chi “compra” dovrebbero esserci le giuste trombe, no?. Anche gratis.
        Ok?
        Comunque ribadisco la pec coldiretti a 120€ è una bella fregatura e non sono l’unico in Italia a rimarcarlo vedi ad esempio qui: http://gtagricoltori.blogspot.it/2013/05/pec-quanto-mi-costi-sentendo-alcune.html
        mentre qui in Trentino nessuno osa parlarne, come mai?

  2. Claudio Claudio

    Le informazioni sulla vendita di Villa Cafaggio e Poggio Morino che abbiamo recentemente letto e riportate anche da questo post non è che mi convincano pienamente. Sui giornali del 22 Luglio 2010 il valore delle due aziende era indicato in €10mil per Villa Cafaggio ed € 5mil per Poggio Morino. Sembra che ora ne portino a casa €14mil che sarebbe un fantastico risultato visti i tempi e non solo incasserebbero €14mil ma manterrebbero produzione e vendita dei vini Villa Cafaggio (in affitto) e marchi (quindi vendita) dei prodotti di Poggio Morino. Ma guarda, l’Isa e l’imprenditore acquirenti mettono una barca di soldi e poi si affidano alle ammorevoli cure del “Gruppo” che gli gestisca il patrimonio e valorizzi i prodotti… mah! Troppo bello per chi come me ha maturato un bel po’ di capelli bianchi… Mi piacerebbe leggerli davvero quei due fantastici contratti, ma non sono un socio per cui voglio solo auspicare che stavolta il CdA li abbia letti e capiti per intero, visti i precedenti…

      1. Claudio Claudio

        Quei contratti saranno così “riservati” che sarebbe difficile anche per Edward Snowden farcene avere una copia. Ho una discreta esperienza nell’esaminare i contratti e non ci impiegherei molto a trovare eventuali punti di forza, non equilibrati, di una parte sull’altra e conoscendo le caratteristiche di due parti in causa avrei già una mezza idea di cosa andare a controllare…

        1. silvio

          ISA che fa beneficenza alla cantina Lavis pagando Cafaggio più di quanto vale ? Scoppio dalle risate ! Sarebbe proprio bello vederli questi contratti , per capire se è zucchero e miele come dicono i super dirigenti della cantina . Li avranno fregati un’altra volta , come con il prestito per l’acquisto Girelli, a ISA i soldi piacciono assai , figurati se li regalano . Molto semplicemente , hanno capito che non avrebbero più riavuto i soldi che stavano aspettando e quindi si sono portati a casa almeno l’azienda agricola .

          1. Claudio Claudio

            Eh sì caro Silvio, ISA sa molto bene che al giorno d’oggi le galline dalle uova d’oro sono una merce rara e quindi trovata una vecchia non si lascia per una nuova, che diamine. Sono veri businessman, amano gli investimenti con profitti di ritorno certi e garantiti. Non hanno tempo da perdere con sciocchezze come importatori che non pagano, ristoratori che falliscono, bottiglie di vino che sanno di tappo, stock invenduti, grandinate, siccità, colpi di sole, peronospora o altri “acts of God”. Questi rischi se li deve beccare chi non ha il becco di un quattrino… Una bella cedola secca mensile con un bel, diciamo, 6-8% sopra… questi sono affari! E chi non è all’altezza del gioco peggio per lui, com’è giusto che sia del resto, chiedete a Darwin…

            1. silvio

              Giusto , come dici tu oltre ad essersi portati a casa l’azienda agricola hanno anche lasciato ben volentieri il rischio di impresa agli affittuari ( la solita cantina … ) . Sarebbe interessante sapere i prezzi dei contratti di affitto , per capire se ISA ha fatto solo un affare o , ancora meglio per loro , un affarone. Conoscendoli scelgo la seconda opzione ! Poveri viticoltori lavisani! E in più vogliono convincerli che l’affare lo hanno fatto loro…

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