L’ orazione funebre di Primo Oratore

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

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Di Giorgio Cestari – In riferimento al post “La politica, gli indifferenti, le spiagge esotiche e la solennità

Gent.mo Cosimo Piovasco di Rondò:

Sulla chiusura dell’Osservatorio il Primo Oratore sostiene di non voler aggiungere nulla più di quanto già non traspaia dal post numero 101. Tuttavia io il Primo Oratore lo conosco e credo di poter dire quali possono essere secondo me le sue ragioni.

Innanzitutto sostiene il Primo Oratore che in questi anni di frequentazione dall’esterno del mondo del vino trentino, gli è sembrato che come comparto esso non voglia –non ha nemmeno bisogno di- crescere economicamente. I vignaioli si compiacciono di produrre un vino sempre di maggiore qualità, ma desiderano chiaramente rimanere sempre legati ad un’impostazione uni personale, o famigliare. Dall’altro lato sostiene il Primo Oratore che le cooperative industriali sembrano invece fare di tutto per giganteggiare. Fare di tutto vuol dire che certamente producono e commerciano il vino conferito dai loro soci. Ma (il Primo Oratore dice che ha ricomposto questo pensiero come riflessione collegando mille piccoli discorsi e conversazioni) fanno mille altre cose; siccome non ne è certo il Primo Oratore le pone come domande per chi queste cose le sa: vinificano per altri? intermediano vino e uve di altri? vinificano la produzione in più dei vignaioli? Mah.
In questo modo appare un comparto ripiegato su se stesso, i vignaioli ti guardano sempre con un’aria sognante di chi anziché fare vino partorisce una creatura e comunque oltre un certo punto non sembrano voler andare. Le Coop sembrano come delle nebulose, e la maggior parte delle cose non traspaiono.

Messa così è sembrato logico al Primo Oratore di essere arrivato ad un punto morto. Nel senso che dai vini dei vignaioli trentini non emerge secondo lui il capolavoro assoluto, a parte il Giulio Ferrari (che fra l’altro non è né vignaiolo ne Coop), ma non è che si può commentare solo e sempre quello. E allora ti giri e ti rigiri per trovare un po’ sempre le stesse cose, certamente fatte maniacalmente bene. L’unico che ha il potenziale per il colpo di genio in Trentino secondo il Primo Oratore è Mario Pojer, che avrebbe forse anche il colpo di genio della politica di comparto, ma al Primo Oratore sembra una voce che clama nel deserto, ahimè.

Mentre il vino delle Coop non è che “do piche de ua” (il Primo Oratore dice che tale frase sarebbe attribuibile ad Albino Armani), e che senso ha parlarne? Sarebbe la stessa cosa che aprire un blog sui bulloni di acciaio o sulle calze GM Sport: prodotti di ottima fattura, ma non ci scriverei su un social network.

Altre piccole osservazioni: il settore del vino trentino, e forse anche quello nazionale, non crede ad internet. Moltissimi produttori hanno detto al Primo Oratore che internet “lo guarda la moglie perché io non ci capisco niente”; “è mio figlio che trappola dietro a quelle macchinette”; “leggo qualche volta ma non faccio commenti perché: non mi piace; non sono capace di scrivere; non so cosa dire; ho paura di essere trascinato in polemiche ….”; “non ho tempo di star dietro a quelle cose”; “son vecio!”.

Ultima, ed onesta: Sostiene il Primo Oratore che alla fine scriveva per sé: scriveva perché ne aveva voglia, perché ne aveva la passione, perché ha una inclinazione un po’ geek, ma non ha mai negato il fatto che l’Osservatorio non è nato grande. Ha sempre avuto (e ce l’ha anche adesso) un seguito non oceanico, e non è escluso che la chiusura non sia stata effettivamente notata da nessuno.

Il Primo Oratore è un hobbysta del vino, e non trae sostentamento in alcun modo dal blog, quindi la chiusura non è stata un problema per lui. Dice di aver conosciuto moltissime persone interessanti, moltissime persone intelligenti, e molta gente che avrebbe anche idee e le mette anche in pratica. Ma alla fine la sensazione che gli è rimasta è che tutto il mondo del vino trentino assomigli più ad un Matrix che ad una cosa vera. Tutti fanno una cosa ma la realtà vera è un’altra, decisa altrove da chissà chi, e tutti vi si adeguano.

Gent.mo Cosimo Piovasco di Rondò: il Primo Oratore ti ringrazia per le gradevoli parole che fanno sempre bene e sempre piacere. Fra l’altro condivide interamente il pensiero che viene manifestato.

PS: come cittadino del Trentino mi sento onorato da Marta Baldessarini, che non avevo mai sentito nominare prima.

 

 

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26 Commenti

  1. Giorgio - PO Giorgio - PO

    @ Veruska

    Vorrei risponderle: per quanto riguarda l’assaggio dei vini, le chiedo di credere che ho personalmente degustato tutti i vini che ho commentato sull’Osservatorio: mi sono limitato a commentare solo quelli che mi sono piaciuti, per non danneggiare i produttori che non mi sono piaciuti; ciò ha dato all’Osservatorio una patina buonista e questo forse è stato un errore.

    Per quanto riguarda le domande che pongo relativamente alla Cooperazione, sono vere domande e non sono insinuazioni. Se lei sa rispondere risponda. Non mi chieda di provare delle domande, è impossibile

    Per quanto riguarda infine la passione, questo post non riguardava la passione che ci mette chi fa il vino ma l’immagine che il comparto vinicolo trentino ha dato a me. Sono perfettamente d’accordo con lei, se le interessa saperlo, che i vignaioli ci mettono molta passione.

  2. il Conte il Conte

    Dispiace che i blog nati con passione la mattina finiscano sere dopo con una tazza di camomilla.
    Il vino è certamente un prodotto come un altro ma è anche prodotto speciale che da noi ha tanti padri e nessuna madre : la commercalizzazione. Picche e ripicche, cooperative che non cooperano se non con i loro “azionisti”, vignaioli che non collaborano tra loro nè con gli “azionisti”.
    Il nostro Trentino è il caleidoscopio magico dove la concorrenza non si fa fuori, sul mercato, ma per 360 giorni, dentro : 4 o 5 giorni li metto di riserva.
    Alla fine tutti stanno bene, lo dicono tutti se poi, per una grandinata provvidenziale, correre tutti a chiedere gli aiuti sociali….
    E questo alla faccia di un nostro stemma, le “verghe Clesiane” che annunciavano come uniti si vince. Peccato, almeno nel settore vitivinicolo potevamo provarci ! Ed è per questo che blog dopo blog, cantina dopo cantina alla fine della giornata si finisce di annegare in una tazza di camomilla.

  3. Mi dispiace ma questa volta non sono d’accordo con lei.
    Quello che arriva in assemblea è approvabile perché prima che ci arrivi c’è stata la dovuta discussione.
    Lei non immagina neanche le discussioni che coinvolgono i soci prima di un assemblea.
    E’ il modo per discreditare le assemblee cooperative quello di dire che le assemblee cooperative approvano tutto appagate dai saldi, lei sostenendo questo offende la dignità di chi è socio di una Cooperativa.

    1. Angelo Rossi

      Mi piace questo cipiglio, promette bene. Le cronache più o meno recenti hanno però registrato dissesti e onerosi salvataggi in diverse zone. Si potranno dimenticare solo dopo l’avvio di una programmazione organica, poliennale e territoriale di cui ancora non si parla nemmeno nelle assemblee più avanzate. È questo compito spetta a chi ha accettato di guidare il comparto, mettendosi umilmente in discussione invece di difendere l’indifendibile continuando nell’autoreferenzialita’. Il viticoltore avveduto può stimolare, ma i piani provinciali, di cui la publipromozione e’ solo la finale, debbono ancora essere scritti, studiati, condivisi ed attuati. O e’ un altro film che stiamo vedendo?

            1. tifoseria partitica? quale partito?
              io non voto più da molti anni….ne primarie ne secondarie….. sono iscritto ad un partito marxista che in trentino non ha manco una sezione e nessun iscritto, a parte me, e che non si presenta mai alle elezioni….figurarsi che tifo posso fare….
              Poi da osservatore, ben distanziato, ogni tanto riconosco alla classe politica locale un certo stile e una certa dignità. E una visione. E non sempre, purtroppo, incontro queste qualità nella cosiddetta società civile. Tutto qui.
              Se poi vuoi posso farti mille esempi di società politica screditata….. ma non sarebbe una notizia…non mi pare…
              ciao figlio di un fulmine!
              Tuo
              Vecchio Cammello

  4. Angelo Rossi

    Ovviamente sulla passione del viticoltore non si discute: e’ sotto gli occhi di tutti. Ma per evitare che la passione si trasformi in calvario, bisogna che il viticoltore si interessi anche dove va a finire la sua uva e il suo vino. Di questo si parla qui, perché le assemblee cooperative approvano tutto (appagate dai saldi) ed i vignaioli si disperano per mancanza di indirizzi istituzionali. È la speranza che sembra aver perso P.O. , ma Spes ultima dea…

    1. A me delle assemblee importa poco, mi fa male e penso faccia male a tanti leggere ad esempio: “… fanno mille altre cose; siccome non ne è certo il Primo Oratore le pone come domande per chi queste cose le sa: vinificano per altri? intermediano vino e uve di altri? vinificano la produzione in più dei vignaioli?”
      queste sono domande che insinuano un qualcosa che andrebbe provato, altrimenti così facendo si discredita il lavoro di professionisti che si attengono alle disposizioni di legge.
      Per quanto riguarda internet per conto mio il vino bisogna assaggiarlo ogni volta che lo si acquista perché il vino è un prodotto vivo e cambia non solo da un anno all’altro ma da un mese all’altro e qui internet non può sostituirsi al gusto ed all’olfatto.

  5. La mia personale impressione leggendo questa pagina di Cestari è che rimasta esclusa o non compresa abbastanza la passione.
    La passione che ogni viticoltore mette nel suo lavoro quotidiano, anche se ai più fare il lavoro del contadino appare semplice, facile, banale, alla portata di tutti, da ripiego insomma.
    No caro mio a fare il contadino ci vuole tanta passione. E’ quella che ti fa ricominciare ogni anno nonostante il reddito non sia proporzionato al lavoro, che ti fa ricominciare anche dopo una grandinata o dopo la malattia dell’uva, anche se hai speso fatica e risorse per evitarla.
    Senza passione tutto diventa pesante e ogni lavoro lo eviteresti.
    E non c’è differenza tra viticoltore cooperativo o vignaiolo la passione qui è pari.
    Ecco, in questo articolo, piatto secondo me, non è stato colto questo importante sentimento.

  6. Angelo Rossi

    Caro Giorgio, godendo del privilegio della tua amicizia non vorrei cadere nella piaggeria chiosando sul tuo pensiero. Chiaro, disinteressato e sincero come nel tuo stile. Per questo prezioso. Spero solo che di tanto in tanto ti torni la voglia di dire la tua: sarò pronto a leggerti o ascoltarti in prima fila. Arrivederci a presto, Angelo.

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