Il tempo delle mele

Senza titolo-2Intervista gentilmente concessa da Luca Granata, direttore generale di Melinda, a Gianni Morgan Usai.

 

GMU: Se la Mela è all’origine del Mondo.. la Vite dove..? 

LG: “A mio personale modo di vedere, ll melo e la mela ,così come la vite e l’uva/vino sono – insieme al grano ed all’olivo ed ai loro prodotti derivati – tra le colture più presenti nella storia, nell’arte e nelle tradizioni alimentari delle popolazioni di tante nazioni. Forse dire che la vite o il melo, o qualsiasi altra coltura, sono addirittura “all’origine del Mondo” potrebbe essere un’affermazione un pò troppo forte e quindi non del tutto condivisibile, ma comunque mi sento di condividere il fatto che queste colture hanno un ruolo rilevante in parte di larga parte del Mondo e da tempo immemorabile”. 

 

GMU: Alcuni produttori mi chiedono se sarà possibile unire le rispettive forze di Mela e Vino su orizzonti ed obiettivi comuni.. 

Non ho una precisa opinione in merito ed una risposta a tale complessa domanda credo non possa basarsi su semplici sensazioni individuali, ma potrebbe eventualmente essere solo successiva ad uno studio approfondito. Ad oggi comunque non mi risulta che in altri territori dove coesistono la coltivazione del melo e della vite da vino (es Francia, USA, Argentina, Nuova Zelanda etc) esistano esempi di collaborazione sostanziale tra i 2 settori”. 

 

GMU: Ho visto che curate molto l’aspetto di aggregazione ( crociere, sponsorizzazioni, ecc.) e di sviluppo associativo, in che modo il mondo del Vino potrebbe attingere alla vostra collaudata casistica..? 

Ritengo che un costante impegno nel rafforzamento del senso – e dell’orgoglioso – di appartenenza sia fondamentale per il morale e quindi per i risultati di qualsiasi squadra. Ed a maggior ragione quando la “squadra” è, come nel nostro caso, costituita da migliaia di “giocatori”, che sono ovviamente sia tutti i nostri soci che tutte le altre persone che a vario titolo collaborano con noi.. A noi di Melinda sembra di non impegnarci ancora abbastanza per il raggiungimento di tale obiettivo – intangibile ma fondamentale – e quindi siamo continuamente alla ricerca di cosa potremmo fare di più e di meglio in tale ambito. Credo che il settore viti-vinicolo, anche in tale ambito,  non abbia molto da imparare da nessuno e quindi tanto meno da Melinda. Anzi, siano noi che ricerchiamo a volte idee ed ispirazione in altri settori, incluso quello viti-vinicolo – a livello locale, nazionale ed internazionale – dove ci sembra che i casi di successo in termini di aggregazione e creazione di spirito di squadra siano innumerevoli”. 

 

GMU: Il mea culpa del Vino può essere scritto dalla Mela..? 

Non so se il Vino abbia o meno degli eventuali “mea culpa” da scrivere, ma so di sicuro che – qualora ne esistessero – di certo non è il settore melicolo a poterli scrivere. Per quanto riguarda nello specifico noi di Melinda cerchiamo di concentrarci su ciò che noi stessi dobbiamo migliorare, su quali sono stati i nostri errori e su come possiamo correggerli e prevenirne la ricorrenza, ma non abbiamo nè la volontà nè la competenza di esprimere giudizi sull’operato di qualsiasi altra azienda e/o settore”. 

 

GMU: Molti produttori ci chiedono una Melinda del Vino.. Parafrasando un famoso, anche se controverso, gesuita.. : Quante divisioni potrebbe avere Melinda nel Vino..?? 

Non sono in grado di rispondere a questa domanda, anche perchè non riesco a comprenderla bene”. 



GMU: E’ ipotizzabile una Scuola-Laboratorio di idee fra Mele-Vini..? 

Tutto è, almeno in linea teorica, ipotizzabile” Credo però che la risposta a questa domanda sia analoga alla risposta che ho dato in precedenza”.

 

GMU: Diventare un pilastro del Made in Italy, al pari della Moda e del Design, ascoltato dalla classe dirigente.. è oggi un’ Utopia..? 

In qualche caso alcuni prodotti agro-alimentari (penso ad alcuni vini o formaggi o salumi) sono diventati icone note ed apprezzate a livello mondiale. Ciò significa che evidentemente non sempre è un’utopia. E’ però altrettanto vero che i presupposti per cui ciò possa accadere sono al tempo stesso così compositi, rari e diversi per ciascuno dei diversi prodotti che sono diventati icone che in molti casi il tentativo di far diventare a tutti i costi un’icona un prodotto – od una gamma di prodotti – anche in assenza dei presupposti indispensabili potrebbe rivelarsi un esercizio estremamente oneroso e spesso impossibile da completare”. 

CONDIVIDI CON

17 Commenti

  1. il Conte il Conte

    NEBBIA IN VAL DI NON
    GMU: Molti produttori ci chiedono una Melinda del Vino.. Parafrasando un famoso, anche se controverso, gesuita.. : Quante divisioni potrebbe avere Melinda nel Vino..??
    Risposta : “Non sono in grado di rispondere a questa domanda, anche perchè non riesco a comprenderla bene”.
    Carissimo Morgan smettila con le domande globali, torna più giù. del tipo : “Quanto è costata la campagna Melinda ?” ” Chi l’ha ideata?” “Quale la redemption in termini commerciali ?” Ma soprattutto ; “”Siamo ancora in iperproduzione con grotte e cassoni di mele cerate….???”
    E per finire: “Matrimonio Mela-Vino in termini di reciproca comunicazione incrociata è un matrimonio possibile per effettuare obiettivi di risparmio e di conoscenza di un Trentino agricolo che conta circa 4 prodotti noti anche fuori ?”
    Comunque, ti ammiro : come al solito il coraggio non ti manca !

    1. Caro Conte io provo a disegnare.. What If..? Non si può essere indiscreti di primo acchitto.. Ipotizzo.. provo a ragionare.. il dialogo fra i due mondi è importante.. e spero proprio che continui,.. Se potessi imparerei anche dal mondo dei pomodori o dell’indivia..!

  2. Caro Tex.. figurati…
    .. mi fa piacere contribuire ad un tuo futuro Nobel.. Mele e Vino uniti nella lotta.. e (messaggio per gli amministratori e la sedicente classe dirigente; rima..) chi si estrania dalla lotta è un gran figlio di Mignotta..!

  3. Tex Willer

    Grazie Gianni e complimenti per l’iniziativa di intervistare il d. g.di Melinda ed altrettanto grazie al dott. Luca Granata per aver risposto senza tirarsela tanto…

    La domanda e parte della relativa risposta che più ha soddisfatto le mie aspettative è stata questa:
    “GMU: Alcuni produttori mi chiedono se sarà possibile unire le rispettive forze di Mela e Vino su orizzonti ed obiettivi comuni.. 
    “Non ho una precisa opinione in merito ed una risposta a tale complessa domanda credo non possa basarsi su semplici sensazioni individuali, ma potrebbe eventualmente essere solo successiva ad uno studio approfondito…”. 
    Studio approfondito quindi.
    A me piacerebbe che questo studio approfondito parta proprio da due problematiche comuni a entrambi i settori e cioè la genetica e sulla nutraceutica.
    Per quanto riguarda la genetica mi stuzzica molto ciò che già hanno ben pensato in Melinda e cioè di brevettare una qualità di mele producibile e commercializzabile soltanto da Melinda; io azzardo… ma ve lo immaginate un vino che soltanto noi trentini possiamo produrre e vendere?
    Tale collaborazione potrebbe proseguire per potenziare e dare una spinta alla ricerca di piante resistenti alle varie malattie fungine.

    Per quanto riguarda la nutraceutica invece siamo accomunati da un fattore molto importante a favore di noi consumatori.
    Le mele ed il vino infatti contengono sostanze preziose per il nostro organismo, più precisamente le mele contengono sostanze anti-cancerogene in dosi che in nessun altro frutto sono comparabili, mentre il vino contiene il resveratrolo sostanza che protegge l’uomo dai problemi di natura cardiovascolare.
    Entrambe queste caratteristiche sono poco conosciute nel consumatore eppure il loro vantaggio è straordinario.
    Ebbene il comparto delle mele e il comparto del vino dovrebbero unire le proprie forze per sbandierare ai sette venti queste qualità esclusive e non aspettare che si muova prima la concorrenza di altri stati.
    Noi organizzazioni di produzione stiamo perdendo tempo prezioso e peggio ancora facciamo del male a chi potrebbe beneficiare delle qualità salutari contenute in questi nostri prodotti.
    Ci lasciamo piegare da presunti comitati di cittadini che animati più dall’invidia verso gli agricoltori che non dall’effettivo allarme gettano fango su un agricoltura che può vantare, analisi alla mano, meno residui di antiparassitari di altri stati.
    A favore di questa mia tesi cito il recente studio a cura della Regione Veneto – AZIENDA ULSS 7 di cui allego documento: http://www.ulss7.it/magnoliaPublic/istituzionale/notizie-e-comunicazione/Studi-e-ricerche/contenutidx/0/content_files/file6/STUDIO_ETU_5_agosto_def%5b2%5d.pdf nel quale si sostiene appunto che la popolazione residente nella zona di produzione del Prosecco, dove la difesa fitosanitaria viene effettuata addirittura con l’elicottero, la popolazione conterrebbe nel proprio organismo meno sostanze tossiche di chi, udite udite, vive nelle città.
    E allora diamo pure il via al più presto ad uno studio approfondito per far arrivare al consumatore il messaggio che la nostra frutta ed il nostro vino possono essere alleati indispensabili nella dieta alimentare e garantire una vecchiaia con meno problemi fisici.
    Grazie ancora Gianni!

  4. Pingback: Il tempo delle mele | SegnalaFeed.It

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *