Tremante, tremate, le schiave son tornate!

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di Giuliano Fago Golfarelli – Da questo blog da mesi e forse ora da anni chiediamo notizie di vini autoctoni (o quasi) come la “Schiava Gentile” e il/la “Nosiola”.

La bella notizia ci giunge da La-Vis, cantina che qualche volta abbiamo commentato, forse criticato mai disprezzato proprio per la cultura e tradizione che ha.

Ecco quanto detto alla stampa locale da Matteo Paolazzi, presidente della cantina:

«Abbiamo chiesto la sottozona Valle di Cembra come Cantina Lavis – dice il presidente Paolazzi – in quanto vorremmo che i vini di questa valle potessero fregiarsi della loro zona, e in questa ottica prevediamo di valorizzare oltre ai classici Muller Thurgau e Pinot Nero, anche la Schiava, vitigno storico della valle. Il problema della sottozona è già stato affrontato all’interno del Consorzio Vini dalla Commissione Tutela e sarà approfondito dopo la vendemmia. Il nostro obiettivo, afferma il presidente, è quello di arrivare a un “Trentino Superiore Cembra” marchio del quale potranno fregiarsi tutti i vini di qualità superiore, oltre il Muller Thurgau e il Pinot Nero, anche la Schiava per la quale puntiamo con il nostro progetto ad avere una gamma completa di prodotti. Per noi è molto importante – prosegue Paolazzi – sviluppare questo prodotto come prodotto di nicchia supportato oltre che da un preciso disciplinare anche da un’attenta azione di marketing che porti alla valorizzazione di questo vino che deve trovare il suo spazio fra gli autoctoni essendo stato il vino della Valle di Cembra dov’è ancora presente seppur in piccole quantità. Commercialmente è un vino che ha il suo mercato, ha il suo fascino come vino fresco, leggero di bassa gradazione alcoolica, un prodotto che può piacere ai giovani. Per questo la nostra Cantina vuole valorizzarlo sia puntando sulla qualità che su un’adeguata remunerazione»

Francamente, a parte questo marketing un po’ soffuso che mi confonde dato che mio nonno autoctono/territoriale beveva la “sciavetta” della Vallagarina, ecco un passo avanti e non indietro come risultiamo invece nelle guide del “Gambero Rosso”.

Onore anche all’ assessore Mellarini (spesso citato qui) che ha sottolineato la decisione quasi così: “Tutte le iniziative che vanno nella direzione della valorizzazione dei nostri vini legate al territorio, sono benvenute e vanno incoraggiate se puntano ad un salto sul fronte della qualità. Evidentemente se la Lavis ripropone questo vino che è stato, fino all’avvento del Muller Thurgau, il vino quasi principale della valle di Cembra, avrà fatto i suoi conti anche dal punto di vista commerciale. Mi pare che i vini rosati, leggeri, con un forte legame al territorio dove sono prodotti, stanno diventando di moda, per cui bene fanno coloro che vogliono cogliere questa opportunità”.

A parte questi discorsini di prammatica, molto simili a quelli da valliggian-cimiteriali, forse qualcosa si muove, anche se un po’ tardi però sempre ricordando Mueller, Pinot, Chardonnay ecc., carte un tempo vincenti ma giocate maluccio nel tempo.

Finalmente le Schiave son tornate : tremiamo – comprate – dai winebar ai supermercati!

 

Giuliano Fago Golfarelli

 

PS : un dubbio – che qualcuno ci legga e ci ascolti ??!

Ai bevitori raffinati di tutto il Mondo, l’ardua Sentenza.

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6 Commenti

  1. Marco

    A me sembra francamente un’azione poco seria, è un fuoco di paglia utile alla LaVis forse per battere un colpo positivo in un mercato del vino trentino che paga errori che ci sono stati che ci saranno (cosa accettabile e accettata perché insita nella natura umana) ma che sicuramente non dipendono dall’abbandono della schiava né tanto meno dal suo reintegro.
    Il ritorno alla schiava è poco probabile, poco auspicabile e sicuramente poco adatto alla zona della Valle di Cembra (chi ha conosciuto da vicino il periodo della Regina Schiava sa che quelle non sono zone adatte nemmeno a 100-120 q/ettaro).
    E’ da parte del colosso Lavisano l’ultimo tentativo per mantenere una superiorità nella valle dell’Avisio che si è logorata e riceverà ancora una botta da questa entusiastica quanto avventata proposta.
    Prima si fanno vini buoni con il prodotto che si ha, poi si chiede la sottozona, poi si fanno gli annunci; ma la tecnica marketing degli uomini di LaVis è: prima si fanno gli annunci shock, poi si raccolgono i cocci.
    INUTILE

  2. Massarello

    Primo non abbassare la guardia: la Schiava che si coltivava prima dei Müller e Chardonnay in Val di Cembra era destinata a Caldaro. Quella che si può vendere oggi dev’essere molto, ma molto migliore. Nell’articolo l’onesto Patton appare preoccupato per la resa della DOC della Schiava che é inferiore di 10 q.li/ha di quella dello Chardonnay. Domando: l’adegueranno allo Chardonnay o ridurranno la resa di un 20 q.li/ha per farla maturare bene? E le zone migliori se le ricorderanno? Insomma, fra il dire e il fare (bene) …

    1. marino

      Beh una cantina come La-Vis , che ha quasi il monopolio della Valle di Cembra , riuscirà ben a farsi conferire 2-300 quintali di Schiava fatta bene, che diamine ! Piuttosto duole vedere che come sempre arriviamo in ritardo, quindi si tratta di ennesimo scopiazzamento , quando ormai il treno buono si è perso. Nel senso che in Puglia , negli Abruzzi , nello stesso Veneto da anni ormai puntano sui rosati . Puntare sui rosati non significa fare come si fa in Trentino , cioè averli nella gamma prodotto ma considerarli vini di serie B o C , figliastri reietti, da tenere quasi nascosti . Significa crederci , farli con impegno, spingerli a livello commerciale , non proporli più come vino povero . Detto questo , visto che il mercato dei rossi è abbastanza in crisi e i rossi in Trentino non mancano, credo personalmente che sia molto meglio un rosato fatto da un Teroldego ad alzata di cappello , o un Lagrein Kretzer … Con tutto il rispetto , la Schiava ha dei limiti oggettivi che non si possono ignorare…

    2. canarino Titty canarino Titty

      bella sintesi …. ! Sara’ sicuramente una nicchia da bere in una situla! Le zone adatte alla schiava sono pochine.Ce ne sono altre in giro di migliori e piu’ calde.Nelle zone un pel alte “maturano” ai Santi forse …forse per questo impera il Muller! Valle di Cembra ti ammiro moltissimo sei un fiore all’occhiello di umilta’ laborisita’ qualita’ immagine…un ritratto raro!!!

  3. il Conte il Conte

    Foto favolosa. E pensare che tutti quelli lì – noi – abbiamo ora una media tra i 64 e i 100 anni.
    E la storia continua – senza più questi colpi di coda – ma con colpi sempre nuovi di innovativa rincoglionita saggezza.
    Basta leggere i pensieri dei “pentiti” divenuti borghesi a tutto tondo e soprattutto i giovani che sembrano figli della “balena bianca”. Cioè, nati prima di nascere ma pare conoscano benissimo il solito, vecchio sistema italiano.

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