Arriva natale, arrivano gli sconti politici (cronache di ordinario trentino cooperativo)

20utw93

Oggi in giunta provinciale hanno lavorato per noi. E quindi ecco qui un altro comunicato da incorniciare, appena uscito dalle magiche tastiere  dell’Ufficio Stampa della Provincia Autonoma di Trento.

Anche in questo caso non servono commenti: su proposta di ReSole, neoassessore alla Cooperazione trentina, la Provincia autorizza Cooperfidi a dimezzare il canone di affitto di Maso Franch, il ristorantone extralusso che tre anni fa la coop lavisana, allora in vena di dismissioni per le note vicende&faccende, aveva venduto alla Provincia, per poi riprenderselo in affitto. A tre anni da quell’affare scombussolatissimo, oggi mamma Provincia ha sfornato la ciliegina sulla torta. Quale torta, e dove sia la torta, non si sa. 

Quello che invece si sa, perché lo dice l’ufficio stampa, è che questa agevolazione è garantita  ai “soggetti in stato di momentanea difficoltà economico finanziaria”, che “devono però presentare un piano di risanamento e/o sviluppo aziendale“. Apperò. 

Buona lettura e buoni regali di natale a tutti!

[chi poi volesse ripassarsi l’istruttiva, e decennale, vicenda di Maso Franch, si accomodi —> qui]

 

COMUNICATO STAMPA nr. 3406

Sito internet: http://www.provincia.tn.it

E-mail: uff.stampa@provincia.tn.it

Trento, 5dicembre2013

Ufficio Stampa

Piazza Dante, 15 – 38100 Trento

Tel. 0461/494614 – Fax 494615-16

Ne beneficerà la Cantina La Vis per 19 mesi, a partire dal mese di marzo 2014

MASO FRANCH, AUTORIZZATA LA RIDUZIONE DEL CANONE DI AFFITTO

Sarà ridotto del 50%, per 19 mesi a partire da marzo 2014, il canone di affitto di “Maso Franch”. Su proposta dell’assessore alla cooperazione Tiziano Mellarini, la Giunta provinciale ha dato infatti il suo assenso alla Cooperativa provinciale garanzia fidi – Cooperfidi s.c. riguardo alla concessione da parte di quest’ultima del beneficio in favore della Cantina La Vis s.c.. La riduzione sul canone annuale di affitto, prevista come possibile dalle norme provinciali (l.p. n.1 2005), avverrà a titolo di “de minimis”.

La Cantina La Vis s.c. è il soggetto conduttore dell’immobile chiamato “Maso Franch”, acquistato da Cooperfidi tramite il fondo di rotazione immobiliare. Il contratto di locazione con la Cantina La Vis s.c. è stato sottoscritto il 4 ottobre 2010 per la durata di 6 anni, rinnovabili. Prevede un canone annuale di 227.670 euro più I.V.A., da adeguare annualmente in base all’indice Istat.

Presso Cooperfidi s.c. è istituito un fondo di rotazione, alimentato anche da risorse della Provincia, destinato alle operazioni di acquisto, locazione e alienazione di beni immobili, impianti e attrezzature strumentali allo svolgimento dell’attività di imprese cooperative e agricole.

Su motivata domanda dell’impresa affittuaria, Cooperfidi, previo assenso della Provincia, può concedere una riduzione del canone di affitto nella misura massima del 50% e l’agevolazione è concessa a titolo di “de minimis”.

La Giunta provinciale, nel maggio di quest’anno, ha definito i nuovi criteri in base ai quali può essere riconosciuta questa agevolazione. Possono fruirne soggetti in stato di momentanea difficoltà economico finanziaria. Devono però presentare un piano di risanamento e/o sviluppo aziendale. Cooperfidi deve inoltre dare una valutazione positiva alla richiesta, con particolare riferimento all’impatto finanziario sul fondo ed alla presenza di giovani nell’impresa. (lr)

CONDIVIDI CON

45 Commenti

  1. Pingback: Il Trentino e il favoloso mondo di Amelie | Blog di Vino al Vino

  2. Pingback: Il Trentino e il favoloso mondo di Amelie ← Trentino Wine Blog

  3. nel 1991 il radicchio veniva pagato a rovigo 1000lire nel 1992 lo stesso prodotto vale 350lire e cosi tutti gli altri prodotti si disse colpa della lira e della svalutazione risultato: reddito zero per i contadini e nello stesso tempo invasione dei nostri prodotti nel mercato europeo, i nostri dirigenti e amministratori si adeguarono aumentandosi lo stipendio scaricando le proprie responsabilità sulla moneta e di conseguenza non pagando la crisi.2008 prezzo medio uva 126 euri 2009 medio 72euri e così per tutti gli altri prodotti analogamente ad ieri la classe dirigente amministrativa si è semplicemente aumentata gli introiti finitela la crisi esiste non la pagano coloro che l’anno causata anzi la si usa per aumentare il proprio potere e mantenere la pancia ben piena.Uno che laora in campagna da sempre Vi chiede di parlare del vostro stipendio o reddito visto che su tutti i giornali viene pubblicata la nostra resa lorda ettaro vorrei conoscere gli importi percepiti da coloro che ci mangiano sulle spalle. Parlate di voi stessi e ………chiudetevi……..

  4. Marco

    Voi che siete del settore mi potete spiegare una cosa?
    La cantina di cui sopra che sta faticosamente uscendo dalla crisi con dei obiettivi ambiziosi: territorialità, ecocompatibilità e partecipazione sociale, appoggiata dalla PAT e da piani industriali centrati sulla trentinità (come è giusto che sia) propone la linea Poderi di Palù (per una catena di negozi Muller e Pinot Grigio) dove il territorio è visibile e al centro del progetto (non facciamo polemiche sul prezzo visto che tutte le cantine fanno linee basso costo).
    Qualcuno ma si dire dove c’è un appezzamento di Pinot Grigio nella zona di Palù leggi nel comune di Giovo e volendo in val di Cembra?
    Cosa centra la Valle di Cembra con il Pinot Grigio… qualcuno si è bevuto il cervello?
    Chi sa di Pinot Grigio in Valle di Cembra mi smentisca pure…
    NON E’ ESSERE CONTRO LA COOPERAZIONE ma è essere per la verità almeno sulle questioni basilari altrimenti smettiamola di riempirci la bocca con termini vuoti come le menti di certi amministratori.

  5. il ricambio generazionale, pure e semplice, è un valore? E che valore è? mi sembra debole come argomentazione: i giovani migliori dei vecchi. I vecchi potrebbero dire: l’esperienza migliore dell’inesperienza. E saremmo pari. Forse bisognerebbe spostare l’attenzione sul “cosa fare”, sul cosa differenzia una nuova classe dirigente da quella che l’ha preceduta e di cui vuole prendere il posto.

  6. non si attacca la coop per gusto. Bisogna esserci dentro per capire che fat el mucio (EURI) se inizia prima al prelievo della parte spettante al ministero di trento, poi dopo si preleva la parte spettante al sottobosco vario e poi si distribuisce la parte rimanete ai produttori facendo ben attenzione alla stella polare del dividi et impera. Alla faccia della sussidiarietà ve lo dice uno che fa parte della cooperazione dal 1982. in natura ci sono i parassiti e noi cerchiamo sempre di sterminarli. Per quanto riguarda la cantina in cui consegno la mia uva cioè MORI COLLI ZUGNA bisogna rimarcare che nessuna critica e stata avanzata riguardo alla gestione, casomai bisogna rimarcare che in quella assemblea a cui ho partecipato i soci chiedevano un maggior ricambio generazionale e non norme tendenti al mantenimento della carega.

  7. gioga

    Tex Willer
    Onore a Gramsci che come disse Benedetto Croce “è patrimonio di tutti” in quanto lui fu uomo che non tradì mai i propri ideali.
    Gli ideali invece noi soci della Cooperazione li tradiamo eccome!
    In troppi usiamo la Cooperazione per i nostri interessi, ci si fa soci delle cooperative solo per cercare l’offerta speciale, il proprio tornaconto, il carpe diem.
    Come si fa poi a pretendere l’onestà da chi ti governa?
    La Cooperazione ha bisogno invece di persone come Gramsci, fedeli ai loro ideali, fedeli alla loro cooperativa anche se nell’immediato non conviene.
    Nella mia breve vita cooperativa ho conosciuto soci ed amministratori “mastini” pronti ad “azzannare” pubblicamente o in privato chi nell’amministrare prendeva una brutta piega, rischiando anche la rielezione pur di vedere realizzati i propri ideali, questi uomini fanno grande la Cooperazione e non i sciocchi leccapiedi.

  8. Tex Willer

    Onore a Gramsci che come disse Benedetto Croce “è patrimonio di tutti” in quanto lui fu uomo che non tradì mai i propri ideali.
    Gli ideali invece noi soci della Cooperazione li tradiamo eccome!
    In troppi usiamo la Cooperazione per i nostri interessi, ci si fa soci delle cooperative solo per cercare l’offerta speciale, il proprio tornaconto, il carpe diem.
    Come si fa poi a pretendere l’onestà da chi ti governa?
    La Cooperazione ha bisogno invece di persone come Gramsci, fedeli ai loro ideali, fedeli alla loro cooperativa anche se nell’immediato non conviene.
    Nella mia breve vita cooperativa ho conosciuto soci ed amministratori “mastini” pronti ad “azzannare” pubblicamente o in privato chi nell’amministrare prendeva una brutta piega, rischiando anche la rielezione pur di vedere realizzati i propri ideali, questi uomini fanno grande la Cooperazione e non i sciocchi leccapiedi.

  9. sottomarina? valdobbiadene? honolulu?
    ‘cazzo me ne frega?
    Fai un CHECK in alle HAWAII anche se stai bevendo il tè della ristora in polvere che era a fine busta e fa cagare, oppure uno spritz campari che al secondo sorso ti sega le gambe… insomma ridici sopra in barba ai check in in posti tropicali dei tuoi amici a cui, tra un tutorial on-line, una lezione registrata o un f24 augureresti per un secondo di schiattare.
    https://www.facebook.com/events/164564333734962/?ref=22

  10. il Conte il Conte

    Ah, dimenticavo – ormai anche i maiali (per farne onesti prosciutti e lucaneghe e mortandele made in italy) non sono più i nostri.
    Vedi i Tir al Brennero …..
    Importeremo anche le uve di Pinot Nero e i piccoli frutti ???

  11. il Conte il Conte

    Caro Pirata Morgan, non ti illudere : anche per queste fatture dovrà intervenire la Magistratura o la Corte Costituzionale.
    Camera e Senato, dormono sonni sereni e vari tipi di loro mettono in nota spese (pagate dal POPOLO ITaliano) di tutto e di più.
    Hai ragione : c’è quasi quasi da rimpiangere l’Andreotti Giulio.
    Un bravo diavolone, in fondo, visti questi confusi discendenti senza neppure un briciolo di potere e/o raziocinio !
    Scusa una domanda : ma chi li ha votati ???? Il Porcellum ?

  12. il Conte il Conte

    Dimenticavo : le caserme dismesse e altri luoghi del silenzio, a quali privati darli ? Ma certo alle massaggiatrici cinesi della madomma bianca e ai prossimi bordelli che verranno autorizzati, solo però se emetteranno regolari ricevute + Iva — flute omaggio incluso.

    1. Caro Conte.. ecco il senso pratico.. la fattura/marchettara è eredità dell’Andreotti Giulio.. Sono curioso di conoscere le varie voci delle fatture.. Prestazione s/m ad euro 3.500, segue comunicato-stampa.. Supplemento scambisti ( non ferroviari..) 5.000 euro..

  13. il Conte il Conte

    Non capite nulla !!!
    Siamo la città con il migliore tenore di vita, quella dove si sta meglio. Piazza Dante, gli spacciatori, gli scippi, i furti di biciclette e in casa, uno stupro qua e la’ sono immaginazioni dei malpensanti.
    Capannonarci ? Mai.
    Perchè a parte il Bruno, Casa Pound e casini vari assomigliamo alla grande New York. ( La Mela) Però tutti noi residenti in regione non facciamo neppure un quartiere di Napoli.
    E ci lamentiamo ancora per i pannoloni che non si sa dove mettere ?
    Ma non capiamo proprio ma proprio nulla !

  14. Massarello Massarello

    Io so solo che la notte scorsa a Trento, città più vivibile d’Italia, 4-500 “persone” hanno dormito al freddo in qualche capannone dismesso e che ogni domenica 280 di queste “persone” saltano il pranzo perché il Punto d’Incontro quel giorno è chiuso. Che facciamo, li mandiamo a Maso Franch o qualcuno requisisce una caserma dismessa e la riattiva con brande, cucina e docce calde?

    1. silvio

      Volendo mettere sul ridere una tragedia umana che di comico ha ben poco ( il dramma dei senzatetto ) , quella di Massarello potrebbe essere una buona idea . Anche perchè si dice che nello stellatissimo hotel-ristorante non manchino nè i posti letto liberi nè i posti a tavola disponibili , causa penuria di clienti . Sarebbe poi anche interessante capire quanto durerà ancora la farsa di questo Maso Franch , e quanto è costato fino oggi alla coop lavisana ( o meglio, all’ente pubblico , visto che alla fine che paga è sempre la provincia , con le buone o con le cattive ) …peccato che non si saprà mai…

        1. Canarino Titty Canarino Titty

          Se ci fosse Don Guetti darebbe una bella bacchettata sulle nocche di questi coooperatori, usciti dal Drive in o Zelig….. torniamo alla realta’ e diamogli una zappa ……. si una zappa da sette chili……..

              1. Tex Willer

                E’ bello vedervi così appassionati nel denunciare gli sprechi, bravi!
                Peccato poi che su certi sprechi ben più gravi, come ad esempio i 50 milioni spesi all’estero da parte di qualcuno di cui ora non ricordo il nome ma appartenente alla scorsa legislatura, ci sia stato il vostro silenzio,
                o come per i quadri di Fem… ci sia pronta la “giustificazione culturale”.

                La Cooperazione non è solo quella citata ad esempio in questo post, di cui del resto dei danni combinati ci sarebbero i responsabili se solo si volesse andare a fondo, c’è un’altra Cooperazione ben più ampia e solida che macina successi (in silenzio) e che naturalmente sui media non passa…

                    1. cosimo

                      Penso tutto il bene possibile della cooperazione. ne parlavo ieri a sera a cena con un noto giornalista trentino molto legato alla cooperazione cattolica e che alla fine mi ha dato ragione. Temo che talvolta ci sia un problema che attiene alla Coop trentina ed e quello che gramsci avrebbe chiamato sovversivismo delle classi dirigenti cooperative che hanno sequestrato la democrazia e la partecipazione riducendo il socio a manovale asservito al management Poi tutto il bene possibile. Ma perdonami tex .. Lo strano caso di maso frAnch e intollerabile anche al buon senso.. E non serve nemmeno scomodare gramsci

                1. silvio

                  Caro sig. Tex , non credo che chi esprime le proprie opinioni su questo blog sia schierato contro la cooperazione agricola . Anzi, da parte mia , massimo rispetto per i contadini che anche in questi anni magri si fanno un culo grande , senza avere in cambio le giuste soddisfazioni economiche . Soprattutto per chi lavora su terreni impervi , come quelli confinanti con lo scintillante e sfavillante Maso Franch , è davvero dura andare avanti . Però un conto è sostenere la cooperazione, altro conto è difendere gli sciagurati dirigenti che spesso la cooperazione stessa mette con trame politiche in posizioni di potere . Questo mi porta a dire che la cooperazione trentina va avanti non GRAZIE ai suoi dirigenti , bensì NONOSTANTE i suoi dirigenti . Io mi sono fatto una mia idea personale : il contadino deve essere lungimirante e guardare al futuro , perchè sa che sarà lungo duro . Questi dirigenti invece considerano solo il presente , non si sforzano di risolvere i problemi , perchè hanno delle retribuzioni talmente fuori mercato che a loro basta che la baracca stia in piedi 3-4 anni , il tempo di arricchirsi ed andarsene poi a fare danni da un’altra parte, e le macerie lasciamole poi gestire a qualcun’altro . Sono perfettamente d’accordo con Cosimo , che dice che i soci sono ormai dei manovali asserviti ai management che si deve riempire le tasche nel minore tempo possibile, prima che caschi tutto . E perfettamente d’accordo con Canarino Titty , tranne sul fatto che io darei loro una zappa da 15 kg se esiste , perchè da 7 è troppo leggera . Sa cosa si è sentito rispondere un mio conoscente , socio di una coop in crisi ? Dunque, visto che i dirigenti di questa coop chiedono continui sacrifici ai soci , per pagare debiti , aveva chiesto che anche da parte della classe dirigente ci sia qualche sacrificio ed un po’ di ”sobrietà” , visto che in fin dei conti loro non davano l’impressione di soffrire particolarmente il momento… La risposta è stata che non potevano mica fare la figura degli straccioni , e che bisognava fare vedere all’esterno che si stava bene e si poteva avere un adeguato stile di vita , altrimenti la gente avrebbe parlato male dicendo che in quella coop i dirigenti avevano uno stile low-cost perchè non c’erano soldi … Credo che la risposta data a questo mio conoscente si commenti da sola. Cordialità .

                  1. Tex Willer

                    Grazie Silvio per la riconoscenza verso i contadini.
                    Tornando al post vorrei dire che io non difendo nessun dirigente, anzi!
                    Siete voi che dareste ancora qualcosa (la zappa) ai dirigenti, io comincerei invece a togliere da questi pseudo amministratori. Toglierei per cominciare i soldi che hanno ingiustamente incassato come dirigenti appunto.
                    Poi vorrei chiarire un’altro aspetto e cioè: i membri del CdA non li ha imposti nessuno! Se li sono semplicemente scelti i soci, votando democraticamente, e se i dirigenti sono così è perchè provengono da una base sociale fatta a maggioranza così.

                    1. silvio

                      Tex , è vero che i dirigenti se li sono scelti i soci , ma per amore o per forza ? Restiamo nell’ambito di questo articolo e facciamo un ipotetico esempio , partendo dal pasticciaccio di Maso Franch . La cantina proprietaria ha una grave crisi finanziaria , a un certo punto arriva la PAT e dice : voi accettate i dirigenti che vogliamo noi , e noi in cambio vi facciamo qualche piacerino . Vi compriamo il Maso Franch , vi aiutiamo a piazzare l’area di Trento Sud , vi diamo una mano a rinegoziare i debiti , qualche contributo eccetera . Cosa avrebbero dovuto fare i soci ? Anche se fossero stati sicuri che questi dirigenti valessero zero , li avrebbero accettati comunque , con la speranza di avere in cambio l’aiuto politico . Poi succede che alla fine le cose continuano ad andare male, il consenso cala ancora di più , i soci tornano a mugugnare …ed allora che fa la politica ? Rialza l’indice di gradimento del management con qualche operazione simpatia , tipo dimezzare l’affitto del ristorante del quale si parla qui … rinegoziazione che ovviamente diventa merito dei dirigenti che guadagnano di nuovo punti agli occhi dei soci . Spiace dirlo, non vorrei essere irriverente, ma i soci sono come dei drogati . Appena vanno in crisi di astinenza ed iniziano ad agitarsi arriva mamma provincia con una bella iniezione di metadone ( da intendersi come contributo , regalino, piazerot ecc ) . Subito le agitazioni si chetano , i propositi bellicosi si placano, il socio torna bello sedato e manipolabile . Una piccola carotina ogni tanto in cambio di tanti grossi bastoni nel didietro .

                2. Gioana da Cles

                  Nel 2003 il professor Daidola (università di Trento) nel dimettersi dal Comitato Tecnico, così ricostruiva la vicenda di Maso Franch: “L’iniziativa in oggetto prevede una spesa ammessa di euro 4.600.000 per costruire un albergo di standard molto elevati in Valle di Cembra. I budget economici presentati dalla azienda richiedente si basano infatti su prezzi di 185 euro per camera e di 36 euro per coperto: un’iniziativa quindi riservata ad una fascia di clientela molto ristretta, che normalmente sceglie altre mete. Le percentuali di utilizzo previste per le strutture disponibili del nuovo hotel risultano invece molto elevate, pari al 50% per 365 l’anno per le camere e pari al 57 % per 310 giorni per il ristorante: da notare che tali percentuali non trovano riscontro nei dati statistici relativi alla ricettività alberghiera in Trentino, che non superano un utilizzo del 28-30% dei posti letto disponibili in alberghi, tenuto conto delle grandi stazioni turistiche. Ancor peggio, queste previsioni, frutto del più fantasioso ottimismo, sono oggetto di ingiustificate e vertiginose percentuali di aumento negli anni successivi al 2004.
                  Le mie proiezioni prudenziali, presentate in forma scritta al Comitato, basate su stime di fatturato più realistiche, conducono ad una redditività cronicamente negativa per un’iniziativa come questa. Inoltre il progetto, definito di turismo rurale unicamente per la sua ubicazione, non è riconducibile ad uno sviluppo turistico fondato sulla partecipazione diretta della popolazione locale, sulla cultura, sulle arti e sui mestieri locali, così come dovrebbe essere per una valle ancora poco turistica come la Valle di Cembra, e come viene confermato dalle tendenze in atto (cfr. opere e convegni recenti, Atto di indirizzo sul turismo in Trentino, Piano di sviluppo rurale 2000-2006, misura 12).
                  Ma c’è di più. Il contributo provinciale verrà elargito appunto sulla base del Piano di sviluppo rurale della PAT sopra citato, misura 12, ‘Rinnovamento e miglioramento dei villaggi, protezione e tutela del patrimonio rurale’, sottomisura 12.1 Agriturismo collettivo. Nel testo del Piano si legge, a pag.221, che tale provvedimento si pone degli obiettivi di sviluppo di “quel particolare segmento di domanda turistica, il cosiddetto ‘turismo soft’ (agriturismo, equiturismo e altro) che fa leva sia su risorse naturali e paesaggistiche, sia su risorse antropiche”. Non si vede come un’iniziativa da 185 euro per notte e per camera, con centro di relax e altre amenità connesse, che per di più non sembra in grado di coinvolgere le “risorse antropiche” del luogo (l’intendimento è infatti quello di reclutare cuochi, maitres, barman, per un totale di ben 15 dipendenti fissi, fuori dalla valle, per garantirsi veri professionisti), possa essere fatta rientrare in tale segmento di “turismo soft”.
                  (…) Concludo affermando che la più nefasta conseguenza della concessione di contributi in casi del genere è quella di sviluppare un’imprenditoria il cui successo in termini economici è unicamente basato su di un costo del capitale di gran lunga inferiore a quello di mercato, grazie alle continue iniezioni di pubblico denaro a titolo gratuito. Si tratta di un’imprenditoria spavalda, che può permettersi addirittura di consumare risorse finanziarie in iniziative come questa, in funzione di finalità squisitamente politiche”.

                  Il professor Daidola fu facile ma scomodo profeta: lui uscì dal comitato, maso franch fu realizzato (con 1 milione e ottocento mila euro pubblici), nel 2010 arrivò il leaseback pubblico e nel 2013 il nuovo assessore cooperativo decide bene di dare ancora una mano al maso .. e taglia il canone di afffitto. Sembra una favola.

  15. marino

    Seguendo il consiglio dell’autore , ho girato in internet per cercare di capire la istruttiva e decennale vicenda di questo ristorante . Ho capito questo :
    a. è stato costruito da un privato ( Cantina La-Vis ) con generoso contributo della PAT . Nonostante il parere preventivo contrario di un pool di esperti che avevano giudicato questo investimento una follia destinata ad essere un buco nell’acqua. Il finanziamento fu anche oggetto d’indagine perchè giudicato ”eccessivo” ed oggetto di indagine aggiuntiva da parte della magistratura .
    b. dopo l’apertura in pompa magna , quando le cose hanno iniziato ad andare male ( per la cantina e per il ristorante ) è subentrata di nuovo la PAT , che per dare liquidità alle casse della cantina stessa si è comprata il ristorante con la formula del lease-back . In pratica , la Pat ha pagato per ricomprarsi una ristorante fatto con i sui stessi soldi .
    c. a chi si indignava di questa ulteriore stortura , venne fatto notare che comunque la cantina avrebbe pagato un congruo affitto , per fare rientrare in cassa alla PAT almeno parte dei soldi ”spesi” ( o vogliamo dire sperperati ? ) .
    d. colpo di scena finale : visto che si dice che le cose continuino ad andare male ( sia per la cantina che per il ristorante ) , la PAT decide di fare un ulteriore sforzo , abbuonando metà del canone di affitto annuo ( tradotto in euri , un regalino da più di 100.000 euri ) .
    Scusate , ma ho capito bene ? La situazione è come la ho cercata di ricostruire io ? E poi i trentini si permettono di giudicare gli sprechi di altre parti d’Italia ?

    1. piu o meno… piu piu che piu meno… andata giusto accussì…..ma oggi non ho visto…. i trentini strapparsi i capelli…anzi…oggi ho chiesto in giro a colleghi..e gente del settore…. ma di questa faccenda tutti facevano finta, o per davvero, di non sapere nulla…mah….

  16. marino

    E il 50% che viene a mancare , in pratica , chi ce lo rimette ? Considerato che dicono che questo ristorante lavora poco , non sarebbe forse allora meglio chiuderlo ? Il leit-motiv della nuova giunta era ”siamo in tempi di magra, eliminiamo gli sprechi” . Già scordati i buoni propositi ?

    1. Lolly

      qualcuno ora comincia a pagare dazio e pedaggio del consenso cooperativo. …. magari l’eleganza avrebbe suggerito di aspettare ujn po’…di tempo almeno .. ma qui di eleganza poca…

  17. cooperatore

    Scusate ma che male c’è? La cooperazione è una grande risorsa collettiva, è n bene di tutti. Se ora hanno bisogno di essere aiutati, aiutiamoli. O vorreste che aiutassero i privati? Perché voi non si capisce mai dove volete andare a parare.

    1. Erwin

      forse però caro Cooperatore questa Cooperazione non è Cooperazione… è l’omicidio a mano armata dell’imprenditoria trentina… Come poi ho visto in vari post bisognerebbe avere la forza di andare a fondo nelle “vicende cooperative” dove i manager dotati di zappa hanno proposto, incentivato e sostenuto investimenti suicidi… comunque avvallati dalla ampie braccia della Federazione delle cooperative… in tempi non sospetti… per poi, in tempi sospetti, ritirare candidamente la mano…

      1. albergatrice

        Cosimo, guarda che anche se hai cambiato avatar si capisce che sei sempre tu. Il tuo linguaggio da terrorista ti tradisce. Non serve che cambi nick per dimostrare di avere piu commentatori. tanto scrivi sempre le stesse cose. vergognati!

  18. Rosario

    Come debutto dell’assessore non c’è proprio male. Bell’esempio di asservimento a via segantini. Proprio un bell’esempio. Complimenti assessore continui così… dove nemmeno il suo predecessore aveva osato arrivare…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *