Vino, la macchina del debito

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L’allarme non è nostro, ma arriva da un paio di fonti di cui è difficile non fidarsi. Si tratta dei numeri del rapporto Mediobanca relativo alla principali aziende italiane e delle analisi di Marco Baccaglio applicate al settore vino, autore di quello strumento insostituibile per capire cosa c’è dietro una bottiglia, che si chiama I Numeri del Vino.

In un post apparso nei giorni scorsi, l’analista finanziario mette in fila una serie di riscontri tratti dal dossier Mediobanca. Ne esce che due grandi gruppi cooperativi trentini, Mezzacorona e La-Vis, esprimono livelli di indebitamento, soprattutto rispetto al patrimonio netto  e alla sua sostenibilità, particolarmente vistosi e significativi. Molto meglio, davvero molto meglio, invece, va per Cavit, posizionata su livelli di assoluta tranquillità. La “classifica” prende in considerazione le prime venti aziende italiane del vino.

Un breve sunto di questa classifica (più alto è il punteggio, migliore è lo stato di salute finanziaria e vicevera) :

Livello di indebitamento finanziario:

Cavit: 18°

Lavis:

Mezzacorona:

Debito rispetto a patrimonio netto:

Cavit: 17°

Lavis: 

Mezzacorona: 6°

Debito rispetto al valore aggiunto (sostenibilità del debito):

Cavit: 18°

Lavis: 

Mezzacorona: 2°

 

Vi suggerisco, comunque, la lettura di integrale di questo articolo, come del resto ha fatto anche Franco Ziliani in un recente commento.

Buona lettura.

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33 Commenti

  1. Tex Willer

    Carissimi, vi confesso che non ho mai visto nessuno convocare una conferenza stampa per annunciare il proprio fallimento;

    quelli che ho riportato sono i numeri disponibili a noi non soci, questi numeri noi possiamo analizzare, per avere il bilancio in dettaglio, inutile dirlo, bisogna essere soci…

    A chi poi piace fare dell’ironia sostenendo che i numeri bisogna saperli leggere sottintendendo, immagino, che i contadini sono tutti ignoranti, vorrei ricordare che ci sono molte banche con al loro interno fior di laureati che quest’anno fanno un bilancio in rosso ma rosso.

    1. Asesor

      Chi è l’attuale assessore alla Cooperazione? Perché i contadini non lo chiedono a lui di spiegare bene i bilanci soviet-cooperativi? Ma di spiegarli bene… carte alla mano….

      1. Claudio Claudio

        I numeri, per capirli, prima di tutto bisognerebbe averli. Quelli dei bilanci ufficiali intendo, non quelli sugli articoli dei giornali… allora si che si capisce meglio come stanno davvero le cose, eccome…

  2. Lavis

    Come mai non avete ancora scritto niente sull’ipotesi di leaseback di cui si parlava ieri sui giornali? Anche voi vi siete accodati? Mi aspettavo una vostra precisa presa di posizione. Peccato

  3. il Conte il Conte

    Il Trentino agricolo ha tantissimi pregi e un unico difetto da anni annorum : non saper commercializzare i propri prodotti “fuori”.
    O si comprano prodotti trentini in Trentino oppure niente !
    Mi pare sia troppo occupato a sanare, rincorrere sussidi e contributi più che fare. Infatti da noi i “direttori commerciali” praticamente non esistono. sostituiti però da tutte le funzioni possibili e immaginabili della struttura (presidenti, direttori, consigli amministrativi, tecnici, ecc.)

  4. silvio

    In un contesto di libero mercato dovrebbe anche partire un’indagine per concorrenza sleale. Cosa dovrebbero dire i competitor di questa cantina che , purtroppo per loro, non godono degli stessi privilegi?

    1. Verusca

      Silvio l’Europa di solito sanziona comportamenti simili ma vuoi scommettere che la PAT aiuterà pure anche l’altra cantina indebitata? Vediamo cosa s’inventeranno per farlo, sono proprio curiosa.

    1. Verusca

      L’articolo racconta che il patto per l’aiuto a Lavis di 20ml risale al 15 ottobre; azzardo, se questa cosa fatta alla vigilia delle elezioni fosse stata fatta da Berlusconi ora si parlerebbe di voto di scambio con tanto di avvisi di garanzia. Non credete?

  5. PLINIO IL VECCHIO

    E chi se ne frega dei debiti ? Poi arriva la PAT e ci mette una pezza con i soldi pubblici .. . in questo caso 20 milioncini ( venti ! ebbene si , venti , non è un errore ! ) . Vedasi L’Adige di oggi , poi siete anche autorizzati ad indignarvi se volete … Fino a quando le cose funzionano così nessuno si sforzerà mai di amministrare bene questi carrozzoni, sveglia !

      1. marino

        Nelle assemblee e sui giornali si guardano bene dal darle queste tristi notizie . La parola d’ordine è : negare l’evidenza , problemi zero, va tutto bene . Soprattutto se questà evidenza è nefasta e mette in cattiva luce i dirigenti di fronte ai soci .

      2. Tex Willer

        Non è così semplice Rudy, perché qui non si parla delle cantine più indebitate ma di quelle che hanno un rapporto fra il patrimonio e l’indebitamento assolutamente peggiore,
        così come fra il volume d’affari e l’indebitamento, e questo è un passaggio delicato, difficile da argomentare per il socio in assemblea che non ha un master o un dottorato in economia in tasca.

        Oltre tutto queste cooperative hanno al loro interno altre società cosiddette “scatole cinesi” dove riversare attivi e passivi che non è per niente semplice seguire e mettere in dubbio.

        Grazie comunque a questo blog che cerca almeno di mettere in guardia chi poi approva i bilanci, non stupiamoci poi se scatena l’ira di qualche oppositore infastidito.

        E infine, da buon cooperativo: GRAZIE a CAVIT per l’ottima figura in classifica.

        1. Marketta

          ecco qui sempre piu vicini a cavit: ma le cantine di primo grado di cavit come stanno, così tanto per dire? la situazione di Avio come è? E la sociale di nomi che non cì più? e a Isera come stanno, così per sapere eh.

            1. marino

              Mi associo al complimento di Tex per i risultati di Cavit . Anche perchè le mire indipendentistiche delle altre 2 cantinone considerate erano sempre giustificate dal fatto che Cavit lavorava peggio di loro , che erano più bravi. A fare debiti, forse , ma questo non lo avevano specificato . Guarda caso poi , proprio oggi sull’Adige a pag. 7 esce un articolo dove si parla del bilancio di una di queste 2 cantine . A leggere , c’è da mettersi le mani nei capelli e toccarsi le palle. Eppure uno dei dirigenti professa ottimismo e dice che si sente ”sereno e soddisfatto ” . Apperò !

  6. giuliano fago golfarelli giuliano fago golfarelli

    Fantastico. Da noi i numeri non contano ma in compenso conta la voce del popolo (acquirenti sia potenziali che acquisiti) . Oggi, alle ore 19.30 circa, il bravo Conti all’ “Eredità” chiede a un concorrente in via di eliminazione “Vino trentino che incomincuia con M”, risposta :Merlot”. Risposta esatta “Marzemino” – eliminato
    Alla faccia dello pseudo Mozart che portiamo avanti, dei nostri pseudo comunicatori che non comunicano, Viva la faccia nostra (Vd Coro della Sat)

  7. Digiuno

    Non ho parole! E poi, come ho letto su questo blog, certi nostri assessori fanno loro anche gli sconti per tenere in piedi ristoranti di lusso. Posso dire che non capisco?

  8. volevi commentar sul blog… ma me sa che l’è n’argomento Tano che se ripet… me par che l’è de en par de di fa l’articol del rinvio a giudizi dei “vertici” Lavis per scondirole……. investimenti fati ala bona de dio “con l’avvallo” de feder coop…. e amò che Lavis, fin l’an pasà, l’ha fat en gran mesdon con i pomi….

  9. mario lavis

    Certo che se le cose stanno veramente così, c’è da preoccuparsi sul serio. Ma queste notizie sono passate sui nostri giornali quotidiani? Non mi pare di averle viste o sbagio io?

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