Movida cooperativa

C’è del movimento, nel movimento enocooperativo trentino. Almeno sembra di capire questo a leggere le cronache di questi giorni. Da nord a sud, da Mori a Mezzolombardo, le assemblee dei cooperatori dimostrano una certa vivacità.

Nella borgata lagarina, la base sociale ha bocciato per la seconda volta consecutiva – due assemblee straordinarie in un mese -, la forzatura, leggi modifica dello statuto, con la quale il CdA, alla vigilia della scadenza del vice presidente e del presidente, avrebbe voluto elevare da tre a cinque il limite dei mandati per gli amministratori. I soci hanno detto no, in nome del ricambio. Hanno fatto bene, hanno fatto male? Non so, non sono di quelli che pensano che il ricambio delle classi dirigenti, soprattutto quando l’orizzonte è nebbioso, sia un valore di per sé.

A Mezzolombardo, l’assemblea finisce quasi in rissa. Il presidente viene riconfermato dai soci, ma la maggioranza del CdA dichiara di aver votato per l’altro candidato. Che era già stato presidente della Coop per nove anni.

Segnali di una cooperazione vivace, che discute e che si confronta. E che vota, infrangendo il tabu degli unanimismi più o meno bulgari. Buon segno.

Le cronache, tuttavia, non si preoccupano di raccontare al lettore i punti di vista differenti fra le fazioni che si fronteggiano. Il valore in gioco sembra sia solo ed esclusivamente quello del ricambio: del noi al posto di loro.

Non emergono discussioni e non si segnala un confronto sulle politiche vitivinicole, sul futuro delle coop di primo grado, sulla visione di territorio e sul dogma delle varietà.

Però c’è del movimento e questo, ripeto, mi pare già un bel segnale. Soprattutto perché arriva da coop almeno apparentemente in buona salute: a Mezzolombardo le rese medie a quintale restano sopra i 100 euro, a Mori sfiorano i 90 euro. E si discute. Buona cosa.

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7 Commenti

  1. il Conte il Conte

    Carlo M. ? è un simpatico ottimista. Probabilmente non è discendente nè di Seneca nè di Epicuro ma di un Onan del Vino, questo sì !
    Parlare dei nostri premi circoscrizionali con medagliette di stagno e citazioni da Corrierino dei Piccoli ?
    Piccole cose rispetto ad altri di tutto il settore che sono divenuti maturi, sia in azienda che in cantina e non si gonfiano il petto, perchè come le rane di Esopo c’è sempre rischio – alla fine – di scoppiare.
    Solo per voler assomigliare al famoso bue, non avendone però il fisico ….

  2. Carlo M.

    e infatti voi vi divertite solo quando si litiga; invece per esempio di parlare dei premi ottenuti dal teroldego di mezzo lombardo e magari anche del grande spumante Morus di Mori, date conto solo delle cattive notizie.
    Bravi continuate così che fare strada.

  3. il Conte il Conte

    Il cosidetto ricambio penso non avverrà mai. Purtroppo.
    Ci sono franchi tiratori, sederi incollati alle seggiole, personalità con poco ritmo e poche idee : è sempre e solo il sistema che si dedica agli incarichi ma certo non ai propri “carichi” di lavoro, ai programmi, al rischio di impresa calcolato attentamente ed esposto agli interessati.
    La lotta democratica di oggi è solo quella di restare lenti nel proprio vischioso guscio, come le Lumache.

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