Valore e disvalore della denominazione di origine

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A pagina 15 del Corriere del Trentino di oggi, compare un interessante articolo curato dagli amici di Imperial Wine. Un breve e succoso sunto sulla teoria e la prassi della Denominazione di Origine. E sul percorso parabolico che questa dicitura ha tracciato nella percezione generale e generica del vino fra i consumatori.

L’autore tuttavia, forse per ragioni di spazio giornalistico, scivola sopra una questione che io, al contrario, considero sostanziale e pregiudiziale. Quale è stata, in Trentino, la ragione prima della svalutazione varietale della DOC? La risposta a questa domanda la ho scritta tante volte: la necessità del sistema cooperativo di avere a disposizione uno strumento flessibile e adattabile, come una qualsiasi utility commerciale che si rispetti, con cui aggredire velocemente il mercato ed innescare un meccanismo virtuoso di creazione di valore economico. Presupposto essenziale per la gigantesca operazione di redistribuzione del reddito compiuta dalla cooperazione trentina negli ultimi venti anni. E se non ci si rende conto di questo, forse, si rischia di non capire tanto altro. Qualche esempio: il collateralismo fra politica e cooperazione, l’immobilismo del sistema politico trentino e la continuità ormai asfittica delle nostre classi dirigenti. E non si capisce nemmeno perché il documento citato nell’articolo (Piano Vino elaborato dalla Fondazione Mach) pure essendo stato approvato dal CdA della Fondazione, con il solo voto contrario espresso apertamente dal potente rappresentante della cooperazione, sia poi stato dimenticato in un cassetto. Vale a dire sia stato affossato.

A parte questo, suggerisco la lettura dell’articolo firmato dagli amici imperiali, resto in attesa delle successive puntate e raccolgo l’invito degli autori a provare ad indicare qualche strada e qualche suggerimento. Il blog è aperto e pronto ad ospitare il dibattito.

DENOMINAZIONE DI ORIGINE, IL MARCHIO E’ AL GIRO DI BOA

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29 Commenti

  1. Colibrì

    Fino a pochi anni fa, il sabato, la strada della Val di Non, era invasa da macchinoni soprattutto veneti, emiliani e romagnoli che si recavano a sciare in Val di Sole. Ora, il sabato si vedono passare molte auto e pulmann, polacchi, cechi, ungheresi… Pachetti settimanali per pochi euro. La domenica i nonesi vanno a sciare in Val d’Ultimo (si spende meno) e lasciano le piste solandre agli stranieri e italiani del centro-sud. Campiglio è ormai appanaggio dei russi, che non soggiornano solo, comprano anche… (milanesi addio). Questo è il Trentino turistico della neve, fin che la va… Mi pare di capire che il vino DOC Trentino segue, o precede…..

    1. Renzo

      Penso che tu hai ragione, colibri. Il vino come il turismo sono dentro la globalizzazione. A parole i politici sottolineano gli elementi territoriali e di identità, poi però nei fatti non sono capaci di sottrarsi alla globalizzazione e quindi va bene tutto. A parole km0, filiera corta, identià nei fatti invece russi sugli sci e pinot grigio negli stati uniti. Forse non è nemmeno colpa loro. è il mondo che va così.
      ciao e grazie a questo blog che ogni tanto fa da stimolo a tutti noi.

  2. Luciana B.

    Secondo voi perché la viticoltura trentina di qualità è fuggita dalla denominazione di origine? Scusate ma non sono una grande esperta, ma non ho capito il discorso di Cosimo contenuto nel post precedente.
    Grazie se qualcuno vorrà aiutarmi!
    Ciao
    Luciana B.

    1. Massarello Massarello

      Ci provo, Luciana B. Andando per punti: a fine anni ’60, dopo la DOC Teroldego rotaliano, si rischiò di dover fare una ventina di altre DOC, una per ogni varietà. L’intuizione fu di metterle tutte sotto un cappello unico: Trentino. A parte, Casteller, Caldaro, Sorni e Valdadige destinati a una fascia più bassa. Con la DOC Trentino si creò un buon spirito di squadra che permise di raggiungere negli anni ’90 i cugini dell’Alto Adige. Spumanti e grappa erano già al top. Per la DOC Trentino tallone d’Achille era l’imbottigliamento e in generale la commercializzazione. 15 anni fa scoppiò la globalizzazione, si dischiusero i mercati USA &C. e si sviluppò la commercializzazione. Non già per Trentino DOC (carenza di massa critica e riconoscibilità geografica), ma col “delle Venezie”. E fu festa per il Pinot grigio. Il sistema coop, salito dal 70 al 90%, si dedicò anche alla DOC Trentino, per il mercato interno, perseguendo più i volumi che i valori. Per salvarsi, gli altri si rifugiarono nell’IGT “Vigneti delle Dolomiti”. Il risultato fu che la DOC Trentino si svaporò (oggi “vale” meno di 15 anni fa) e Dolomiti non decolla perché non è esclusiva locale: servì fin dall’inizio per poter indicare varietà ed annata in etichetta, secondo legge. Conseguentemente i produttori, orfani del loro naturale cognome geografico (Trentino) arrancano singolarmente, con il loro nome (marca) aziendale. In questa “miseria” è stato coinvolto anche il “Trento” per il metodo classico, mercificato nel Trentodoc. Per fortuna la ricetta per venirne fuori non fa parte della domanda…

  3. il Conte il Conte

    Per essere “i mejo” bisogna esserlo e dimostrarlo.
    Quand’è che qui cominciamo a selezionare le cagate.
    Rovinano il blog, rovinano loro stessi, sono solo inutile “ruina”, che non è quella di “Marco” e non ci sarà mai Dante Alighieri che ci ricordi.
    La democrazia va bene , ma le cagate devono andare in altri post ….
    Per cortesia, diamoci tutti una regolata perchè qualcuno potrebbe pensare che l ‘”albergatrice” , siamo noi.
    Ci sarebbe da vergognarci e riflettere..

    1. Cari Conte, ti ripeto in pubblico ciò che spesso ti ho detto in privato.
      Questo Blog nasce fin dall’inizio dal bisogno di offrire una rappresentazione realistica del Trentino. Noi, noi cosimi, tu conte, l’amico Massarello, cerchiamo di applicare al Trentino alcune categorie di analisi. I commentatori, commentano. Si raccontano e raccontano. Raccontano il Trentino. Tu sostieni che Albergatrice rovina il Blog (può darsi), io penso invece che Albergatrice, Carlo Emme e gli altri, spieghino per esempio, perché la Doc Trentino abbia fatta la fine che ha fatto. Io credo, a differenza di te, che Albergatrice&Co siano una esatta interpretazione sociologica del trentino docchista, del Trentino appecorato, del Trentino associativo, corporativo e cooperativo che ad ogni cena sociale invita l’assessore. E senza assessore non cena neppure. E’ il ritratto di un Trentino mediocre e modesto che ci piace rappresentare.
      Poi, come già tu sai, ora guardiamo avanti e immaginiamo una nuova situazione, un nuovo Blog, una nuova rivista on line – e tu sono sicuro sarai dei nostri -, e lì non ci sarà spazio per Albergatrici&Leccatoridiculo.
      So, caro Conte, che mi hai capito.

    2. Apres Club

      Per essere i “mejo” bisogna crederci e bisogna che ci crediamo soprattutto noi. Siete voi che rovinate il trentino non noi il blog. Il Trentino è uno dei posti dove la qualità della vita è una delle piu alte, ci sono vini invidiati da tutto il mondo, i politici non vanno in prigione perchè sono mediamente onesti. E il nostro spumante ci viene invidiato da tutti. I turisti qauando vengono qui da noi sono sempre contenti. Allora cosa volete ancora?

      1. Tex Willer

        “Per essere grandi (mejo) bisogna prima di tutto saper essere piccoli. L’umiltà è la base di ogni vera grandezza.” (Papa Francesco)
        Saper essere piccoli può significare anche saper mettersi in discussione per diventare grandi, non è solo crederci. E da quello che ho capito io è quello che cerca di fare questo blog.

        Ogni cosa scritta su queste pagine può essere smentita se solo lo merita, lo spazio c’è, basta avere voglia di argomentare.

        Il nostro “stare bene” poi deriva sopratutto da una cosa che i veneti, i lombardi, ecc ci invidiano ed è l’Autonomia, cosa che però in questi anni ci siamo dimenticati di spiegare ai nostri figli e sarà un problema riuscire a godere ancora di questo privilegio proprio perché non sappiamo meritarlo.
        Compito di chi ci governa sarebbe spiegare perché ci è stata data l’Autonomia, ma non solo a parole sopratutto con i fatti!
        Cominciando magari con una legge sul finanziamento ai partiti operativa da ieri e non dal 2017 come hanno fatto a Roma.
        Buona domenica.

  4. Erwin

    …problema diffuso in Trentino quello dell’identità… ma il problema principe è la necessità di emergere sempre e comunque dai vicini… quella voglia di “son el mejo”… quella mancanza di mettere da parte “el campanil” per il bene comune… Questo secondo me alla base di tutte le problematiche dell’agricoltura trentina… a parte certe “note” eccezioni…

    1. Albergatrice

      Tutti maestri qui, tutti qui sempre a dare lezione e a insegnare qualcosa a qualcuno: ora se ne è aggiunto un altro: ma secondo te cosa c’è di male a sentirsi ” i mejo” ? ma ti fa proprio schifo essere “mejo” di altri? o forse tu non le sei e sei il “pezo”.

  5. il Conte il Conte

    Natale : in Sardegna si mangia l'”agnone” (squisito) a Roma l’abbacchio, dappertutto l’agnello. Oh. grande cucina etnica italiana !
    Da noi è ora di moda la pecora corporativista, quella dal miglior tenore di vita, interessata a brucare dove può e quando può e…non so dire di più.
    Ma non eravamo l’unica terra DOC delle “mortandele” e del capretto al forno con le patate ???!
    W il (o la?) NOSIOLA e il PINOT NERO !

  6. …hai lezu’ sul blog… e dopo disnar comenti chel “blog comunista”… Comunque secondo mi Tano El problema principale l’e’ sol un chi en trentin… e l’e’ chel che diseves…. Chi je’ tuti i mejo… je’ tuti “Re”… tuti principi e spetando anchja El vescovo no je’ boni de trovar na coesion… entant jautri i me fa pelo e contropelo….

  7. Quoto Ziliani, Conte & Fago Golfarelli… Parastatali rivolgersi altrove… Prima di parlare inoltrate domanda di sussidio alla PAT… Se vi trovate a Rimini nella barzelletta dei castelli di sabbia. sulla spiaggia.. avrete maggiori probabilità.. Votate, pregate e conciliate… Le indulgenze vi aspettano..!!

  8. il Conte il Conte

    Caro Franco e con me … siamo già in due !
    Concordo su tutto quanto hai scritto e aggiungo che la stupidaggine non ha partiti nè religioni : è stupidaggine insulsa, unitile e basta .

  9. blog comunista questo? Curioso che io che sono di destra, ma di destra destra, non me ne sia accorto… Comunque meglio essere vicino ad una sinistra intelligente e raziocinante come questa, libera e critica, che appiattirsi e appecorarsi sul sistema politico cooperativo sindacale trentino, come fa sempre inevitabilmente, perché deve compiacere i potenti, Carlo M.
    Qui sono liberi, anarchici, iconoclasti, pensano con il proprio cervello e non lo versano all’ammasso come accade molto spesso nel sistema vino trentino

    1. Curioso, davvero, che quando si prova ad applicare qualche categoria analitica al tema del vino (o di altro), insomma a parlare di politiche agricole, senza cedere agli slogan e agli archetipi istituzionali, si venga bollati come comunisti e/o estremisti. Forse, caro Franco e caro Giuliano e caro Conte, siamo fuori moda, siamo out, perché cerchiamo ancora conforto in un apparato ideologico e cerchiamo di avere una visione sistemica delle cose. E invece a questi qui, sempre alla moda e sempre appecorati, piace il liquame della società liquida e unidimensionale (ops ho citato Marcuse…).
      Comunque cari amici di destra,e magari anche falangisti, grazie per i vostri attestati di stima e di vicinanza. Con voi, che pure arrivate da altre culture, provo la meraviglia di riuscire ad intendermi sempre.

  10. Lucia C.

    Signor Probo lei legge troppe guide e troppi gamberi. In Trentino ci sono un sacco di buoni vini, Doc, che scontano solo il peccato di essere cooperativi. Per esempio quelli della linea Maso Toresela di Cavit. Ma certo, lei questi non li beve e non li assaggia: a lei piacciono solo i vini dei marchesi o giu di li.

  11. Probo

    Nessun vino trentino importante – dal san leonardo al granato, dal faye al fratagranda, e tanti ancora – ha in etichetta le tre lettere docchiste. Ma solo le piu esclusive igt. Del resto le dolomiti sono piu note e territoriali del trentino. Con la t maiuscola…

  12. Tex Willer

    Ma non credete cari Carlo M. e Mimmo ecc ecc.. che senza portare argomenti la vostra preziosa contrarietà è vana?
    Questo non è un blog di mamma provincia per cui uno alla fine può anche scrivere quello che gli passa per la testa, ma ripeto la vostra contrarietà senza motivo risulta strana se non addirittura sospetta… Grazie.

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