Pinot Nero, Pinot Nero delle mie brame …

 

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Una serata di dicembre e un protagonista assoluto: il Pinot Nero. Dodici produttori hanno accolto l’invito di Proposta Vini ad una tavola rotonda punto di partenza per un percorso che vuole segnare la riscossa del Pinot Nero Trentino. Gianpaolo Girardi, patron di Proposta Vini ha voluto coinvolgere i Produttori da lui distribuiti, in una discussione per verificare “lo stato dell’arte” di questo vitigno così particolare e trovare una strada comune per la sua promozione. Diverse annate e soprattutto diverse provenienze in rappresentanza delle diverse altitudini e terroir del Trentino quelle assaggiate nel corso dell’incontro. Dal 2008 di Elisabetta Dalzocchio al 2012 di Alfio Nicolodi. In mezzo 2009, 2010 e 2011 di Pelz, Pravis, Maso Cantanghel, La Cadalora, Roberto Zeni, Casata Monfort, Baldessarri, Borgo dei Posseri e Vallarom. Uguali nel vitigno, ma diversi per impostazione e attitudine. Ed è questo che il gruppo di Produttori vuole mettere in evidenza. La ricchezza della diversità che rende il Pinot Nero Trentino adatto a rappresentare il territorio e tutte le sue sfumature. In prima istanza quindi l’idea di appartenenza ad un territorio, quello trentino, appunto. Punto di partenza indispensabile per una comunicazione che travalichi i confini regionali e possa raggiungere tutti gli appassionati di questo vino. In occasione della presentazione del catalogo 2014 a Bussolengo, i Produttori inizieranno questo percorso presentando un tavolo comune con tutti i Pinot Nero distribuiti da Proposta Vini. Ecco quindi il primo passo che vuole coinvolgere tutti, dai produttori, agli operatori fino al consumatore finale.

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2 Commenti

  1. Claudio Claudio

    Forse questo non è il post giusto ma mi sembra il più vicino alla mia domanda. Qualche giorno fa al bar mi sono imbattuto in una copia supplemento di Panorama del 15 Gennaio 2014 dove su una paginetta c’era un articolo su come investire in (Bot)tiglie ed una lista di vini consigliati dal famoso miglior sommelier del mondo sig Luca Gardini.
    In pratica il consiglio era di acquistare dei vini che nel giro di 5 anni avrebbero aumentato di valore. I vini se non ricordo male erano:

    1) Fattoria La Monacesca, Mirum Verdicchio di Matelica 2011- (2014 €20 > nel 2019 €180)
    2) Cascina Ca Rossa, Roero Mompissano 2010 Riserva – (2014 €20 > 2019 €100)
    2) Il Pollenza, Il Pollenza Rosso IGT 2011, – (2014 €40 > 2019 € 250)
    2) Ferrandes, Moscato Passito di Pantelleria 2009 – (2014 €30 > 2019 € 150)
    2) Tenuta Sette Ponti, Oreno 2011 – (2014 €45 > 2019 €300)

    La mia domanda è se qualcuno di voi conosce questi vini (io ne conosco solo uno) e se la valutazione sull’aumento di valore prospettato in 5 anni è condivisibile. …Potrebbe anche essere che domani valga di più una bottiglia di vino di un Bot acquistati oggi… chissà…

  2. g. fago golfarelli g. fago golfarelli

    Finalmente qualcuno ricrea il nobile albero genealogico del Pinot Nero Trentino. Finalmente un nostro vino a “tutta bottiglia” e anche quello che è la base sovrana (per me) dei nostri Brut migliori.
    Mancano però i baroni a Prato che venti anni fa ne avevano quel tanto che bastava… Che fine hanno fatto ?
    Hanno piantato qualcosa d’altro ?? O sono ormai tutti clesiani ?

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