Abbasso il vouyerismo, viva la politica!

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Anche oggi sulla stampa (di Trento) impazzano i numeri e le cifre della politica, dei costi della politica. Leggasi pensioni d’oro degli amministratori provinciali. Come sempre, sono questioni che non mi appassionano. La politica costa e la democrazia pure. E poi queste sono questioni etiche più che politiche. E l’etica, così come la morale, sono campi che non mi seducono. Servono per distrarre e per ingannare le masse. Per riportarle in confessionale e crocifiggerle al senso di colpa (degli altri).

Fra i nomi urlati stamattina, c’è anche quello del compagno Mauro. So per certo che questa cosa gli ha fatto dispiacere. E mi dispiace. Che gli abbia fatto dispiacere. Io sto dalla sua parte. Su queste cose sto dalla sua parte. In toto.

Delle sue indennità, a me personalmente non fotte niente. E trovo anche piuttosto sgradevole questa incitazione ed eccitazione mediatica al vouayerismo etico.

A me con il compagno Mauro piacerebbe parlare d’altro, non delle sue indennità, di sicuro ben guadagnate. E ben meritate. A me con il compagno Mauro piacerebbe parlare di politica del vino. Di politiche del vino. Con lui mi piacerebbe confrontarmi, tanto per dire, sugli orari scandalosi, questi sì scandalosi, di apertura al pubblico dell’Enoteca Provinciale, trasformata dolosamente – per non disturbare il manovratore, anzi i manovratori – in un inutile museo delle cere. 

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5 Commenti

  1. Claudio Claudio

    … e, oltre a non guardare in tasca ai compagni, non è carino neanche mettere in dubbio le parole degli onorevoli, uomini probi come ben sappiamo che, sempre per essere fedeli alla tradizione di sincerità e onestà di profonda matrice cattolica, non hanno paura di affermare in TV alla ns Lilli Gruber a Otto e Mezzo (lo ricordo come fosse ora), che i benefits non sanno nemmeno cosa siano… e che i consiglieri provinciali trentini guadagnano un modesto stipendio di soli € 5.000 o poco più… ecco il passaggio dell’intervista…

    Piccolo dettaglio dovuto probabilmente all’affaticamento che l’onorevole in questione si sia scordato di dire che aveva appena maturato per l’incasso un assegno benefit (una tantum) di attualizzazione del vitalizio di € 572.904, tanto per dirne una, senza tutto il resto che gli “spettava per diritto…, come il rimborso spese di € 1.450 al mese, l’indennità di funzione, il trattamento di missione, l’indennità attinente all’uso del mezzo proprio, il trattamento economico agevolato ai fini contributivi, ecc. Uomo politico instancabile nel lavoro come ben sappiamo. Ad esempio ora nella sua carriera di parlamentare a Roma ha l’altissima percentuale di presenza sul lavoro del 25,28% compensata comunque da un incoraggiante 64,70% del tempo impiegato onorevolmente in varie “missioni”…

    http://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/lorenzo-dellai/8815

    Chissà quanto di più avrebbe potuto guadagnare se avesse fatto carriera anche lui nel settore privato invece che sacrificarsi per la politica ed il bene collettivo… eh, i veri benefattori della società non meritano di essere giudicati dalle indennità…

  2. Claudio Claudio

    Come si può non essere d’accordo con questo post. E’ volgare guardare in tasca agli altri. Soprattutto nella tasca di quelli che hanno dedicato la loro carriera al bene pubblico… che male c’è se ora intascano anche mezzo, uno o anche due miliardi di vecchie lire, vogliamo o no considerare quanto avrebbero guadagnato di più invece che al settore pubblico si fossero invece dedicati anima e corpo al settore privato? Soprattutto con le competenze che possono vantare (anche se bisogna dire che molti di loro e soprattutto gli ex, erano e rimangono ancora totalmente ignoranti ad esempio delle lingue straniere, dell’uso del computer, dei livelli organizzativi degli altri Paesi del mondo ecc. ecc., ma pur sempre con il potenziale di essere grandi capitani d’industria qui in Trentino), magari avrebbero potuto avere una più florida carriera come direttori del Salumificio Marsili 1924, LaVis, Aeroterminal, Funivie Folgarida-Marilleva, Ediscavi, Gruppo Dalle Nogare ecc. ecc. … eh sì, mai così pochi hanno dovuto rinunciare a così tanto… eh sì…i cari compagni… si battono sempre per il comunismo egualitario… Babeuf ne andrebbe orgoglioso… e visto che non c’è ancora lo Stato comunista a cui affidarlo, il frutto dell’esproprio intanto lo conservano nelle loro tasche… intanto…

  3. Massarello Massarello

    Sono rimasto con il fiato sospeso leggendoti in favore del compagno Mauro. Stavo per espirare, sul finire, con il tuo auspicio al confronto almeno sulle politiche del vino. Rimane solo l’auspicio che sa di amaro perché ci vuol altro, non possiamo non saperlo. Come non possiamo glissare sul compagno Bruno dei tempi in cui si bucavano i frigo in spedizione durante le lotte operaie e che oggi racconta che non si poteva fare di più per ridurre i costi della politica. Se scendessero finalmente al nostro piano di calpestio, ecco, allora mi sentirei di espirare, senza pretendere di farli… espiare.

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