Ubi Caius, ibi Caia

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di Giuliano Fago Golfarelli – Traduco subito: dove è Caio, qui è Caia. Non è un modo di dire, ma un modo di vivere perché moltissime volte le donne hanno sorpassato di gran lunga noi uomini. Per la loro intelligenza, sensibilità, per una forza propria al di là dall’essere uomo o donna.

Sono contento che la Camera abbia bocciato matematiche intimistiche e politiche (50% per sesso), con equivoci intellettuali non corrispondenti al sesso al quale si appartiene.

Nella competizione di oggi ci siamo tutti e le donne ci sanno fare, spesso molto meglio di quelli che – alla Camera– dicono che loro sanno fare solo una cosa.

A casa nostra, il Trentino, le donne hanno occupato i propri spazi professionali, anche nel magico mondo del vino. Desidero quindi ricordare, con un tralcio di Uva, le donne che conosco e che ho sempre apprezzato per la loro competenza che cito senza ordine alcuno:

Sandra (giornalista all’Adige mai compresa perché davvero Brava!), Clara (prima ambasciatrice al femminile dello spumante fino agli spasimi Vinitaly), Lucia (che ha una eredità e la porta avanti nei tempi e nelle difficoltà di oggi), Livia (splendida, elegante grappista che ha saputo tenere in piedi una produzione e tradizione, sempre con elegante eleganza e imprenditorialità), Christine (architetto tedesco che ha saputo regalare all’amico Paolo nuovi obiettivi e nuovi mercati intellettuali vivendo a due piedi nella nostra Valle), Marina (che non ha supportato il mio amico Stefano, suo fratello, e anche lei stessa, ma amo entrambi, sempre, insieme, come un tempo), Mara (splendida collega, amica profonda, bimba bruna che lavorava a tutto spiano per un Trentino vitivinicolo da proiettare in avanti: cervello perduto ed emigrato ; ciao Mara!)

Iva (voce da contralto a piazza general Cantore a Trento. Poi donna politica di attacco e ora? Non so ma è un ricordo di molto effetto come sa essere lei) Camilla (fanciulla che talvolta scendeva a Vason, da noi. Oggi donna che sa dire e sa fare. Un’ottima professionista. Sappiate, Gino, Mauro, Marina che io la penso così come la pensavo allora!)

E’ difficile alla mia tarda età ricordare donne e fanciulle che ho conosciuto e ancora apprezzo.

Con memoria tardiva desidero ricordare infine Josè Pellegrini (Le Donne del Vino) che ha collaborato attivamente a far conoscere il movimento che non ha affatto bisogno di quote Rosa.

Ebbene sì: io sono “il Conte”, “Saint Just” e “Rusticus” – in questi due anni grazie al Barone Cosimo ho potuto dire tutto e di più. Mai cambiando testa, ma solo il nick che reputo inutile.

Adoro TWB perché Cosimo vuole dire sempre qualcosa di nuovo e pensante.

Come Trentino Doc so che è difficile.

Per noi, per il nostro carattere e per quelli che scegliamo come rappresentanti.

Sbagliando, anche alla lunga, però si può ancora imparare qualcosa.

Lascio definitivamente queste note/post da Gufo Filippo (La Spada nella Roccia – W.Disney) per nuovi luoghi e mari, non dimenticando mai il nostro/mio fiume che se ci condiziona un po’ finisce anche lui nel mare profondo Mediterraneo.

Grazie a Cosimo, Massarello, Tex, Curiosa e Sospettosa, all’Albergatrice. A TUTTI INSOMMA, grazie !

A presto

Giuliano Fago Golfarelli

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Un commento

  1. Massarello

    Grazie Giuliano per questo bel ricordo di “Donne” del vino che erano e sono tali ancor oggi, a dispetto dell’associazione e della tua malcelata malinconia. La vita continua anche, e soprattutto, perché ci sono loro. Così con te, abbraccio pure loro….por matar saudade.

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