Una Bad Company per La Vis

 

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Un amico del blog, oggi mi ha fatto arrivare questo messaggio. L’idea è quella di caricare il debito sui creditori, attraverso una bad company, e di finanziare la rinascita di una nuova Coop Lavisana. Voi cosa ne pensate?

Il ricorso al lease back pubblico da dieci milioni di euro verosimilmente non riuscirà a risolvere una vicenda che sta invece avendo ricadute negative sul settore. Per questa ragione sarebbe utile che qualcuno, magari il Consorzio Vini del Trentino, si facesse carico di una proposta risolutiva da presentare al presidente della Giunta provinciale e alla Federazione delle cooperative. La proposta è di fondere in una NewCo, per unione o per incorporazione, l’attuale società, congelando la situazione debitoria in una sorta di Bad Company.

Una “Nuova La Vis” in grado di svolgere un’azione efficiente e profittevole. Alla Nuova La Vis dovranno essere trasferiti tutti i diritti compreso quello di riportare in diminuzione dal proprio reddito le perdite fiscali ante fusione. Il finanziamento della Giunta PAT alla Nuova La Vis permetterebbe di invertire il circolo vizioso che sta soffocando l’attuale società, ponendo in luce non equivoca l’operato politico e allontanando dal settore sia gli inconfessabili appetiti dei concorrenti, quanto il deperimento delle quotazioni di determinati prodotti.

 

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18 Commenti

  1. Stucky

    A differenza di quanto detto da un anonimo, non credo che Cesarini sia completamente sana. Per quanto concerne Casa Girelli è vero che sta imbottigliando molto per la GDO inglese e tedesca (prevalentemente discount). Il problema è nella marginalità data da questi prodotti. Una azienda che fattura 50/55 mln di euro e dichiara un utile di 250/300 mila significa che tale utile non esiste. Si aggiunga poi che ci sono in essere alcuni nodi finanziari milionari legati alle partecipazioni in FWI e UWI.
    Da verificare anche l’iscrizione a bilancio del valore del terreno… che a detta di molti è più che sopravvalutato. L’impressione è che sia una azienda che fattura molto, anticipa le fatture in banca per avere credito e pagare dipendenti/fornitori … ma che come utili non ne produca poi molti. Il pericolo insito nel legarsi alla GDO con private labels consta nel fatto che quei prodotti li possono essere fatti anche da altri e quindi si è esposti al ricatto del prezzo.
    Provate a chiedere alle varie aziende trentine cosa pensano dei prezzi praticati da LaVis e Casa Girelli sui mercati tedeschi ed inglese..

  2. Claudio Claudio

    Caro Cosimo, questo post merita un piccolo premio! Per quel che può valere la mia osservazione vorrei evidenziarti i commenti di questo post. Non ho mai riscontrato prima d’ora una proporzione così alta di commenti di buon senso, rigor logico, realismo e competenza come su questo post. Oltre il 90% delle argomentazioni ed analisi le ritengo profondamente serie. Se non è una rondine fuori stagione, beh… allora, magari, vuol dire che attorno al tuo “povero blog” si sta formando il kernel di una coscienza collettiva competente, razionale, evoluta e lucida che sa rispondere in maniera mirata ed affrontare insieme e con grande capacità di analisi gli argomenti posti del ns settore.

    1. Oggi, una persona mi ha detto: “Se non avessi conosciuto il tuo blog, sarei rimasto con le fette di prosciutto sugli occhi. Prima pensavo che il Trentino e il suo vino fossero un’isola felice. Grazie Cosimo!”.
      Mi ha fatto piacere, naturalmente. E mi fa piacere che attorno a questo “povero blog” asfittico (così lo ha definito giorni fa un ex amico di TWB), si stia costruendo una piccola comunità che ragiona lucidamente e in libertà. Purtroppo in questa piccola comunità mancano i produttori. Che restano sempre in silenzio. Ma ce ne faremo una ragione.

  3. Anonimo

    la più semplice terapia d’urto ?
    il gruppo lavis è strutturata sostanzialmente in 4 società .
    lavis – ethica – cesarini sforza e casa girelli
    casa girelli è autonoma imbottiglia vino
    cesarini sforza è autonoma produce spumanti
    ethica vende i vini della lavis
    lavis produce il vino dall’uva conferita dai soci
    qual è la società in perdita ?
    a sentire la lavis tutte vanno bene si portano dietro solo grandi debiti .
    casa girelli è autonoma guadagna o perde ?
    cesarini sforza guadagna o perde ?
    lavis e ethica sono collegate, quanto perdono ?
    a chi servono i 10 milioni provinciali per vendere i muri ?

  4. Noi che sappiamo diciamo: la coop faccia liberamente le sue scelte, le loro scelte le facciano i soci..magari migrando in altre coop vicine…a Rovere… a Mezzacorona…oppure vendendo le uve a commercianti privati. Il mondo è grande. Non mi pare una tragedia se una coop chiude come qualsiasi altra impresa che non funziona.

  5. Anonimo

    Ditemi una cosa, voi che sapete: se a La Vis il saldo dei 10 mio. arriva nel 2016 (che equivale a buttarli nel cesso come ha scritto uno che se ne intende almeno quanto voi), e se il siluro di Rinaldi dovesse colpire davvero, chi lo pagherà il fallimento (produttori a parte) se non i creditori? Non è meglio, allora, la bad company che almeno rilancerebbe una nuova cooperativa sana e credibile in grado, nel tempo, di far fronte al debito? Ovvio che una testa, in questo caso, deve saltare… Proprio per una questione di credibilità.

  6. Claudio Claudio

    Caro Cosimo, visto che la proposta viene da un amico del blog vedo di star leggiero… Il messaggio sul salvataggio è un po’ fumoso e disarticolato. Intanto stà storiella della Bad Company è una invenzione moderna per scaricare sullo Stato i debiti delle aziende pubbliche. Vedi Alitalia… fatto questo passaggio non c’è nessuna garanzia che poi l’azienda decolli… anzi… vedi Alitalia. I problemi non sono i debiti ma la gestione azienda e le scelte disastrose dei vertici. Se fosse un’azienda privata allora potrebbe ricorre al concordato in continuità ma questo presuppone che l’azienda venga acquistata da terzi. Poi bisogna fare un po’ di chiarezza su questi € 10mil contro lease-back. A mio parere l’azienda non aveva disperato bisogno di quei soldi per l’operatività giornaliera, come sappiamo l’azienda sta andando benino con le vendite sui vari mercati, quei soldi servivano per riportare il capitale sociale a norma di legge sul bilancio 2013/2014 causa perdite di capitale delle aziende toscane. Una operazione puramente contabile anche se poi in verità altro ossigeno non guasta. Terza cosa: l’azienda ora dispone di un normale consiglio di amministrazione e amministratore delegato per cui non capisco cosa centrino il Consorzio Vini del Trentino, Giunta Provinciale e Federazione Coop. Io non ho e non ho mai avuto stima del CdA e vertici della LaVis però ritengo doveroso rispettare i loro ruoli e la loro autonomia decisionale, senza interferenze se non da loro espressamente sollecitate. Se si ritengono incapaci e la situazione ingestibile allora si dovrebbe nominare un… commissario… no? (Sarebbe stupefacente, commissariare il commissario… non credete? Forse ci pubblicano una pagina sul Corriere Vinicolo e magari… con qualche conoscenza di Cosimo… ci danno pure la copertina…)

    1. Caro Claudio, quoto per intero il tuo intervento.
      L’ipotesi tratteggiata dal nostro amico, e per altro condivisa in alcuni ambienti dell’industria enologica trentina, convince poco anche a me.
      Mi rendo conto che un’eventuale disastro lavisano potrebbe infliggere, per diversi motivi e con differenti contraccolpi, un colpo piuttosto duro a tutto il settore, ma, come te, credo che la coop debba muoversi in piena autonomia, senza interferenza alcuna. Non della politica – su La Vis l’ingerenza politica non ha fatto un buon servizio a suo tempo e nemmeno in tempi recenti -, non di Consorzio Vino, che non ha la forza per muovere nemmeno un fuscello, e che per statuto dovrebbe occuparsi di altro: di disciplinari in primo luogo e poi di promozione. Un ruolo credo, oggettivamente, lo dovrebbe avere via Segantini: ma sul settore vino la Federazione ha abdicato al suo ruolo di indirizzo e di regia da molto tempo. Lasciando il campo ad altri: a chi ora sta aspettando di sbranare le spoglie lavisane.
      Come te sono convinto che il problema sia soprattutto di classe dirigente che in questi anni non ha saputo immaginare e produrre un piano di rilancio. Offrendosi invece ad operazioni francamente incomprensibili (la vicenda Rinaldi, le svendite extra regione, per fare qualche esempio).
      Trovo azzardato e sul filo del rasoio anche l’idea di far pagare gli errori ai creditori, addossando loro il carico dell’eventuale bad company.
      Questa, invece, è la stagione dei soci, la stagione della responsabilità e dell’intelligenza della base sociale lavisana e cembrana. Il sette agosto è vicino. E a loro spetta decidere. Decidere se tenersi questa classe dirigente o se affrontare, e questa volta seriamente, un piano di faticoso rilancio. Altrimenti ce ne faremo una ragione e faremo a meno di SIMBOLI e anche di RITRATTI.

      1. silvio

        Ti dico io come andrà il 7 agosto : ci sarà il solito discorso rassicurante di qualche politico ( Mellarini , Dallapiccola, magari direttamente Ugo Rossi ) . Ci sarà una promessa di aiuto economico e verrà caldamente richiesto di sostenere gli amministratori della cantina. Che , dirà il politico di turno, stanno facendo un ottimo lavoro nonostante le difficoltà . Solite chiacchiere di circostanza, qualche grafico astruso, qualche tabella con largo uso di termini inglesi così non si capisce, spruzzate di ottimismo e buone intenzioni a volontà. Seguiranno applausi, larghi sorrisi , tartine e bicchierata . Come sempre . E magari , nel momento di euforia collettiva misto a stordimento alcolico , un aumento di stipendio per i valorosi dirigenti .

  7. paolo brani di

    Mah …queste cose io non le capisco. A leggere questo blog a volte vengono i capelli dritti e la pelle d oca e si fa fatica a pensate sia tutto vero.

  8. Erwin

    Provo ad andare a monte… ma i soci (che dovrebbero essere protetti e rassicurati dai leasback di mamma provincia) al voto dei vari bilanci… dov’erano…?! Secondo me… meglio congelare la situazione allo status quo… piuttosto che procrastinare la morte di un malato terminale con un’altra dose di morfina…

  9. SUPERCIUK

    Un po’ di rispetto per Superciuk, mitico supereroe ubriacone dei fumetti Gruppo TNT – Alan Ford. Tra l’altro lui amerebbe di sicuro un blog dove si parla di vino…

  10. Roberto

    Non sono un economista, ma il principio non è sbagliato, gran parte degli utili della nuova la vis dovrebbe andare ad appianare i debiti con i creditori. In poche parole sarebbe da fermare le attività negative e riavviare quelle positive…

  11. questo qui deve essere un genio della finanza, come quelli che stanno ora a La Vis. Cosimo se lo propone come Ad lo prendono subito: si è chiesto che fine farebbero i crediti dei soci. Cosi tanto per dire.

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