Elogio dell’incompetenza

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Queste parole mi sono tornate in mente l’altro giorno, sfogliando la pagina facebook di Enophilia, curata dal sommelier Andrea Aldrighetti. Le ripropongo anche qui. E’ una delle vie, una delle tante, per avvicinarsi al vino. Senza soggezione. Ma con amore.

Espertissimo enologo (Corrado Piacentini, ndr), autore di studi originali e di esperienze memorabili, sia in laboratorio che in cantina, sulla chiarificazione con betonite di vini bianchi e rossi nella zona di Soave, Piacentini è un uomo che crede fermamente nella possibilità pianificare, stabilizzare, programmare la produzione del vino fino a trasformarla, quasi e senza quasi, in un’industria. Si può immaginare che razza di interlocutore, o piuttosto di antagonista, abbia trovato in me: fin dal primo momento non ho esitato a confessargli la mia incompetenza tecnica, ma ho subito aggiunto che per giudicare rettamente di vini, può essere utile, e talvolta addirittura indispensabile, saper conservare, malgrado e attraverso lunghe esperienze, lunghi studi enologici e lunga consuetudine colla produzione, quella freschezza di sensazioni e di impressioni che invece non manca mai proprio nei cosiddetti incompetenti, a condizione, naturalmente, che amino davvero il vino.
Mario Soldati – Vino al Vino

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