Pensierini di stagione

14054551263_0cbbec57b2_z
Ragazza con Guinzaglio – Paola Attanasio

di Massarello – In questa stagione chi può va in ferie, ma i contadini sono nei frutteti a raccogliere le prime mele o nei vigneti a combattere la peronospora. Dicono che ce ne sia a bizzeffe. Sappiamo come s’è sviluppata la stagione e non c’era da aspettarsi nulla di diverso. Mentre l’attenzione è concentrata sulla vicenda La Vis e sulla crisi di altre (troppe) cantine sociali – in attesa di conoscere come sarà distribuito il tesoretto di quest’anno di Cavit che le sistemerà (tutte) sul piano remunerativo – e mentre si sparano nomi di possibili presidenti di FEM, è tornata a far capolino sulla stampa anche la questione degli inquinamenti chimici in campagna. Che interessa tutti, consumatori compresi, anche perché non c’è bisogno di (sottaciute) tabelle per rendersi conto che il problema c’è ed è grave. Chi non ha un parente o un conoscente nella propria cerchia colpito da un qualche brutto male, scagli pure l’anatema. Non che tutto dipenda da come si fa agricoltura, per carità, ma non si può nemmeno sostenerne l’estraneità. Purtroppo.

Giorni fa a Cembra, Mario Pojer, allievo di San Michele e produttore coerente e appassionato a Faedo e Grumes, in un convegno su viticoltura di montagna e sostenibilità suggeriva fra l’altro di mettere a dimora viti resistenti alle fitopatie ottenute da incroci interspecifici almeno attorno agli asili, alle scuole ed alle case d’abitazione. Il suo vino si chiama Zero (residui) ed è già esaurito, ma dall’uditorio non c’è stata risposta e la sensazione rimasta è quella della parabola evangelica del seme caduto fra sassi e rovi.

Geremia Gios, anch’egli allievo di San Michele di cui è stato anche presidente e oggi direttore del dipartimento di economia all’università di Trento, come sindaco di Vallarsa una decisione in proposito l’ha presa. Coerente e determinata, com’è l’uomo. La stampa, spesso ciabattona, ha travisato parlando di biologico e dando subito fiato ai pompieri (qui). Gios si è sentito obbligato a un chiarimento (qui). Ognuno si faccia l’opinione che crede, ma legga per completezza anche il pezzo sulle api (qui) che mi ha fatto ricordare l’avviso di Einstein: “Se le api scompariranno all’uomo resteranno solo quattro anni di vita”.

 

 

CONDIVIDI CON

10 Commenti

  1. Tex Willer

    Il paradosso Massarello è che noi viticoltori trentini spendiamo un sacco di soldi nell’acquisto di prodotti antiparassitari cosiddetti “puliti” per seguire le direttive di un protocollo per una viticoltura integrata e poi ti trovi le vigne con le foglie piene zeppe di peronospora,
    mentre l’Alto Adige che passa per zona pulita, incontaminata usando ancora il mancozeb ha le viti con tutte le foglie pulite dal fungo della peronospora.
    Che dici ci prenderanno per i fondelli?

  2. Massarello

    Quando sali sulla montagna e si allarga l’orizzonte vedi più lontano. È faticoso staccarsi dalla massa che resta al piano, ma si progredisce solo salendo. Presunzione? Utopia? Chi lo può dire? Importante, credo, sia avere provviste sufficienti nello zaino e la propria coscienza a posto. Credo.

  3. Claudio Claudio

    Quanto mi piacciono questi “scatti d’orgoglio” di fronte a problemi così macroscopici… Consiglio la calma, finchè c’è petrolio ci berremo, respireremo e mangeremo anche tutti i suoi derivati. A parte i gesti quotidiani di uno statisticamente e pertanto politicamente insignificante numero di singoli, la “battaglia” contro i veleni della chimica è una montagna di balle e ipocrisia cotta, scaldata e riscaldata ormai migliaia di volte… Alla maggioranza (leggi massa) non gliene frega niente; quando sta male va dal dottore il quale le prescrive una “sana caramella”… C’è chi ha costruito un impero economico/finanziario nella “ricerca” contro il cancro, l’Alzheimer e altre bellezze… ed allo stesso tempo riceve finanziamenti dalle stesse industrie che producono gli inquinanti che causano quelle malattie… per non parlare degli Stati che fanno PIL grazie al vortice di costi e tasse… e tutti convivono felici e contenti grazie ai voti della massa che finge di preoccuparsi dei problemi solo a partire dal giorno dopo le elezioni…

  4. Colibrì

    Bravo Massarello ! La più bella dichiarazione in proposito è stata quella del presidente di Melinda: “ad ogni modo credo che l’introduzione del biologico nel nostro settore non comporti grandi differenze”. !!!??? Semplice no? e allora perchè non lo fanno? Perche comanda il mercato …. !!!??? Quello del consumatore o quello delle multinazionali? Una profezia: quando l’industria chimica sarà pronta a sostituire tutte le sue schifezze usate nei fitosanitari (pesticidi), con preparati ammesi per il biologico, il biologico diventerà convenzionale! E non viceversa, con buona pace del biologico autentico!

  5. Tex Willer

    Complimenti e grazie Massarello per aver posto l’attenzione su un problema così importante e delicato.
    Leggevo in rete che addirittura in Cina si sono inventati gli uomini-ape per impollinare il 95% degli alberi da frutto dopo che un uso scriteriato dei pesticidi ha ucciso tutti gli insetti.
    C’è da chiedersi come risolveremmo il problema anche noi in Italia se succedesse la stessa strage di api, perché il pericolo esiste davvero visto che l’analisi del polline sulle api che svolazzano da fiore a fiore in 12 Paesi Europei ha rivelato abbondanti tracce di pesticidi soprattutto nelle “sentinelle ambientali” che vivono in prossimità dei vigneti.
    La situazione è grave anche in USA dove il Presidente Obama ha creato una task force in difesa delle api che sono diminuite del 23%.

    Ha ragione il Papa quando dice che: “Se distruggiamo il Creato, il Creato ci distruggerà”.

    Speriamo… comunque come ha detto bene recentemente il Ministro dell’ Ambiente “la svolta culturale è far capire che il rispetto dell’ambiente non è un costo, ma un’opportunità per le imprese”, bene, se lo capissero anche i consumatori… saremmo a cavallo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *