Scienza e Magia

pensiero magicoInteressante e condivisibile analisi del Maestro Scienza sull’ultimo numero di Tre Bicchieri. Ogni tanto condivido.

CONDIVIDI CON

14 Commenti

  1. Claudio Claudio

    … sul Tè Verde – Caro Massarello, sul tè verde dice il Maestro: “… da bevanda gratificante per il palato è diventato un apportatore di benefici per la salute…” … ma… con chi crede di
    fare il professore… con i poverelli delle capanne del Burundi? Il Tè verde E’, ripeto E’ un apportatore di benefici per la salute grazie soprattutto alle sue alte qualità antiossidanti che disattivano e distruggono i radicali liberi ed utilizzato da oltre 4.000 anni dalla medicina cinese! Non lo sapeva il prof?

    Si preoccupa tanto il ns Maestro della omogeneizzazione dei vini? Mai come ora c’è la possibilità per ogni consumatore di comprarsi una buona bottiglia di vino. Dalle enoteche, ai supermercati alle vendite online si può acquistare facilmente ogni vino della terra. Io, come molti, quando sono in viaggio, o per lavoro o per vacanza, mi informo sui luoghi che visito, sui prodotti e produttori e non manco di acquistare qualche bottiglia da qualche terroir o produttore che reputo interessante. Se alla massa poi gli basta fare la spesa al supermercato e spendere €1,50 per un Tavernello o fare il pieno alla tanica da 10lt o damigiana ad esempio alla “pompa” della Cantina di Toblino sempre per € 1,50 al litro beh, davvero s’illude il prof che la gente cerchi il terroir e le grandi qualità e tipicità in quel vino? Chi davvero vuole quelle cose nel vino prima di tutto ha passione per l’argomento, poi studia, legge, s’informa, cerca e… spende per comprare dei buoni vini da buoni produttori. Ed oggi, tutti possono farlo…. Se davvero lo vogliono. Non si beve più tanto come in passato e quindi con 80-100 bt all’anno di buona qualità una coppia può bere alla grande. Ritengo inverosimile che il Maestro perda il sonno pensando a cosa beve la gente, è più probabile che la sua preoccupazione maggiore sia quella di cosa ordinare dalla carta dei vini di Villa Margon o Scrigno del Duomo la prossima volta che viene invitato a pranzo e cena…

  2. Claudio Claudio

    …sulla Mucca Pazza – Caro Massarello, per me il “pensiero” del Maestro sul post ha le stesse caratteristiche di un bouillon di pezzi di avanzo, una tagesuppe, un minestrone, una ricetta come quelle che talvolta appaiono sulla ns tv regionale sotto il titolo “Guerrino Consiglia” il quale in più di un’occasione propone accostamenti che, per i miei umili gusti, sono a dir poco imbarazzanti. Eppoi l’ingrediente “pensiero magico” mi è sembrato superficialmente e scioccamente buttato là in un brodo di affermazioni generiche, dove manca del tutto il soggetto dell’argomento e la struttura logica e coerente per sostenerlo. . Questo non è un saggio da intellettuale, ne da genio, ne da professore ne tantomeno da professionista.

    Sull’argomento mucca pazza (BSE, nvCJD ecc.) mi permetto di aggiungere qualche breve nota storica. Le prime indicazioni all’aggiunta di proteine animali nei mangimi per i suini prima e ruminanti poi, fù fatta nel 1865 da Justus von Liebig, chimico tedesco. Seguito poi nel 1908 da un trattato del professor Oscar Johan Kellner, ingegnere chimico della Slesia (oggi Polonia). Il metodo Liebig per mangimi più nutrienti e competitivi consisteva nell’immettere in contenitori alimentati da vapore ad alta temperatura e coltelli rotanti, ossa e carcasse animali e altri scarti di origine animale, macinarle e cuocerle fino a ridurle in una farina che conteneva dal 40 al 60% di proteine e dal 1 al 10% di olio e grassi. (Il ns dado da cucina moderno deriva da queste tecnologie). Già allora si utilizzava la farina proteica animale come supplemento ai mangimi per cavalli, bovini, pecore e suini e recentemente anche per i mangimi dei polli e galline. Gli animali erano riluttanti a consumare il mangime additivato, tranne i suini. In America si iniziò nel 1925 e poi la pratica si diffuse in tutto l’occidente. Queste patiche venivano raccomandate dai rispettivi governi al fine di aumentare la produttività di carni e latte per una popolazione in continua crescita. Gli additivi proteici di origine animale furono particolarmente utilizzati durante e successivamente alla seconda guerra mondiale per ovvi motivi e poi fino ai giorni nostri in percentuali fino al 7,5%. Lo scopo era duplice: utilizzare i by-products o scarti animali (quantità immense di cui disporre) e aumentare la produttività degli allevamenti. L’esito nefasto poi è ben conosciuto dove una proteina della mucca modificandosi in prione, sviluppa nell’animale colpito delle lesioni encefaliche che appaiono come vuoti, come in una spugna. A ciò, nel 1996, è poi seguito un salto di specie
    fino all’uomo. Premesso che io non approvo questa tecnologia alimentare degli erbivori, mi chiedo… dove stà il nesso tra la banalizzazione/globalizzazione/pensiero magico dei vini e la mucca pazza? Per quanto riguarda la vinificazione non afferma “…tutte operazioni innocue per la salute…”? Se invece è a conoscenza di pratiche additivanti che hanno similitudini con le cause della nvCJD perché non lo dice chiaramente?

    1. Massarello Massarello

      La storia della mucca pazza me l’ero riletta anch’io in internet, ma le considerazioni di Scienza mi paiono centrate sulla banalizzazione dei vini a seguito dei bisogni del mercato globalizzato. Con il ruolo della comunicazione, spesso superficiale, talvolta connivente e con l’uomo, la varietà e il territorio che hanno sempre meno da dire. Ad agire è il pensiero magico… Ecco: se lo scenario è questo, buona Coca Cola a tutti!

      #Putin: 15 gg fa mi dava dell’ubriaco. Gli hanno detto che la diplomazia europea sta ora lavorando ad un diverso approccio con Putin? Avvertitelo, va là, se no quando se lo troverà sotto casa mi fa un colpo…

      1. PUTIN

        Massarello, ma ci sei o ci fai? Prima la tua diplomazia europea ha favorito il golpe ucraino di una banda nazifascista, immaginando la firma di un trattato di collaborazione economica. Ora, dopo le legittime sanzioni di Putin, la medesima diplomazia si accorge di aver fatta una cappellata. E cerca di correre ai ripari.
        La tua diplomazia assomiglia alla giunta provinciale di trento, che ordina l’arresto di Daniza e non si rende conto dell’enorme danno mediatico-commerciale che ne deriva. Uguale.
        Massarello, il paese di Heidi ti aspetta…

            1. Massarello Massarello

              Prendo atto che siamo inconciliabili e per me la possiamo anche troncare qua. A confortarmi resterà la storia e la geografia che mi ricordano le velleità di Napoleone e del povero Adolfo che pensando al tempo non hanno considerato lo spazio. Quello dei 17 milioni di kmq che lo fanno il più grande Paese del mondo e la più grande riserva di tutto. Questione di uomini, di tempo e di spazio….

  3. Claudio Claudio

    … ed io che ho perso tempo a leggerlo… il pensiero… Qualche segno manifesto di CJD (Creutzfeldt-Jakob Disease) credo sia proprio nell’aria…. “Una Disperazione Confusa” mi sembra il titolo più giusto se non fosse già stato coniato… Com’erano i vini che la massa trangugiava 30-40-50 anni fà?… Sani e genuini Premiers Grand Crus Classés dove il terroir risaltava in maniera inconfondibile? Si è perso per strada le frodi e contraffazioni di tutte le specie che “cantinieri” mercanti e commercianti che non avevano neanche terminato la terza elementare perpetravano su quel liquido chiamato vino? Mah… che discorsi insulsi… senza capo ne coda… come sempre!

    1. Massarello

      Andiamo per ordine: la sindrome di C-J se ricordo bene, colpiva le vacche alimentate a farina di pesce: un esempio di globalizzazione esasperata. Ho sentito dire che il 90% delle vacche occidentali fa a tempo a morire senza aver visto mai, nè mangiato, un filo d’erba: solo insilati di mais e soia con integratori. Globalizzazione ordinaria, latte piatto e formaggi di plastica. Non parliamo della carne. Un tempo il vino poteva andare in aceto presso il viticoltore o allungato con tagli speculativi dai commercianti. Un paio di criminali usarono il metilico. Ma la maggior parte si è impegnata a portare l’Italia nel posto che occupa oggi. Anche grazie a gente come Scienza, non dimentichiamolo. Oggi è per la biodiversità ma scettico sul biologico. Che male c’è ad affrancarsi dal pensiero magico? Mica bisogna passare alla decrescita felice! Basta non portare il cervello all’ammasso, come si diceva una volta e fare la tara anche ai sacerdoti della globalizzazione. Vorrei vedere cosa succederebbe di noi se Obama trattasse il vino come Putin le mele … A chi lo daremmo da bere il PG?

      1. Putin

        Massarello, ma sei ubriaco? L’Europa ha appoggiato un manipolo di fascisti che ha preso il potere in Ucraina, cosa ti aspettavi da Putin? Ma da dove arrivi Massarello’ Dal paese di Alice nel paese delle meraviglie?

  4. silvio

    Guarda che è strana la vita… Anni e anni di studi, ricerche, tecnologie , manipolazioni e altre amenità per ricercare il Sacro Graal…il vino perfetto… Adesso ci si accorge che dal Trentino al Cile, dalla Sicilia all’Australia , dalla Germania al Sudafrica … si fanno vini tutti uguali , perfetti ma senza anima, come delle Barbie bellissime ma , appunto , bambole senza vita. In sostanza, il vino come la Coca Cola…o la birra industriale… Tutto sbagliato, tutto da rifare.

  5. Alberto

    Sapete che la passione allunga la vita? L’ultimo numero di
    Focus spiega che se il cervello si infiamma, ci regala un’ora di gioia in più
    al giorno, e ci allunga la vita. Le passioni possono essere il propulsore di una vita più
    lunga e felice…

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *