Il vino, la politica e le banane

Cattura di schermata (8)

La (in)comprensibile parabola di  La Vis è perfettamente riassunta in questa foto, pubblicata meno di due anni fa su L’Adigetto.it.

Politici, manager, comunicatori e tecnici tutti insieme appassionatamente. Mentre la coop ansimava e gemeva. E noi titolavamo:  TRENTODOC (Banana) Republic

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11 Commenti

  1. Curiosa&Sospettosa Curiosa&Sospettosa

    Cosimo, sono andata a rileggermi il cs, pubblicato a suo tempo…da rotolarsi per le risate: rileeggiti cosa dichiarava allora il tuo amico per la pelle (a proposito lo è ancora?) Re Sole:

    COMUNICATO nr. 2750 del 14/09/12 18.05

    Il Riserva 2005 Cesarini Sforza nominato da Gambero Rosso “Bollicine dell’anno” 2013
    UN'”AQUILA REALE” SUL TETTO DELLA SPUMANTISTICA ITALIANA

    C’è un’Aquila Reale che vola alto nel cielo della spumantistica italiana, quella che dà il nome al Trento Brut Aquila Reale Riserva 2005 della cantina Cesarini Sforza, spumante che dopo due anni riporta in Trentino (soffiandolo a Franciacorta) il titolo di “Bollicine dell’anno” nella guida Vini d’Italia 2013 di Gambero Rosso. E che sia un buon momento per lo spumante TrentoDoc lo testimoniano i 7 Tre Bicchieri (sui 10 complessivamente conquistati, uno in più dello scorso anno, dai vini trentini) assegnati alle bollicine di casa nostra. Un successo che il presidente della Provincia Lorenzo Dellai e l’assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione Tiziano Mellarini hanno voluto sottolineare oggi, a margine della conferenza del venerdì, con un brindisi assieme ai vertici della Cantina La Vis, di cui la Cesarini Sforza fa parte, ed i responsabili di Trentino Marketing.
    Frutto della sensibilità dell’enologa Giorgia Brugnara, che ha saputo trasformare al meglio le uve Chardonnay della località Sette Fontane in Val di Cembra, il Trento Doc Aquila Reale Riserva 2005 viene definito da Gambero Rosso “un campione di freschezza, sapidità e persistenza gustativa”.
    Soddisfazione per il riconoscimento è stata espressa dall’assessore Mellarini: “Il Trento Doc sta ottenendo una sempre maggiore attenzione in Italia e all’estero come prodotto espressione del valore della viticoltura trentina. I riconoscimenti di Gambero Rosso sono un ulteriore stimolo per i 38 produttori (numero in crescita) del Trentodoc e confermano che siamo sulla strada giusta”.
    Di un “bellissimo futuro” relativamente alla Cantina La Vis ha parlato il neo presidente Stefano Paolazzi, affiancato nell’occasione dall’ex commissario Marco Zanoni, al quale Dellai ha voluto rivolgere parole di ringraziamento per il lavoro svolto in una difficile fase di passaggio della cantina lavisana. (c.z.)

    1. Curiosa&Sospettosa, al di là delle frasi di rito dei politici, mi sembra più interessante sottolineare l’ottimismo del presidente di allora e di ora: “Di un “bellissimo futuro” relativamente alla Cantina La Vis ha parlato il neo presidente Stefano Paolazzi, affiancato nell’occasione dall’ex commissario Marco Zanoni, al quale Dellai ha voluto rivolgere parole di ringraziamento per il lavoro svolto in una difficile fase di passaggio della cantina lavisana”.

      1. silvio

        Punto primo : futuro bellissimo ? Chissà se avesse detto che era fosco cosa sarebbe successo !
        Punto secondo : a me risulta che il presidente della La-Vis sia tale Matteo Paolazzi. Conosco uno Stefano Paolazzi che potrebbe non essere contento di essere accostato a queste combriccole .
        Punto terzo : concordo pienamente con te che in quella occasione si stonò clamorosamente , errore madornale di Dellai, che magari senza volerlo confermò che la provincia ha avuto, ha e avrà sempre un occhio di riguardo per La-Vis . E le altre cantine trentine ? Serie B , figli e figliastri…

  2. Marco

    Caro Claudio quali numeri hai per dire che Cesarini è andata bene in questi ultimi 2 anni …. io ho guardato bilanci e vendite e secondo me c’è stata una involuzione nelle vendite (passate su altri spumanti) e nella marginalità.
    Poi LaVis fattura a Cesarini il costo per la realizzazione delle linee DOSS24 e LaVis di LaVis ma i dati di bilancio parlano chiaro e vedono cesarini in difficoltà ecco perché il cambio di venditore (Rinaldi) le bottiglie sono sempre sul 1.2 mln (Charmat e TN DOC).
    Poi nella foto l’unica da escludere dalla Repubblica delle Banane è l’enologo (Brugnara) anche se a certe pagliacciate uno ha sempre la possibilità di dire nooooo.

    1. Hai ragione la brava Brugnara non c’entra.
      Non c’entra lei, c’entra un clima pastoso e impastato dove non si distingue più nulla. Il discutibile premio del gambero rosso fu festeggiato nelle aule della giunta provinciale, a suon di brindisi. C’era qualcosa di stonato in questa commistone.

    2. Claudio Claudio

      Caro Marco, forse guardiamo dati diversi. Succede. Ad esempio: C.S., ricavi delle vendite (netti) a bilancio FY12/13 = €4.564.686 contro ricavi a bilancio anno prima FY11/12 = €4.182.194. Non conosco molte aziende vinicole in zona che nello stesso periodo hanno avuto una crescita nelle vendite pure e crude del 9% ! Mi viene in mente solo Concilio che si avvicini. La marginalità e l’utile netto meglio lasciarli perdere! Sono dati artificiosi. Tutti sanno che C.S. è obbligata a comprare il vino sfuso da LaVis al prezzo (e qualità) a totale discrezione della LaVis. Ben diverso se C.S. potesse fare come Ferrari, acquistare la materia prima sul mercato e trattare le condizioni e qualità. Allora sì che potremmo giudicare la marginalità e l’utile. Anche gli interessi e oneri finanziari sono leggermente scesi. Altro elemento tutt’altro che secondario da tenere bene a mente è che C.S. non ha il privilegio di sfruttare i viticoltori e di finanziarsi con le loro uve e pagarle quanto vuole e soprattutto quando vuole. Rappo ha fatto qualche piccolo miracolo, peccato per lui che questi miracoli siano della categoria dei miracoli invisibili…

      1. Marco

        Credo che stai parlando del valore dei ricavi e delle prestazioni che Nel 2010 erano 4.379.889, anno terribile per la LaVis (minimo storico del quinquennio precedente), poi sono calate negli anni successivi fino a 4.182.000 ma la realtà è che dal 2010 ad oggi siamo sulle stesse cifre e inoltre con l’aggiunta che le prestazioni conto terzi sono aumentate per il fatto che LaVis ha altri 2 marchi di bollicine che fa lavorare a Cesarini.
        2010 un fatturato di 4.800.000
        2013 un fatturato di 4.600.000
        poi c’è il discorso dei costi con i quali remunerano le uve provenienti dalla coop LaVis ma quello che tirano dentro è molto meno di quello del 2010 e molto di sotto delle aspettative che parlavano di superare i 5.000.000 già nel 2011.

        1. Claudio Claudio

          Caro Marco, sei vuoi provare ad intorbidire le acque e girar le carte dovresti aver capito che qui non funziona! Avevi scritto: “… Caro Claudio quali numeri hai per dire che Cesarini è andata bene in questi ultimi 2 anni …. io ho guardato bilanci e vendite e secondo me c’è stata una involuzione nelle vendite (passate su altri spumanti) e nella marginalità…” ed io ti ho dimostrato bilanci alla mano che negli ultimi 2 anni C.S. è cresciuta del +9%… Ora tiri fuori dati del 2010 che non sono attinenti a quanto in discussione, tra l’altro Rappo allora non c’era in C.S.. Per cortesia vedi di scrivere cose serie!

          1. Marco

            Scusa ma non puoi dirmi che non scrivo cose serie ho espresso un giudizio sul fatto che CS vada o non vada bene non ho INTORBIDITO le acque e non ho offeso nessuno credo.
            Quindi:
            1) Rappo è un bravo manager che è in CS dal 19 Marzo 2012 e non è certo nemmeno responsabili di eventuali contratti che CS aveva in precedenza (vedi quello con Rinaldi).
            2) CS si è involuta e ho specificato con il secondo post dal 2010.
            3) Gli obiettivo erano altri, per quanto riguarda le vendite ma giustamente, come dici tu, il periodo è magro per tutti.
            4) Non ho girato carte caro il mio lei ho espresso un opinione sui dati di bilancio dal 2010 al 2013 e basta; rimarcando il fatto che c’è stato un calo così forte che il segno + è un rimbalzo importante ma non decisivo per capire se l’azienda va bene.
            Chi investe in un’azienda controlla lo storico dei fatturati e dei ricavi altrimenti i dati sono fasulli e le carte in tavole le gira qualcun altro.

  3. Claudio Claudio

    Caro Cosimo, per onor di cronaca vorrei dire che per quel poco che sò la Cesarini Sforza, almeno negli ultimi anni, non ha contribuito al dissesto del Gruppo, semmai il contrario. Mi rattrista veder associato chi non ha colpe, alle cattive compagnie. Comunque hai fatto bene a mostrare il Dellai… mi ricordo molto bene di quanto ha “lavorato” per coccolare Letta, suo amico scrivevano i giornali e Monti, nella speranza che una volta sbarcato a Roma gli affidassero qualche ministero (“indiscrezioni” apparse più volte sulla stampa amica…). Si voleva impegnare per salvare l’Italia… diceva… Che grandi scelte avrebbe fatto, che super competenti dirigenti avrebbe nominato e con quanto senso di responsabilità avrebbe seguito i progressi delle sue scelte? La sua gestione del caso LaVis stà mettendo ben in evidenza tutto il suo “talento”… è una fortuna che per ora lo eserciti solo da noi…

    1. Anche le mie info danno in discreta salute cf e cg, . Ma questo non c’entra. Questa foto è un affresco del Trentino di allora(?): fu scattata nelle anticamere della giunta provinciale, due anni fa, al termine di una seduta di Giunta. E fu seguita da un ricco e opulento comunicato stampa dell’ufficio stampa di piazza Dante. Un intreccio fra affari, economia, vino, politica, giornalismo, comunicazione, che non prometteva nulla di buono. Semmai, già allora, ce ne fosse bisogno.

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