La divisa dell’Enantio piace all’assessore

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Lambrusca a Foglia Frastagliata*? L’assessore provinciale alla Cultura  Tiziano Mellarini (il nostro vecchio amichetto Re Sole,  ve lo ricordate?), accetta di farlo diventare il vino simbolo per le celebrazioni del Centenario della Grande Guerra. Lo ha dichiarato a margine della tavola rotonda dedicata ad una nuova collezione di Foglia Frastagliata della Viticoltori in Avio, le tredici bottiglie vestite con le etichette ispirate alle divise, italiane e austriache, indossate dai soldati trentini durante la Prima Guerra Mondiale e disegnate da Maurizio Cesarini.

Staremo a vedere se alle parole seguiranno i fatti. Ma intanto l’assessore ha dichiarato: “Questa è la prova che il vino è cultura“.

Per ora le bottiglie sono in vendita presso il punto vendita della Viticoltori, ad Avio, e presso il rifugio Zugna.

*Enantio, nome commerciale, della Lambrusca a Foglia Frastagliata: vitigno oggi ridotto ad una cinquantina di ettari, concentrati nel Trentino meridionale. Fino agli anni Ottanta rappresentava circa il 15 % della viticoltura trentina. Oggi solo lo 0,5 %. La rivendicazione alla Doc Valdadige TerradeiForti, si riduce a poche decine di ettolitri.

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8 Commenti

  1. Massarello Massarello

    Dato che Cosimo sr ci ha invitato tutti a ritirarci in buon ordine dal post di Re sole ultimo, sull’Enantio (che non è nome commerciale, ma sinonimo ufficiale di Lambrusco a foglia frastagliata) rilevo qui con sgomento la confusione culturale che traspare dalla foto delle bottiglie (sempre lo stesso vino?) delimitate dai due elmetti. Cos’è? Qualcuno ha scoperto che morti e feriti col sangue che cola fa vendere più vino? Mi ricordano quella nefasta serie di etichette romagnole che avevano impestato i grill autostradali con i faccioni di Mussolini e Hitler, il punto più basso del marketing vinicolo nazionale! Negli anni ’60 Rovereto era la città della guerra, del museo della guerra, poi negli anni ’80 è diventata città della pace. E non è cambiato niente, nemmeno col Mart. Ora il pendolo torna alla guerra col centenario, annaffiato da un vino morto, che si è ucciso per far spazio al pinot grigio…
    Veramente non m’immagino chi potrà avere stomaco tanto forte da trangugiare anche questa!

    1. CPDR

      …Caro
      Massarello, non sono stato io ad intimare la ritirata. Io mi sono
      solo permesso di chiedere ad un commentatore di evitare toni e parole ingiuriose.
      Detto questo: vedo che mi bacchetti per aver definito commerciale il nome Enantio.
      Lo ribadisco Enantio è un nome commerciale o meglio :è il nome ufficiale della Lambrusca introdotto a suo tempo per ragioni squisitamente commerciali e non per ragioni di squisitezza filologica (la storia di Plinio ..dai su.. la abbiamo usata e strausata…l’etimologia del lemma attico jonico è così generica…- eno oinos vino – ): enantio significa semplicemente vino. Più generico di così si muore, con buona pace dei Pliniani.
      E tu che ne sei sei stato buon testimone in presa diretta, sai bene che questa astratta scelta latineggiante a suo tempo fu dettata, secondo me sbagliando, per cercare da una parte di nobilitare un vitigno e un vino che nobili non erano e dall’altra parte per cercare di evitare fraintendimenti con il più noto e notorio Lambrusco delle terre padane.
      Fu, a mio avviso, un errore: fu un’operazione a tavolino e astratta. Si pensò che bastasse cambiare il nome per incontrare un grande (o piccolo) pubblico. Così non è andata per tante ragioni e non solo per questo brutto nome che fu appiccicato sopra le bottiglie allora.
      Ma questo brutto nome non spostò niente e non servi a niente. Oggi come tu sai meglio di me la Lambrusca è morta più di prima. E’ uno zombi che vaga nella morta gora lagarina.
      In quanto all’iniziativa militaresca: per come è nata (nell’ambito di una associazione culturale che partecipa alla giostra del centenario) non me la sento di giudicarla male. Non è nata per risollevare le sorti della Lambrusca – infatti non è stata pensata in seno alla Viticoltori ma in seno ad un’associazione di studi storici), ma semplicemente per lasciare un segno concreto su una bottiglia di vino. Ci sta anche questo. Ci può stare. E se questo diventasse l’occasione per tornarci su, anche da parte delle istituzioni politiche trentine, ben vengano anche le etichette bellicose.
      Sempre Tuo
      Cosimo

  2. Luciana

    ma dai Cosimo, adesso ti sei messo a tenere su le braghe a quello lì che è specialista nel parlare di cose che non conosce nemmeno lontanamente. almeno un po’ di serietà da parte tua, non da parte sua, ma da parte tua almeno.

  3. Lorenzo Bo.

    Io penso che questa sia una buona notizia e non capisco perché sempre questa polemica. L’assessore ha promesso di valorizzare l’enanzio, perché non dovrebbe essere vero? mettiamolo alla prova

  4. Curiosa&Sospettosa Curiosa&Sospettosa

    Cosimo non dirmi che ora a uno così tu ci credi? Non ha fatto niente in dieci anni ne per l’enantio ne per l’agricoltura trentina, e ora pensi che da assessore alla “cultura” … possa fare qualcosa…? Dai su, per piacere.

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