Quelli che …

Fra gli intervistati dall’Adige, oggi, sulla vicenda Pinot Grigio Venezia Doc, ci sono quelli che cascano dal pero e quelli che, invece, avevano capiti tutto. Da un pezzo.

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10 Commenti

  1. silvio

    Errata corrige : Veneto scritto minuscolo non era voluto , è stato un errore di battitura , altrimenti sembra che considero il Veneto vinicolo inferiore al Trentino . Ho bevuto ultimamente grandi vini a ottimi prezzi , secondo il mio parere stanno superando il Trentino , anche se in Trentino i veneti vengono ancora spesso .considerati viticoltori di serie B. Io penso invece che siano molto bravi e abbiano forse capito qualcosa che ai trentini sta sfuggendo .

    1. Il peccato originale del Trentino, uno dei peccati originali e mortali, è quello di considerarsi sempre Primo della classe. Raramente, tuttavia, questa nostra autoconsiderazione viene certificata da soggetti terzi.
      A genova succede quel che è successo la scorsa settimana e i nostri vertici politici annunciano via comunicato stampa: “siamo pronti a partire, quando c’è da essere generosi noi siamo in prima fila e siamo i più generosi di tutti. Attendiamo trepidanti la chiamata dalla protezione civile nazionale”. Ma nessuno chiama. Genova può anche fare a meno di noi.
      Tornando al vino: abbiamo sempre considerato i veneti come agricoltori di serie b, capaci solo di produrre uve pinot grigio da mettere nelle nostre bottiglie. Li abbiamo sempre considerati come operai della vigna, al nostro servizio e al servizio del nostro business di grandi imbottigliatori. Intanto loro stavano mettendo in piedi quel grande fenomeno commerciale (e enologico) che si chiama Prosecco. E stavano lavorando alla creazione di quel grande vino irripetibile che si chiama Amarone (con tutto il resto della filiera valpolicellese). E tanto per non sbagliarsi si stavano dotando anche della DOC VENEZIA, per affrancarsi dall’asservimento commerciale nei nostri confronti. Questo tanto per dire, eh.

  2. silvio

    Ciao Cosimo , anche io ho letto l’articolo , scusa il gioco di parole ma non ho capito chi è che ha capito tutto da un pezzo , a me sembravano solo dichiarazioni di circostanza da parte di tutti . Quello che mi chiedo è : è un falso allarme o sarà un problema vero per il Trentino , che sul Pinot Grigio IGT Venezie importato dal veneto e imbottigliato in Trentino ha costruito il suo giro commerciale ? Giro commerciale poco mirato alle qualità e poco mirato alla marginalità dei guadagni, ma comunque importante dal punto di vista numerico . Tornando all’articolo in questione , a livello personale mi ha lasciato perplesso il presidente della Lavis che non è preoccupato perchè dice che loro con i contratti 2015 sono a posto . Okkei , ma dopo il 2015 che succede ? Finisce l’enologia ? E’ questa la visione del lungo periodo che hanno i dirigenti delle coop trentine ? Siamo messi male o sbaglio ?

    1. Anonimo

      Silvio tranquillo , il Trentino vinicolo ci sara’ anche dopo il 2015. Ad essere maligni, si potrebbe pensare che magari dopo il 2015 non ci sara’ piu’ la cantina in questione, se sono vere le voci che si sentono in giro. Magari e’ per questo che loro si accontentano di essere a posto per il solo 2015. Sara’ anche vero che i problemi ci sono per gli altri e non per loro, o almeno questo sembra di capire tra le righe di quello che dicono. I fatti pero’ sembrerebbero dimostrare il contrario, come la mettiamo?

    2. L’unico a non capire veramente la portata della questione secondo me è il direttore di Consorzio Vini, che infatti fa la figura di quello che casa casca dal pero.
      I manager cooperativi, hanno ben presente quello che sta succedendo. Da parecchio tempo conoscono la situazione e le problematicità della moncoltura e monocultura del p.n. Che poi non siano corsi ai ripari prima, che non abbiano stimolato un cambiamento di rotta vitivinicolo è un altro paio di maniche. Del resto queste sono questioni di politica vitivinicola, a cui avrebbero dovuto, dovrebbero, pensare i soggetti politici della cooperazione: assemblee dei soci, consigli di amministrazione e presidenti. Non il management commerciale. Il cui compito precipuo e principale è, invece quello di commercializzare al meglio ciò che gli viene fornito. In quanto alle dichiarazioni lavisane, la situazione così delicata della sua azienda non gli consente di sbilanciarsi, i contratti già chiusi per il 2015 confermano la linea politica degli ultimi anni. Ma questo è ancora un altro discorso.

      1. silvio

        Grazie per la risposta Cosimo, sei sempre pacato ed equilibrato nelle tue considerazioni . Volevo invece farti i complimenti per il nuovo taglio che da qualche mese hai dato al tuo blog . Io non sono un frequentatore assiduo ma lo visito spesso , mi piace i l fatto che adesso usi molto gli articoli della stampa locale come spunto per avviare un dibattito con la gente . Sia che si tratti di vino che di altro , credo sia una formula vincente . Bravo continua così.

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