Chianti Classico: appunti di viaggio

enologi toscana chianti classico

Pubblichiamo qui di seguito il resoconto del viaggio di studio, avvenuto lo scorso mese di giugno, organizzato dall’associazione enologi ed enotecnici italiani sezione del Trentino, in collaborazione con la FEM Istituto Agrario di San Michele, nelle zone del Chianti Classico coltivate a biologico.

Ringraziamo la gentile organizzazione per averci concesso la pubblicazione di questo interessante resoconto redatto da Francesco Fellin, Antonio Patton, Alessandro Condini Mosna, Alberto Postal e
Ludovico Tomasi

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Cenni sul Chianti Classico
Il Chianti Classico DOCG si estende su una superficie di 71.800 ha nei comuni
Toscani di: Castellina, Gaiole, Radda in Chianti nei territori che vanno da Firenze a
Siena. Il vitigno principe è ovviamente il Sangiovese con eventuale aggiunta di alti
vitigni rossi autorizzati per un massimo del 20%.
La conformazione dei terreni collinari adatti alla coltivazione della vite è arenaria,
marna, scisto argilloso sabbioso spesso con presenza di scheletro.
Il disciplinare prevede una produzione massima di 75 q/li ha con una resa a ceppo
non superiore ai 2 kg. Nei nuovi impianti si prevede un investimento minimo di 4400
ceppi ad ettaro. La forma di allevamento adottata è il filare con predominanza del
cordone rinnovato. E’ consentita l’irrigazione di soccorso.
La vinificazione e l’imbottigliamento deve avvenire nella zona di origine.
Il clima è continentale con inverni rigidi ed estati molto calde e siccitose. Le piogge
si attestano sui 800-900 mm annui in prevalenza tardo autunno e primavera.
Il Chianti classico deve avere un invecchiamento minimo di 10 mesi a partire dal 1
gennaio dopo la vendemmia.
Il Chianti classico riserva deve avere almeno 2 anni di invecchiamento di cui almeno
3 mesi in bottiglia partendo dal 1 gennaio dopo la vendemmia.
Visita alla azienda vitivinicola Antinori di Bargiano in Chianti
Via cassia per Siena 133 loc. BARGINA San Casciano val di Pesa
Tel. 055.2359720 Abbiamo visitato la nuova cantina di Antinori realizzata principalmente con lo scopo
di rappresentanza e accoglienza dei visitatori, cosa che Antinori tradizionalmente non
aveva mai curato.
Dati dell’azienda
Antinori è un’azienda familiare toscana, dal 1385 si occupano di viticoltura.
Possiede aziende nel Chianti, Montepulciano, Montalcino e Bolgheri in Toscana
In Umbria, Ungheria, Romania, California e Cile. In Italia produce 22.000.000 di
bottiglie su circa 2000 ha di vigneti. Hanno 40 tra enologi e agronomi.
Cantina
La cantina che abbiamo visitato è nuova e progettata con percorsi visitatori, un
museo, auditorium e ristorante.
E’ stata progettata da un giovane architetto fiorentino e la caratteristica principale è di
essere praticamente invisibile, dall’esterno si vede solo una facciata immersa nella
collina vitata. Il costo dichiarato è di 90.000.000 di euro.
La cantina si sviluppa su circa 40.000 mq e ci sono voluti 7 anni per realizzarla
sbancando la collina e poi riportando il terreno vegetale.
Ha una capacità di 17.000 hl di incantinamento, con vinificazione in acciaio, ed
affinamento in circa 2000 barriques per 8 – 12 mesi a seconda delle tipologie.
Non c’è impianto di condizionamento artificiale ma la temperatura viene mantenuta
dal fatto che la cantina è tutta sotterranea e dai giri d’aria naturale.
E’ stata concepita per vinificare per gravità senza l’ausilio di pompe quindi scarico
delle uve dall’alto vinificazione e affinamento nei piani bassi.
Quest’ anno sono stati imbottigliati 3.500.000 bottiglie con vini provenienti anche da
altri stabilimenti, il progetto è di aumentare ulteriormente la quantità imbottigliata in
questo sito. Lo scarico dell’uva si fa su tramoggia vibrante di 35 q eventualmente su
tramoggia di cernita (il sistema sembra sottodimensionato, probabilmente c’è il
progetto di potenziare insieme anche alle linee di imbottigliamento)
Hanno una piccola barricaia per il vino santo.
Vigneto
Il vigneto nelle varie aziende italiane è condotto in parte biologico e in parte
integrato. Nel 2013 in Toscana sul biologico hanno effettuato 12 trattamenti.
La vendemmia è tendenzialmente a macchina salvo casi di selezioni particolari.
Degustazione vini
Abbiamo assaggiato solo chianti classico
Peppoli 2011: è il chianti base di Antinori e quello prodotto in maggior quantità.
È un chianti giovane profumato ancora acidulo e tendenzialmente leggero (per essere
un chianti) pulito e piacevole.
Villa Antinori 2011: è una riserva, piuttosto corposo anche se non pulittisimo al
profumo comunque valido.
Marchesi Antinori Riserva 2011: proveniente da uve dell’azienda Tignanello.
Vino molto corposo pulito molto armonico

Il biodistretto di Panzano in Chianti
Il biodistretto di Panzano nasce ufficialmente il 5 di Luglio del 2012 con Delibera
della Giunta Comunale di Greve in Chianti. La volontà è quella di portare al 100% il
territorio viticolo al biologico. Già a metà degli anni 90 i viticoltori della zona di
Panzano si erano associati nell’Unione Viticoltori di Panzano in Chianti per
promuovere i loro vini.
Ora sui 600 ha di vigneti del comune di Panzano il 95% è a conduzione biologica
con ottimi risultati.
Capostipite dell’iniziativa è stata l’azienda Fontodi da sempre bio che con i suoi 85
ha rappresenta la realtà principale.
Visita alla azienda vitivinicola Fontodi di Giovanni Manetti Panzano
Tel +39055 852005 – E-mail fontodiontodi.com
Accompagnatore Giovanni Manetti
Dati dell’azienda
L’azienda situata nella frazione di Panzano nella Conca d’oro ha una superficie
vitata di 85 ha collinari sui 400-450 slm con buona escursione termica. I terreni sono
molto profondi, calcarei, sassosi con pietre friabili. Vi sono inoltre 30 ha di uliveti e 35 capi di bestiame. Dal 1990 è iniziata la
conversione in biologico con una visione biodinamica della azienda producendo in
casa tutto ciò che è necessario alla coltivazione. Dal 2000 l’azienda è certificata bio.
La forma di allevamento è il Guyot con sesto 2×0,8 con una densità di 6000 viti ad
ha. La varietà più rappresentativa è il Sangiovese con il 95% dei vigneti innestato sul
420 A.
La cui produzione media è di 60 q/li ettaro. Il rimanente 5% è Pinot Nero, Sauvignon,
Syrah. Viene eseguito un inerbimento controllato con leguminose e graminacee tra
cui spicca l’orzo e l’erba viene tagliata e un filare viene raccolto mentre nell’altro
l’erba viene lasciata nel filare. Si lavora sotto la vite sul filare con una fresa
interceppo. Si esegue una unica cimatura annuale e una leggere sfogliatura a mano.
Non si irriga e la vendemmia è manuale in cassette e cassoni. Su tutto il territorio di
Panzano si realizza la confusione sessuale per il contenimento delle tignole.
Cantina
Vi sono 2 linee di selezione dei grappoli all’entrata allo scopo di eliminare grappoli e
acini con problemi di sanità. La sequenza è: diraspatura, selezione acini, pigiatura,
riempimento serbatoio. Dal 1992 si fanno fermentazioni spontanee senza lieviti
selezionati con fermentazione alcolica di 8-9 giorni a temperature non elevate e poi
macerazioni lunghe fino a 20-30 gg. La malolattica avviene in legno. Si esegue una
sola pressatura senza sgretolamento. Nel legno i vini rimangono fino a 2 anni. Il
primo anno in locali caldi a 20° per la malolattica e il secondo per l’affinamento in
locali più freddi. I vini hanno gradazioni sui 14-15 ° alcool e 6,5 per mille di ac.
totale con pH di 3,35. Vengono eseguiti travasi a luna calante e colmature mensili.
Alcuni vini si vinificano in anfore di terracotta di argille provenienti dai propri
terreni non rivestite ritenendo questo contenitore antisettico e antiossidante. La
fermentazione è spontanea e la permanenza in anfora è di 12 mesi senza travasi. Il vino viene filtrato a 5 micron sotto azoto senza contatto con l’ossigeno e
imbottigliato con tappo naturale a 5 mg di SO2 libera e 10 totale.
Degustazione vini
Fontodi chianti classico 2010: solo Sangiovese, 150.000 bottiglie di cui l’85 %
venduto all’estero. Il prezzo è di 10,5 Euro + iva in cantina.
Flaccianello 2010: selezione particolare dei migliori vigneti 100% Sangiovese
affinato in legno nuovo. Prodotte 60.000 bottiglie al prezzo di 36 Euro + iva in
cantina.
Visita alla azienda vitivinicola Tenute di Vignole (Panzano)
Accompagnatore Nistri Massimo proprietario dell’azienda
Dati dell’azienda
L’azienda esiste dal 1745 ed è assieme a Fontodi una delle più rappresentative di
Panzano. Nistri fa parte dell’unione viticoltori bio di Panzano ha una superficie di 21
ha di cui 13 di vigneto. Producono biologico da 9 anni con il risultato che le vigne
sono più equilibrate e sane. Per ottimizzare la strategia di difesa assieme all’unione
viticoltori di Panzano hanno distribuito nella zona delle capannine meteo. La varietà
predominante è il Sangiovese che alle produzioni del disciplinare è molto strutturato
e alcolico (14-14,5°). La conduzione bio ha reso i terreni migliori più salubri e anche
i vini sono più puliti e di elevata qualità. Si difendono dalle tignole con la confusione
sessuale e la consulenza è affidata a Ruggero Mazzilli. L’azienda è sita nella Conca
d’oro in zona collinare a 300-350 slm. Si esegue l’inerbimento a filari alterni con
semine di orzo, favino, erba medica, trifoglio e senape in ottobre che vengono poi
interrate in primavera-estate successiva mentre il filare attiguo viene lavorato.
Il sottofilare è lavorato con una fresa interceppi. La forma d’allevamento è il cordone
speronato preferito al guyot rinnovato. Il sesto d’impianto è 2,5 X 0,70 su
portainnesto 420 A. Hanno realizzato un nuovo impianto con 6 cloni di Sangiovese protetti da in tubo forato per evitare danni da animali selvatici e la palatura è di legno
con punte bruciate. La vendemmia è manuale.
Cantina
Si esegue una vinificazione classica con lieviti naturali indigeni e 18-20 gg di
macerazione, rimontaggi e temperature sui 26-29 °C. Le malolattiche si svolgono in
primavera successiva. Hanno anche vasche in cemento e la temperatura è regolata da
scambiatori. I loro vini hanno elevate acidità e Ph bassi che danno longevità al vino.
La Barricaia è composta da botti di rovere francese ed ha un ambiente naturale sia per
umidità che temperatura.
Vini
L’azienda Tenute di Vignole produce un chianti classico con uve 90% di Sangiovese
e 10% Merlot, una riserva e gran selezione con sole uve Sangiovese e un IGT
Toscana con Sangiovese passito (30-40gg in fruttaio) Merlot e Cabernet.
Il Chianti classico base invecchia 14 mesi in legno (botti grandi e barrique) dopo
essere rimasto sino a luglio in vasche di acciaio o cemento.
Degustazione vini
Chianti classico Vignole 2010: 90% Sangiovese e 10% Merlot. Produzione di
30.000 bottiglie al prezzo di 6,9 Euro al distributore. La gradazione alcolica è elevata
(14,9 gradi) e l’acidità spiccata. All’assaggio il vino risulta rotondo con tannini
abbastanza morbidi ma che potrebbero ancora evolversi. Al naso un po’ aggressivo e
disarmonico.
Sangiovese 2013: vino ancora in vasca con 3600 di polifenoli totali, 3,4 di Ph e 6,5 di
acidità. H 15 di Solforosa libera e 60 di totale. E’ un vino ancora con CO2 (da
malolattica) tannini verdi, alcolico, con buona acidità e vinoso al naso.
Chianti classico riserva 2008: Sangiovese selezionato tutto in barriques per 20 mesi
e poi assemblato e messo in legno grande per 3-4 mesi. Alcolico (15,2 gradi) dolce e
rotondo in bocca. Armonico ed equilibrato con note di caffè, cacao, spezie. Se ne
producono 8000 bottiglie al prezzo di 12,5 Euro.
Crespine Gran Selezione 2009: con uve selezionate di Sangiovese (95%) e Cabernet
(5%) prodotte e imbottigliate solo all’origine. Al naso si sente molto il legno ma in
bocca è rotondo e morbido. L’azienda ne produce 3500 bottiglie al prezzo di 14 Euro.
Congius IGT Toscana 2009: con uve di Sangiovese passito (40%), Cabernet (30%)
e Merlot (30%) con 15,5 gradi alcol. Piacevole e rotondo in bocca con tannini
morbidi. Al naso alcolico, note di frutta matura, confettura e speziato.
Congius IGT Toscana 2008: note di legno e confettura al naso, morbido in bocca,
rotondo e armonico. L’azienda ne produce 6000 bottiglie al prezzo di 19 Euro.

Incontro con Mazzilli Ruggero responsabile tecnico del Biodistretto di Panzano
Mazzilli è un agronomo biologico che assieme alla moglie Amelia ha creato la
Stazione Sperimentale per la Viticoltura Sostenibile (Spevis) società srl privata che
ha lo scopo di sperimentare e divulgare le tecniche bio più evolute per la gestione del
vigneto.
La “mission” di Mazzilli è sempre stata creare nel bio una rete di amicizia e
conoscenza. La base per ottenere dei risultati è crescere nel conoscere e ottenere
eccellenti qualità con una gestione il più naturale possibile. La viticoltura dovrebbe
essere non aggressiva ma serena di cui il biologico è solo una parte e che si realizza
su un comprensorio e non su una singola azienda. Si promuove la confusione sessuale
per le tignole Si lasciano delle viti testimoni non trattate per monitorare l’evoluzione
delle malattie e si adottano delle centraline meteo in rete per conoscere in tempo reale
l’andamento delle piogge e temperature. Negli impianti si evita il franapoggio
(ritocchino) a favore del reggipoggio (l’antico girapoggio) con distanze ridotte e sesti
fitti con 6-7.000 viti ettaro. Nei vigneti si intervenire il meno possibile per avere la
massima naturalità. Se possibile non si lavora il terreno non si cima e la sfogliatura è
leggera e precoce anche prima della fioritura togliendo le prime 4-5 foglie e poi non
si sfoglia più. Per Mazzilli la parte più importante del vigneto è il suolo che deve
essere necessariamente inerbito per dare vita al terreno. Inoltre l’erba viene tagliata
con una trincia a catene vorticanti, semplice, pratica e poco costosa e lasciata sul
terreno. Le macchine sono strette di 1 mt di larghezza. La viticoltura nasce dal
terreno che deve essere assecondato e non modificato. Si deve promuovere
l’uniformità della fertilità evitando le macchie di leopardo. Perciò non si possono
trattare tutti gli appezzamenti allo stesso modo. Le potature devono essere soffici e
lunghe con pochi tagli grossi. Secondo Mazzilli il bilancio idrico della lavorazione
del terreno è negativo mentre l’inerbimento con orzo e farro o spontaneo è positivo
tagliando l’erba e lasciandola pacciamare. Non vede l’utilità di lavorare una fila e inerbire l’altra, meglio inerbire tutti i filari. La semina deve essere sempre autunnale
in ottobre-novembre preferendo le graminacee quali varietà antiche di orzo che hanno
più culmo oppure farro. Prima della semina si passa con un ripuntatore a piccoli
vomeri che lavora a 20-40 cm senza poi lasciare i solchi. L’interceppo si lavora con
piccole lame curve anteriori con un disco unico per tagliare il terreno prima del
passaggio della lama. Il primo passaggio di stagione è difficile perciò prima della
lavorazione si taglia l’erba fra i ceppi e si crea una baulatura con terra mossa così si
facilita il lavoro della lama. Ritiene necessario lavorare il sottofilare. Per
l’arieggiamento del terreno hanno una macchina con un unico ripuntatore chiamata
“polifemo”. La concimazione viene eseguita con compost aziendale formato da
sarmenti trinciati e letame se vi sono animali aziendali. Per ottenere vigneti
equilibrati maggiormente resistenti alle malattie si deve intervenire poco ma bene
sulle criticità. Per Mazzilli si deve avere una visione più ampia e completa del mondo
vigneto. Il biologico non deve essere una moda ma è la ricerca della qualità vera
senza prendere scorciatoie. Negli impianti di vigneto si dovrebbe prediligere
materiale di selezione massale eseguita in zona. Il futuro non sta nelle varietà o
portainnesti geneticamente resistenti. La soluzione è dentro al vigneto e non al di
fuori.
Difesa
Nel territorio toscano di Panzano il problema principale è l’oidio. Per poter impostare
una difesa biologica efficace imposta ogni anno sia per l’oidio che per la peronospora
delle prove con prodotti innovativi corroboranti e coformulanti naturali. Sinora gli
induttori di resistenza sono poco efficaci. I prodotti corroboranti agiscono sulla pianta
e non direttamente sul fungo inducono maggiore resistenza della vite. Ne sono
esempio il resveratrolo, alghe, aloe vera, glutatione e propoli ma siamo ancora alla
fase della sperimentazione
Visita alla azienda vitivinicola Castello di Volpaia (Volpaia)
Accompagnatore Giorgio Regoli direttore aziendale. Volpaia è un borgo medioevale fortificato con il castello che ospita questa storica
cantina. L’azienda è di proprietà del fiorentino Giovannello Spianti dal 1966 e
comprende anche 3 fattorie e vigneti. I propietari hanno ristrutturato e abbellito il
borgo negli anni. La cantina Volpaia occupa i 2/3 dell’intero borgo e si trova in 7
edifici diversi. I condotti del vino passano sottoterra da un edificio all’altro. La
cantina di vinificazione è in una chiesa sconsacrata del 1200. L’azienda ha 41 ha di
vigneto, sulla collina sotto il castello di Volpaia che è a 620 slm. Fino agli anni 60 la
viticoltura del Chianti era consociata con l’olivo su terrazzamenti e i filari erano fra
seminativi ed era diffusa la mezzadria. Negli anni 70 con i contributi Feoga e la
moderna meccanizzazione (Caterpillar) sono stati realizzati i nuovi impianti
modificando le colline ed eliminando le terrazze. Oggi per rifare un vigneto fra
lavorazioni e scasso il costo si aggira sui 30.000 Euro. Per tornare ai tradizionali
terrazzamenti la spesa è dai 50.000 agli 80.000 Euro. Si impianta ancora a ritocchino
e pochi realizzano terrazze e scarpate che eviterebbero l’erosione. A Volpaia il
ritocchino andrebbe bene se inerbito ma con la siccità estiva l’inerbimento muore. I
terreni sono sabbiosi da arenaria a differenza del resto del Chianti che è più argilloso
e calcareo. Volpaia non ha terreni calcarei e il Ph è 7-8. Il costo dei vigneti si aggira
sui 10 Euro al mq.
L’uva viene raccolta in cassette e portata all’unica tramoggia con carrelli ribaltabili.
Cantina
La disposizione in più edifici complica l’organizzazione del lavoro. Hanno vasche in
acciaio con follatori mobili su binari. Le vasche in acciaio termocontrollate sono state
calate dal tetto.
Vini
Consulente dell’azienda è il fratello di Cotarella. Nel tempo si è prodotto sempre più
Sangiovese e meno Cabernet e Merlot. Si ottengono vini diversi dalla zona di
Panzano per la diversità dei terreni e le altitudine più elevate. Qui i vini sono più
morbidi e meno strutturati. Le malolattiche si svolgono sempre in primavera
successiva la fermentazione alcolica. Dal 2000 tutti i vini di Volpaia sono biologici.
Degustazione vini
Chianti classico Volpaia 2011: 90% Sangiovese e 10% Merlot. Produzione di
100.000 bottiglie al prezzo di 12 Euro al pubblico. Vino di facile beva, invecchiato in
botte 1 anno. Note balsamiche al naso poco tipiche. In bocca buon corpo morbido,
elegante, semplice da bere.
Chianti classico Volpaia riserva 2010: 100% Sangiovese. Produzione di 40.000
bottiglie al prezzo di 19 Euro al pubblico. Al naso aroma di frutti rossi maturi,
speziato. In bocca rotondo ed elegante.
Coltassala cru riserva 2010: 90% Sangiovese e 10% Mammolo (varietà autoctona il
nome deriva dalla viola). Produzione di 10.000 bottiglie al prezzo di 30 Euro al
pubblico. Cru aziendale nato come supertuscan affinato in sole barriques ora è una riserva. Vino speziato confettura di frutti rossi al naso. In bocca piacevole morbido
con tannini ancora vivaci da poter invecchiare.
Balifico 2010: 65% Sangiovese e 35% Cabernet S. Prezzo di 30 Euro al pubblico.
Vino piuttosto verde al naso ma anche in bocca. Note alcoliche e speziate con sentori
erbacei e selvatici. Ancora giovane in bocca. Affinato in barrique 2 anni. Vino da
mercato americano dove il Cabernet si sente molto.
L’azienda produce un vino santo con uve malvasia e trebbiano toscano appassite
fermentate in botti di legno riempite a 2/3 mai colmate, con mosti a 32-33 gradi
Baumè per raggiungere un vino di 13-14 gradi alcol e 140 gr di zucchero. Il vino ha
sensazioni ossidative con alta volatile.
Visita all’azienda agricola Pian d’Albola – Radda in Chianti
Sito internet : www.albola.it
Con grande sorpresa e simpatia ci accoglie il signor Giovanni Zonin proprietario
dell’azienda agricola. Egli ci da un breve saluto di benvenuto evidenziando che la sua
famiglia è proprietaria dell’azienda dal 1979 e mettendo in luce il fatto che la
proprietà partendo dal Veneto è sempre stata alla ricerca di territori dove si
producono grandi e straordinari vini.
Si visita poi il Castello d’Albola accompagnati dal Direttore aziendale dott. Gallo.
Anche lui è molto contento di questa visita da parte dell’Associazione trentina,
dichiara che la famiglia Zonin ci sta mettendo il cuore in questo progetto, rispetto al
Prosecco qui è un’altra storia.
L’azienda agricola è complessivamente di Ha 900, con Ha 100 coltivati a Chianti
Classico, alcuni ettari a IGT.
Nel percorso di valorizzazione del Chianti Classico, a parere del Dott. Gallo si sono
commessi degli errori generando confusione nelle DOC. Da parte loro si
confezionano bottiglie solamente con il marchio Gallo Nero. In merito alla tipologia “ Gran Selezione” a parere del dott. Gallo vi è lo sforzo del Consorzio di elevare la
qualità della denominazione. La Commissione è seria e questo pone a favore della
qualità dei vini prodotti.
Alcuni numeri di produzione di bottiglie di Castello Albola:
– 500/600.000 di Chianti Classico
– 4000 di Gran Selezione
– 50-70.000 di Riserva
Il dott. Gallo ci lascia per impegni lavorativi e si prosegue con altro collaboratore
nella degustazione dei vini.
1. Chianti Classico base 2010 – La base è rappresentata dal 90-100% da
Sangiovese e la presenza di qualche vecchio vitigno. La vendemmia è
meccanizzata, macerazione breve, affinamento in botte di legno grande. Pur
praticando la riduzione dei trattamenti, una viticoltura sostenibile, ritengono di
non aderire al Biodistretto della Conca D’oro di Panzano. La loro azienda ha
un clima diverso dalla zona di Panzano, ritengono il Bio distretto una grande e
lodevole iniziativa, ma loro non sono nella logica del biologico. I terreni
dell’azienda per la produzione dl Chianti Base variano da 300 – 600 m/l/mare.
La produzione ettaro media varia da 60-70q.li, si lavorano 6000- 7000 q.li di
Castello Albola, i nuovi vigneti sono impostati con 5000 viti/ettaro. L’azienda
acquista uve e vino ( 20%) dall’esterno e nel sito di Albola si imbottigliano
anche vini provenienti dalla proprietà di Zonin in Maremma;
2. Chianti Classico 2011 – Piccola selezione del Chianti Classico base – 15-
20.000 bottiglie; la lavorazione è la medesima per la produzione del Chianti
Classico;

3. Chianti Classico Riserva . Vino ottenuto con vitigno Sangiovese in purezza,
selezione delle uve sia nello stesso vigneto che da altri vigneti; vendemmia
meccanizzata per 80% e il resto manuale.
4. Chianti Classico – Gran Selezione – Vino ottenuto con vitigno Sangiovese in
purezza, affinamento in barrique per 18 mesi utilizzando in singoli vigneti
cloni particolari, vigneti diversi e completamenti isolati; la raccolta è effettuata
a mano;
5. Acciaiolo IGT – Sangiovese – Cabernet Sauvignon ( > del 20%) – produzione
limitata con uso di uve provenienti da vecchi vigneti, con produzione di 30
q.li/ettaro.
A questo punto si interrompe la degustazione e si visita la Cantina di fermentazione
ubicata in zona decentrata rispetto al Castello. La raccolta delle uve è effettuata a
macchina, in parte manuale. Lavorazione delle uve in modo normale, rustica,
affinamento in botte. Si assiste ad una evoluzione nelle tecniche di vinificazione. Dai
tini tronco – conici tipo betoniera alla vinificazione con acini interi in piccoli tini.
Si visitano poi i locali dove i vini invecchiano in botti di legno situati nella casa
vecchia: si trovano botti di varie capacità, tendenza di passare dalla barrique alla
botte grande, la proprietà intende svecchiare il patrimonio legnoso.
Locali per la produzione di passito
Per l’azienda questa tipologia di vino non è strategica, in quanto non ha mercato, ma
viene prodotta per la tradizione e per il listino. Si tratta di uve bianche quali trebbiano
e malvasia e uve rosse messe i cassette ad appassire poi vinificate nelle botti sui
vecchi lieviti. Dopo 5-6 anni si vedono i risultati. I piccoli serbatoi in legno di aprono
in gruppo.
Si prosegue poi la degustazione con altri assaggi e in particolare:
6 . Chardonnay – 2013 – si tratta di uve coltivate nelle zone più elevate della
proprietà. La coltivazione di questo vitigno e la produzione del vino si fa interessante.
7. Chianti Classico 2007 – I vini d’Albola riescono ad avere nel tempo buoni
risultati. Si tratta delle medesime lavorazione delle uve effettuate per la produzione
del Chianti Classico.
8. Passito 2004 – vino gradevole avente una gradazione alcolica pari a 16 gradi ;
Con quest’ultimi assaggi si conclude la visita all’azienda agricola di Castello Albola
e la comitiva riprende la strada verso casa.

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