Fugatti: La-Vis? No grazie!

Selezione_058

Comunicato stampa

FUSIONE CAVIT E LAVIS: NON FARE PAGARE IL CONTO ALLE CANTINE DELLA VALLAGARINA

In questi giorni si parla con insistenza di una possibile fusione tra le cantine Cavit e Lavis al fine di arrivare a una soluzione della delicata situazione finanziaria della cantina a nord di Trento.
Nei mesi scorsi il Presidente Rossi aveva più volte garantito un intervento pubblico provinciale per Lavis, poi frenato dalle iniziative del PD che su questa vicenda ha chiesto maggiore trasparenza e efficiente gestione delle eventuali risorse pubbliche utilizzate.
La fusione tra Cavit e Lavis rientra quindi nella volontà di salvare la cantina lavisana da parte della Provincia e della Cooperazione Trentina. Noi non entriamo nel merito di una eventuale decisione di Rossi di utilizzare risorse pubbliche per Lavis. Facciamo però presente che se la fusione tra Cavit e a Lavis porta in qualche modo a scaricare dentro Cavit i debiti di Lavis, facendoli “pagare” ai soci già oggi presenti in Cavit, qualche dubbio lo abbiamo. Infatti oggi in Cavit oltre il 50% del prodotto conferito proviene dalle cantine della Vallagarina (Avio, Vivallis, Isera, Mori, Nomi), le quali con una operazione di questo tipo verrebbero probabilmente costrette ad essere coinvolte nel salvataggio di Lavis. Non crediamo che una simile operazione sia del tutto corretta per i soci di queste cantine, anche perché qualche anno fa quando la cantina di Avio ebbe una pesante crisi finanziaria poco o nullo fu l’intervento provinciale per salvarla.
In definitiva quindi crediamo che se Rossi si e’ preso l’impegno di salvare la cantina di Lavis lo possa e lo debba fare, senza però presentare il prezzo ad altre cantine, in questo caso quelle della Vallagarina, che poco o nulla hanno a che fare con Lavis.

Cons. Maurizio Fugatti
Lega Nord Trentino
CONDIVIDI CON

18 Commenti

  1. WineLover

    Fate attenzione. E’ vero che le cose sono molto più grosse di quello che dicono i giornali. Esiste, in Trentino, un intreccio tra Federcoop-Politica-ISA (curia)-Poteri economici che è micidialie. Fin che c’erano soldi pubblici per ripianare i buchi, tutto ok. Ora che di soldi non ce ne sono più e le Casse Rurali devono rientrare (Bankitalia e BCE incombono) ecco che tutto diventa più difficile. Le CR diventano immobiliaristi per recuperare un po’ di denaro…. (hanno appena ceduto i crediti….)…
    Tornando a CaVit – Lavis, vi dico che CaVit in se non ha debiti ma sarei curioso di vedere come sono messe le sue consociate… Isera è messa male, Mori deve recuperare il megainvestimento….Avio lo sappiamo….
    Cavit ha circa 200 dipendenti… decisamente troppi… figuriamoci come potrebbe inglobarne altri 150 (tra Lavis e Girelli).
    Diciamolo chiaro. Qualcuno ha mangiato e non vuole venire scoperto. Hanno insabbiato tutto x 4 anni… e siamo punto e capo! Intanto sono stati dati una cosa come 15 mln alla LaVis quando di poteva evitarlo 4 anni fa…. chi risponde di questo ???

    1. silvio

      Sono d’accordo con te , nel settore lavora troppa gente , centinaia di occupati ai quali nessuno dava peso negli anno grassi ma che in questi tempi di magra diventano un problema. Per carità , niente contro i lavoratori, che non sono assolutamente responsabili di questa situazione, anzi loro rivendicano giustamente il loro ”diritto al lavoro” . Ma non si può non considerare il fatto che in un mercato spietato i margini di guadagno si assotigliano sempre più . Quindi l’unico guadagno diventa abbassare le spese , cioè ridurre i costi di produzione . E se bastano 100 persone per fare un certo lavoro, diventa improponibile dal punto di vista della sostenibilità economica tenere a libro paga 200 dipendenti per un motivo puramente etico e solidale . Aggiungiamoci che il progresso tecnologico non aiuta, magari 10 anni fa per far girare una linea di imbottigliamento da 5.000 pezzi/ora servivano 6-7 persone. Oggi con le linee ipertecnologiche e superautomatizzate che offre il mercato si fanno il doppio di pezzi/ora con metà del personale . Quindi che fare ? Cura dimagrante del personale , seguendo una logica economica tesa a garantire un certo profitto alle cantine, e quindi ai contadini ? Oppure mantenere tutti gli addetti del settore, scelta giusta dal punto di vista etico ed umano, a scapito però della razionalizzazione dei costi? Devo dire che non vorrei essere nei panni di chi prende queste decisioni…anche se so per certo che nei CDA delle cantine l’argomento costi del personale è sempre più all’ordine del giorno…

      1. Anonimo

        La fine del sogno capitalista. Quello dei consumi in infinita crescita. In vari settori ormai la parola d’ordine e’ “troppo”. Troppa produzione, troppa concorrenza, troppi dipendenti, troppi costi, non se ne esce più purtroppo…

  2. Galileo

    Buongiorno a tutti, ma i 20 milioni di debiti di Casa Girelli da dove saltano fuori ??? Io ho letto l’ultimo bilancio (2012-2013) e mi sembra vi sia un debito di meno di dieci milioni verso la controllante (e chissà come è sorto) più circa 5 milioni di anticipo fattura.. E questo sarebbe un debito ?
    I debiti verso i fornitori andrebbero compensati con i crediti clienti…
    Casa Girelli è di gran lunga l’unica azienda sana del Gruppo La-Vis, il suo bancomat; mi sbilancio di più: presa singolarmente è l’azienda vitivinicola più sana di tutto il contesto trentino….

    1. Claudio Claudio

      Buongiorno Galileo (…finalmente una personalità importante su questo blog…), legittima domanda! I numeri sono ricavati dai bilanci… (Non sono un politico…Io!) I 20mil di euro di debiti di Casa Girelli da me postati si riferivano al bilancio chiuso al 30 Giugno 2011. Ovvero: Totale Debiti €34.147.966 meno Totale Crediti €12.287.007 = Debiti Netti €21.860.959. Se vuoi qualcosa di più aggiornato eccoti accontentato… bilancio Casa Girelli chiuso al 30 Giugno 2013: Totale Debiti €36.083.472 meno Totale Crediti €15.166.567 = Debiti Netti €20.916.905. Contento? Aggiungo che Casa Girelli l’ho sempre ritenuta e tutt’ora la ritengo un’azienda sana, altamente specializzata e competitiva a livello mondiale, al contrario di qualche svariata decina di “ossi” che abbiamo in provincia… con qualche rara eccezione ben s’intende. Dai paragoni lascia però fuori la Cavit, in quanto a superiorità è.. per adesso… ancora su un altro pianeta…

      1. Galileo

        Ciao Claudio,
        penso che su Casa Girelli hai fatto un mischione un po’ eccessivo di debiti e crediti…e comunque se non erro devono già avere depositato il bilancio 2014… Dovresti analizzare la natura dei debiti: guarda quelli verso la controllante e poi penso che anche a te sarà tutto chiaro.
        Cavit è una fantastica realtà ma una domanda mi sorge spontanea: cosa se ne fa di 5 linee di imbottigliamento per fare nemmeno 70 milioni di bottiglie ? Come fa ad ammortizzarle con un prezzo medio bottiglia di circa 2 euro ?

        1. Claudio Claudio

          Caro Galileo… i numeri sò numeri… i debiti so’ debiti e i crediti sò crediti e la matematica non è una opinione… per la gente serie di una volta. Distinguere la natura dei debiti? E chi la spiega la “diversa natura” dei debiti al direttore di banca? E non credo che sul prossimo bilancio i 20 milioni di debito netto siano scomparsi come la neve al sole.

          Che se ne fa Cavit di 5 linee di imbottigliamento? Ovviamente bisognerebbe chiedere a loro, io non ne ho idea ma posso provare ad immaginare… magari possono imbottigliare 7 milioni di pezzi al mese… oppure possono anche imbottigliare per conto terzi quando richiesto… possono ottimizzare le capacità della cantina… con una linea possono imbottigliare vini spumanti, con la seconda linea il bottiglione da 1,5 lt, con la terza il formato da 1,00 lt in bottiglia bordolese leggera con tappo a vite, con la quarta possono imbottigliare il formato da 0,375 e con la quinta possono imbottigliare il formato da 0,75 con bottiglia bordolese media tappo sughero e cartone da 12bt… ad esempio… tutto questo contemporaneamente… Bella comodità, no? Una cantina moderna oggi lavora un’infinità di formati, chiusure, tipo di bottiglia, tipo di etichetta fronte-retro-fascetta-capsula, tipo di cartone, tipo di palletizzazione ecc.. Magari domani potrebbero imbottigliare anche i 20 mil di bt di Casa Girelli… Quello che sicuramente non saprebbero fare è dove far accomodare gli oltre 60-65 dipendenti di Casa Girelli…

          1. Galileo

            Claudio,
            il direttore di banca non guarda i debiti, ma la posizione finanziaria netta ed il capitale circolante netto….
            Per quanto riguarda le 5 linee di Cavit non voglio andare oltre, dal momento che è una società sana e seria che gode di tutta la mia stima, però faccio solo la seguente considerazione: Cavit fattura 150 milioni di euro ed imbottiglia circa 70 milioni di bottiglie, quindi prezzo medio di poco più di due euro la bottiglia. Una linea costa dai 3 milioni di euro in su… Come fai quindi ad ammortizzare 5 linee su quei volumi a quei prezzi medi ?
            Comunque ripeto, Cavit gode della mia massima stima e sono pure un loro cliente affezionato, in particolare dello spumante Altemasi !
            Prosit !

  3. CPR CPR

    …guardate che Fugatti, questa volta, non ha tutti i torti: lui è nato ad Avio e vive ad Avio (10 % delle uve provinciali), la cantina di riferimento, la Viticoltori, ha passato momenti pesantissimi, contadini che per alcuni anni hanno coraggiosamente ed eroicamente, rinunciato ad essere pagati, un esempio di cooperativismo solidale ai tempi del colera: e ce la stanno facendo, da soli e senza aiuti e aiutini pubblici: ora scaricare le dissennate gestioni dellaiste e zanoniste sulla vallagarina… pare un’operazione quantomeno offensiva.

  4. Anonimo

    Ciao pistolero, ci si risente, tutto ok ? Io penso che ci sia un errore di base , dal mio punto di vista . E cioè che questo salvataggio sia ”diseducativo” . Dopo anni di passi più lunghi della gamba sembrerebbe che finalmente le sociali trentine abbiano iniziato un percorso di sobrietà , o quantomeno stiano più attente a fare spese folli e debiti a tutto spiano . E’ uno degli aspetti positivi della crisi . Se però passa il concetto che alla fine arriva Cavit e salva tutto , cosa penseranno direttori, presidenti e amministratori delle consociate ? Magari pensano che se Cavit mette fior di milioni per salvare una cantina che non è neanche associata , allora è legittimo anche per loro riprendere il periodo delle spese pazze, fatte senza pensarci . Che diamine, a maggior ragione verranno salvati loro , che fanno parte da sempre della galassia Cavit, mentre LaVis presuntuosamente se ne era andata sbattendo la porta e dicendo che loro senza Cavit avrebbero fatto meglio . Poi io continuo a fare fatica a capire perchè questi debiti, che hanno nome e cognome, dovrebbero diventare di tutti . Metti anche che Ugo Rossi/Provincia ci metta 10 milioni di euro, ma ci possono fare il caffè, se le cifre debitorie che si sentono dire sono vere c’è da far ghiacciare il sangue nelle vene .

    1. Tex Willer

      Ciao Anonimo, grazie, qui tutto ok, o quasi…
      Per me di diseducativo in questa storia c’è solo la magistratura che balbetta davanti agli amministratori, i soli responsabili del tracollo della LaVis, e qui mi ripeto, è una fortuna se alla fine arriva Cavit e salva tutto, grazie sopratutto ai soldi pubblici che piano piano dovranno essere restituiti. Ma attenzione: solo una scrupolosa e sana amministrazione potrà permettere questa restituzione.
      Tu ti chiedi cosa penseranno direttori, presidenti e amministratori delle consociate?
      Bella domanda.
      Per me qualsiasi cosa pensino mi conforta il solo fatto che Cavit è governata molto bene, e tiene monitorato altrettanto molto bene i vari bilanci delle consociate, arrivando (credo e spero) anche a CONSIGLIARE eventuali correzioni ai bilanci…
      Vediamo…

      1. Anonimo

        Ciao pistolero, dalla stampa che oggi rendiconta l’assemblea lavisana di ieri apprendiamo che va tutto bene e non ci sono problemi. Quindi anche il rientro in Cavit parrebbe scongiurato, con buona pace di tutti e sospironi di sollievo da parte dei soci delle sociali trentine. Buone Feste a te!

  5. Tex Willer

    Io sono infinitamente ignorante, perdonatemi, ma mettiamola così:
    mettetevi nei panni di Ugo Rossi che sta per staccare l’assegno famoso… per darlo alla cantina LaVis, Voi questo assegno lo affidereste ad un CdA che magari lo investe in minchiate o piuttosto lo affidereste a Cavit che facendo da tutor piano piano accompagni LaVis fuori dalle secche? Chiaro poi che tutto intorno è un ribollir di mugugni, è fisiologico ma insisto per me questa è la soluzione migliore.

  6. Claudio Claudio

    Leggendo i giornali la settimana scorsa la prima domanda che mi sono posto è stata di cosa sia successo negli ultimi mesi o settimane che non è di dominio pubblico? Come mai si muovono le banche, i sindacati, la provincia, i politici, i dipendenti con riunioni, tavoli rotondi ecc. e non si sente parlare Marco Zanoni (LaVis)? Zanoni ha sempre dimostrato di tenere con pugno ferreo il controllo decisionale della galassia LaVis, ed ora? Qualche palazzo ha deciso di “scaricarlo”? Forse le banche hanno capito che nonostante i sempre roboanti annunci di crescita del fatturato, margini di guadagno e discesa dei debiti qualcosa “puzza di bruciato”? Oppure qualcuno nutre qualche dubbio che le recenti cessioni societarie di Poggio Morino, Villa Cafaggio e di parte di Cesarini Sforza nascondano qualche aspetto poco rassicurante dal punto di vista della trasparenza/convenienza? Perché intervenire ora a gamba tesa sul controllo dell’attuale A.D.? C’è qualcosa che non mi spiego… per ora… cioè cosa si stia muovendo dietro le quinte…

    Ritengo che parlare di fusione con Cavit sia fuorviante. In realtà la politica e le banche non hanno più voglia di bruciare altri milioni di euro per un progetto-colabrodo dal giorno in cui Lorenzo Dellai decise di delegittimare il legittimo ultimo presidente della LaVis e insediare il “Suo Commissario” con nessuna intenzione di procedere alla liquidazione come un commissariamento serio fatto da gente serie in un mondo serio, richiede! Quindi si tratterà di un’acquisizione. Diciamo suppergiù €30 mil contanti (potrà sempre recuperare €10 mil se la Provincia attuerà lo studentato sul terreno della vecchia cantina)… altrimenti non si aggiusterebbero le casse della LaVis e quelle delle sue banche “d’appoggio”… Casa Girelli è sana anche se si porta in “dote” diciamo ca. €20 mil di debiti netti propri… ma un’integrazione in Cavit farebbe volatilizzare velocemente il suo valore intrinseco a meno che non resti separata come un’affiliata. Comunque gli €30 mil non li recuperebbero MAI! La cosa positiva è che l’eventuale acquisto porterebbe solo un cambiamento al numero dei debiti a bilancio della Cavit (oggi così bassi che alla scuola di economia all’italiana vengono ritenuti addirittura “sovversivi” in quanto mettono in dubbio tutti i principi di “sana” amministrazione nostrana che vorrebbe che i debiti fossero almeno di pari misura al fatturato annuale…) . In ogni caso solo un numero… con nessuna tangibile conseguenza per le cantine socie… solo qualche centinaia di migliaia di euro in più di interessi che la Cavit dovrà versare alle proprie banche… diciamo al ribasso ca. € 700-900.000 all’anno… comunque sempre meno di 1 milione! Ma il problema a procedere con questo progetto è un altro… Cavit ha sempre avuto l’interesse per Cesarini Sforza ma l’ad di LaVis è stato lesto a metterla nelle mani dei “Veronesi”… ora Cavit che fa… si prende il fardello dei costi e debiti di Casa Girelli (€30mil + €20mil = € 50mil) mentre il gioiello (dal punto di vista di una strategia di crescita organica con gli spumanti e non coi vini fermi di tutt’Italia da basso prezzo s’intende) se lo sfoggia qualcun altro? In nome della “cooperazione” e della “solidarietà” io direi che in Trentino si dovrebbe fare questo e altro….

    1. Anonimo

      Questa mi pare una lettura troppo semplicistica: Cavit va bene, e’ franca di debiti e quindi si prende gioiosamente quelli degli altri. Io dico che qua ci sono sotto questioni grosse, che noi manco possiamo immaginare. Quindi e’ anche inutile che ci mettiamo a fare congetture ed ipotesi. Per iniziare sarà interessante vedere il bilancio Lavis con situazione debiti-crediti aggiornata.

  7. Tex Willer

    L’alternativa?
    Questo è parlare alla pancia degli elettori, la verità secondo me è che Fugatti avrà fatto bene i suoi conti elettorali e alla fine gli converrà di parlare così.
    A me nonostante tutto… la “fusione” con Cavit sta bene.

    1. Anonimo

      Bisogna capire cosa si intende per fusione, buttato li così non vuol dir niente, se significa scaricare su Cavit i problemi della LaVis ha ragione Fugatti a dire ”no grazie”. Anche perchè siamo al secondo ”dissesto” in 4 anni ( primo nel 2010 , secondo ora nel 2014 ) . Quindi prima di parlare di fusioni logica vorrebbe che si individuino le eventuali responsabilità , fare finta di niente vorrebbe dire perseverare con il clima di impunità che ha caratterizzato sin da sempre questa grottesca vicenda . Io credo che alla fine si possa riassumere tutto così : i soci LaVis probabilmente sono più che contenti di questa ipotesi perchè hanno tutto da guadagnarci , i soci di tutte le altre cantine Cavit in linea di massima saranno molto scontenti perchè hanno tutto da perdere a portarsi in casa una rogna di tale portata . Poi c’è quel precedente che non aiuta , quando LaVis fece lo scherzetto di portare via a Cavit un grosso cliente , se la sono tutti legata al dito…. In giro si sente molta preoccupazione per l’eventuale fusione, Bassa Atesina e aree limitrofe a Trento tutti freddini e con zero entusiasmo per questa ipotesi ….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *